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Mozione sicurezza, scontro in Consiglio
Vesprini: “L’80% delle proposte
è già realtà”

PORTO SAN GIORGIO - La mozione sicurezza di FdI viene discussa ma non votata in Consiglio comunale. Agostini non ci sta ed attacca la maggioranza. Scontro in aula. L'assessore Vesprini: "L'80% delle cose proposte è stato già fatto"
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Scontro in Consiglio comunale ieri sera sulla mozione sicurezza presentata da Fratelli d’Italia. Il Presidente Giuseppe Catalini annuncia che non verrà votata ma solo discussa. Il capogruppo di FdI, Andrea Agostini, non ci sta e dall’opposizione arrivano bordate all’indirizzo della maggioranza. “Spaccata” tanto per la Lega quanto per FdI “su queste importante tematiche”. E nel mirino finisce l’assessore Valerio Vesprini che di quella mozione era a conoscenza per averla discussa ed essersi confrontato con il suo autore, Emanuele Morese,  coordinatore cittadino di FdI. E se dai banchi della maggioranza c’è chi, come il consigliere Pd, Antonello Cossiri, ammette che non l’avrebbe mai votata “trattandosi di una elencazione di banalità”,  va da sé che il centrodestra, prendendo la palla al balzo, ne approfitti per rimarcare divisioni interne alla coalizione che governa la città. “Non si è votato per paura di sfiduciare indirettamente l’assessore Vesprini”. Questa in sostanza l’accusa rivolta al centrosinistra. E’ il sindaco Nicola Loira, poi,  a mettere dei punti fermi. “Questa mozione non si vota perché tante materie in essa contenuta non sono di competenza del Consiglio comunale”. E rispondendo a chi aveva sostenuto che la mozione avesse l’avvallo di Vesprini, il  sindaco è ancora più categorico. “Morese si è mosso sul solco di un lavoro che questa Amministrazione sta facendo ed è stato ascoltato per educazione che da sempre ci contraddistingue. Se i termini fossero stati altri ci saremmo sottratti al confronto”.

Antonello Cossiri

Dal canto suo l’assessore alla sicurezza giudica “non fazioso e non ipocrita l’approccio di Morese, tuttavia il pacchetto sicurezza rispecchia all’80% cose già fatte e che andremo a fare”. Così liquidando la querelle che si trascina da più di un mese e che lo ha visto al centro di polemiche per essersi confrontato con l’opposizione sul tema sicurezza. Mozione, quella illustrata da Agostini, che contiene alcune misure specifiche: potenziamento della Polizia municipale, dell’illuminazione e della videosorveglianza, lotta all’accattonaggio, all’abusivismo, alle dipendenze ed al vandalismo. Ma anche incontri nelle scuole e forme di assistenza e di tutela alle vittime di reati. “La votazione era doverosa -ha rimarcato l’ex sindaco- e legittima perché sono materie di competenze del Consiglio comunale. Evidentemente questa non è una casa dove discutere seriamente di droga, dipendenze e sicurezza”. Una seconda mozione presentata ieri, infatti, invitava la giunta a istituire un osservatorio permanente sulle droghe e le dipendenze, ad individuare un fondo ad hoc ed a prevedere una delega assessorile specifica. La maggioranza, pur condividendo i punti, critica quindi la modalità. Renato Bisonni di Psg a Sinistra parla senza mezzi termini di “strategia di comunicazione”. Loira sostiene che si tratti di una mozione “presentata più per l’esigenza di marcare la presenza politica pur rispettando l’iniziativa”. Ed il consigliere Giacomo Clementi (Pd) accusa il centrodestra di “strumentalizzare la mozione nel tentativo di seminare zizzania nella maggioranza”. A nulla porta il tentativo di Marco Marinangeli della Lega di proporre che il Consiglio faccia la sua mozione togliendo il simbolo di FdI così da arrivare al voto finale. Il primo cittadino ha ripercorso tutte le iniziative ed i provvedimenti adottati in tema di sicurezza dal Comune. “Se questa mozione va nella direzione di stimolare l’Amministrazione comunale a fare meglio e ad andare avanti va bene” . Infine riprendendo in mano la mozione sulle dipendenze e la lotta alla droga di FdI, Loira ha ricordato tutte le iniziative messe in campo dagli uffici d’intesa con gli organi preposti.  “FdI ha fatto una brutta figura. Le iniziative fatte sono tantissime, ci confrontiamo ogni giorno con il Serd, i servizi sociali quotidianamente operano in questo contesto. Il fenomeno è fuori controllo, è vero, e a pesare c’è anche una deresponsabilizzazione totale delle famiglie. Dobbiamo allora costruire una rete tra associazioni, scuole e famiglie, ma l’osservatorio di fatto c’è già e ne fanno parte anche i rappresentanti delle forze dell’ordine”.


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