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SOS PRIMO INTERVENTO
La febbre nei bambini, dal ‘falso allarme’ alla chiamata al pediatra
Videoguida dell’Area vasta 4

EMERGENZA - Settima puntata della rubrica di Cronache Fermane sul primo intervento in caso di incidenti e emergenze. Si parla di febbre nei bambini. I consigli della dottoressa Luisa Pieragostini, primario del reparto Pediatria dell'ospedale Murri di Fermo
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Il primario Pieragostini e l'influenza nei bambini

Luisa Pieragostini, primario dell’Uoc Pediatria del Murri di Fermo

di Giorgio Fedeli e Simone Corazza (foto e video Simone Corazza)

Sos Primo Intervento. Settima puntata, nello specifico sull’influenza, della rubrica di Cronache Fermane, realizzata in collaborazione con l’Area vasta 4 guidata dal direttore Licio Livini, con il prezioso contributo del Pronto Soccorso dell’ospedale Murri di Fermo, nella persona del suo primario, Fabrizio Giostra, affiancato da professionisti e specialisti dell’emergenza. E questa volta si parla dell’influenza che colpisce i bambini con la dottoressa Luisa Pieragostini, primario del reparto Pediatria dell’ospedale Murri di Fermo.

Sos Primo Intervento, appunto. Sì perché la rubrica, tramite spiegazioni, delucidazioni, esempi pratici e, soprattutto una video-guida, ha l’obiettivo di fornire ai lettori, di tutte le età, un vademecum sul primo intervento, quello da effettuare in casa, o in strada, nella quotidianità, per rispondere con tempestività e efficacia a quelli noti come incidenti domestici. Insomma guidare e formare anche i ‘non addetti ai lavori’ su come comportarsi in caso di urgenze, tra le più comuni, quelle che possono verificarsi in qualsiasi momento e colpire i propri cari, dai bambini agli anziani, ovunque. Pochi istanti in cui è fondamentale, anche se comprensibilmente non facile, non farsi assalire dall’angoscia e dalla confusione. E agire nel migliore dei modi, in attesa dell’arrivo del 118. Sì perché è importante sapere cosa fare ma anche cosa evitare. Indicazioni basilari per migliorare o, quantomeno, tamponare, la situazione. E non peggiorarla. Pochi istanti a disposizione per praticare manovre che in molti casi sono dei veri e propri ‘salva-vita’. Fabrizio Giostra, primario del pronto soccorso di Fermo.

Fabrizio Giostra, primario del pronto soccorso di Fermo

“L’obiettivo della rubrica – spiega Giostra – è fornire strumenti utili ai lettori per affrontare delle vere e proprie emergenze in attesa del 118, oppure situazioni molto più banali che possono risolversi nel migliore dei modi senza un accesso improprio al pronto soccorso. Svilupperemo dei video con degli specialisti del settore. Video semplici, didattici, efficaci e chi li guarda può far sue nozioni di base per affrontare tutte le situazioni, fino alle più drammatiche”. Tecniche che possono essere apprese e approfondite, e su cui si può acquisire una sempre maggiore praticità e dimestichezza, frequentando i vari corsi di primo soccorso ciclicamente organizzati dalle varie Pubbliche Assistenze del Fermano. “Il Pronto Soccorso, dalla pubblicazione della puntata, risponderà ai dubbi e alle richieste degli utenti – segnala il primario Giostra – attraverso i commenti all’articolo”.

Entrando nel dettaglio della puntata, scopriamo con con la dottoressa Luisa Pieragostini, primario del reparto Pediatria dell’ospedale Murri di Fermo, come comportarsi in presenza di bimbi influenzati e febbricitanti.

Stiamo andando incontro al periodo dell’influenza quindi molti bambini prenderanno la febbre. La dottoressa Luisa Pieragostini, primario dell’Uoc Pediatria dell’ospedale Murri di Fermo ci darà le indicazioni su come trattare con tranquillità i bambini e quando rivolgersi al medico di famiglia, o in situazioni più gravi, quando rivolgersi al pronto soccorso.

La febbre nei bambini è sempre un argomento che incute terrore nei genitori perché si trovano dinanzi a una situazione particolare soprattutto quando affrontano, per la prima volta la febbre nei loro figli piccoli. Ma non è una situazione patologica perché è semplicemente una difesa dell’organismo nei confronti di un qualcosa che, sì, potrebbe evolvere ma anche restare localizzata al sintomo. Spesso la paura viene generata da un errore nel misurarla poiché va misurata con un termometro digitale e a livello ascellare. I bimbi piccoli posso usufruire anche degli strumenti di rilevazione a livello dell’orecchio tenendo però presente il fatto che, in questi casi, la temperatura va scalata di 0,3. Non si devono più adottare i metodi di una volta come il tenere i bambini al caldo. Possono stare in casa, non necessariamente a letto, anche in luoghi con condizioni termine neutrali. Anche sul divano, perché no? No alle spugnature con alcol o con acqua fredda. Sì, spugnature con acqua tiepida sì, ma giusto per dare un po’ di sollievo.

Capitolo farmaci: si possono usare, in prima battuta quelli antipiretici ma va consultato il pediatra, soprattutto quando ad avere la febbre sono bimbi sotto al terzo mese di vita. I farmaci che solitamente vanno usati sono quasi sempre quelli a base di paracetamolo e ibuprofene ma se la febbre si accompagna a una situazione di malessere generale. Ad esempio se abbiamo un bimbo con una febbre superiore ai 38 gradi ma ancora gioca, è vispo e allegro, vivace, possiamo semplicemente farlo stare tranquillo, farlo bere molto e controllare la temperatura ogni 4 o 6 ore. La febbre infatti ha delle variabili fisiologiche perché aumenta nel periodo serale e dopo i pasti. Dunque la febbre non sia più uno spauracchio ma venga interpretata come una normale reazione dell’organismo. Sì, ripeto, potrebbe evolvere. E infatti nel caso in cui il bimbo, oltre alla temperatura alta avesse anche un malessere generale e importante, va avvisato il pediatra di famiglia, o in caso di problemi, anche quello dell’ospedale. La somministrazione di farmaci va effettuata sotto indicazione del medico. E, soprattutto, a meno che non ce ne sia una necessità concomitante, non vanno somministrati antibiotici perché non curano la febbre che va valutata anche in base all’età del bambino: sotto i tre mesi di vita necessita del confronto col medico, i 38/39 in un bambino con età superiore, senza sintomi correlati, può, invece, essere gestita tranquillamente a casa, sempre dopo aver ascoltato il pediatra. Sintomi importanti da tenere in considerazione nel periodo febbrile sono, ad esempio, una cefalea o una fotofobia persistenti, un malessere sulla nuca, alla testa, al collo. E si faccia attenzione a quello che il bambino riferisce o indica. Se vi sono situazioni da non sottovalutare, sempre dopo aver sentito il proprio pediatra, il piccolo va accompagnato all’ospedale per le eventuali cure del caso”.


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