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Ora è ufficiale: il Verde Mare
ha riaperto i battenti, operai
già al lavoro per la stagione estiva

FERMO - Da questa mattina operai al lavoro per preparare la struttura ricettiva in vista della prossima stagione estiva. Lavori che lasciano intendere che le parti, dopo il dissequestro, e dopo il decreto ingiuntivo, siano arrivate a un accordo
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Felice Chiesa esulta all’ingresso del suo Verde Mare

di Giorgio Fedeli

Ora è ufficiale, il Verde Mare ha definitivamente riaperto i battenti. Questa mattina, infatti, gli operai si sono recati nella struttura ricettiva di Marina Palmense per iniziare i lavori di sistemazione della struttura ferma, sigillata, dopo il sequestro durato tre anni. E la riapertura, con gli operai al lavoro, lascia presumere, anzi è cosa quasi certa, che sia arrivato anche l’accordo tra i titolari della struttura, Felice Chiesa per intenderci, difeso dagli avvocati Savino Piattoni e Francesco De Minicis, e la proprietà.

Sì perché dopo aver superato la vicenda giudiziaria con il sequestro, durato tre anni, con una sentenza di assoluzione con formula piena, tra le parti si era frapposto un decreto ingiuntivo di pagamento di 420 mila euro per le annualità 2018 e 2019. Evidentemente tra le stesse si è arrivati a un’intesa, è prevalso il buonsenso, come sostiene il sindaco di Fermo, Paolo Calcinaro che proprio di ‘buonsenso’ parla nel commentare la notizia: “L’accordo tra proprietà e gestione è una notizia veramente importante per il territorio. Ringrazio le parti per il buon senso usato in quest’ultimo passo”. Si è quindi arrivati all’accordo. Una notizia attesa da tutto il Fermano che sicuramente farà gioire istituzioni, associazioni di categoria e l’intero indotto che ruota intorno al centro vacanze di Chiesa, il primo a esultare e a rimettersi al lavoro per garantire appieno la stagione estiva 2020.

Tutto era partito nel febbraio 2016 quando l’area del campeggio, per una ricettività giornaliera pari a 2.490 ospiti al giorno, era stata posta sotto sequestro dalla Guardia di Finanza per lottizzazione abusiva. ‘Indiziate’ le 400 roulotte lasciate all’interno del campeggio anche nei mesi invernali, che per l’accusa potevano essere considerate costruzioni stabili essendo così equiparate ad abitazioni residenziali. Tre mesi più tardi il tribunale del Riesame avrebbe accolto le istanze di Chiesa e dei suoi avvocati disponendo il dissequestro dell’area. Ma la Procura aveva impugnato il provvedimento in Cassazione con il fascicolo tornato al tribunale di Fermo dove il giudice, nell’ottobre del 2016,aveva disposto nuovamente il sequestro della struttura, convalidato dalla Suprema Corte. Da allora i sigilli non si sono più mossi. Fino a quando è stato disposto, a inizio dicembre, il dissequestro. Con i sigilli tolti, Chiesa e i suoi legali sono stati chiamati a sedersi al tavolo con la proprietà per un decreto ingiuntivo con cui questa chiedeva il pagamento dei canoni del 2018 e 2019. ma a quanto pare, si diceva, le parti hanno trovato un’intesa. E i cancelli si sono definitivamente riaperti.

 

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