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I sindacati scendono in strada
anche a Fermo per le pensioni:
“Chiediamo un incontro al prefetto”

FERMO Cgil Cisl e Uil: "Dopo aver manifestato sabato 16 novembre al Circo Massimo, la nostra mobilitazione prosegue ora sui territori per sostenere le nostre richieste"
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Questa dalle ore 10 alle ore 11,30 manifestazione/presidio e richiesta di un incontro al prefetto di Fermo per sostenere le nostre richieste a favore dei pensionati“. E’ quanto annunciano i responsabili di Spi-Cgil, Fnp-Cisl e Uil Pensionati di Fermo, Paolo Filiaci, Giovanni Casturà e Alberto Tarquini in una nota stampa a firma congiunta.
La legge di bilancio presentata dal Governo e in discussione in Parlamento non affronta e non risolve le tante questioni che riguardano milioni di pensionati e di pensionate.

“Dopo aver manifestato sabato 16 novembre al Circo Massimo, la nostra mobilitazione prosegue ora sui territori per sostenere le nostre richieste.
Nonostante si affermi continuamente il contrario, i numeri dicono che i pensionati italiani sono una categoria sociale ormai prossima alla povertà. Nelle Marche, l’importo medio di una pensione Inps di vecchiaia è di 953,12 euro mensili lordi. Quasi l’80% delle pensioni di anzianità, vecchiaia e superstiti ha un importo inferiore a 1.500 euro mensili lordi.
Per questo sosteniamo il ripristino di un sistema di rivalutazione delle pensioni più equo e capace di conservare il potere d’acquisto dei trattamenti, la ricostituzione del montante contributivo come base di calcolo per chi ha subito il blocco della rivalutazione negli anni precedenti, l’allargamento della platea dei destinatari della 14esima mensilità, l’adozione di un paniere Istat più adeguato ai consumi reali dei pensionati, la riduzione della pressione fiscale sui pensionati italiani, che oggi ‘subiscono’ un fisco tra i più pesanti di tutta l’Ue, e il contrastato forte e severo dell’evasione e dell’elusione fiscale.
Continua ad essere inadeguata la risposta delle istituzioni nei confronti della non autosufficienza, che nel nostro paese colpisce 3 milioni di persone, la maggior parte delle quali sono anziane. E’ una vera e propria emergenza nazionale, un peso insostenibile per milioni di famiglie.
Chiediamo che venga approvata una legge nazionale che definisca livelli essenziali di prestazioni sociali e socio sanitarie alle quali abbiano diritto tutte le persone in condizione di non autosufficienza. Prestazioni da finanziare attraverso un Fondo nazionale di consistenza ben diversa da quella attuale, che ammonta a circa 500 milioni di euro l’anno.
A sostegno di questa legge stiamo raccogliendo firme in tutta Italia.  E’ necessario, in ogni caso, garantire finanziamenti adeguati per il Servizio Sanitario Nazionale per la riduzione effettiva dei tempi di attesa per visite, prestazioni e ricoveri, potenziare la medicina del territorio, le cure intermedie e l’assistenza domiciliare”.


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