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Marcozzi (FI): “I vigili del fuoco
vanno potenziati, non spostati
Infrastrutture essenziali nel soccorso”

FERMANO - La capogruppo regionale FI: "Strade fatiscenti e vie di collegamento come mulattiere incidono nei soccorsi. Una terza corsia A14 ancora ferma alle letterine al ministro. Nessun investimento serio"
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Nessuno si azzardi a spostare, come pedine sul territorio, i nostri Vigili del Fuoco. Sì, invece, a un loro potenziamento anche logistico. Gli investimenti sulle infrastrutture sono essenziali anche e soprattutto per la rete dei soccorsi”. La capogruppo regionale FI, Jessica Marcozzi, interviene con una nota stampa in merito a eventuali modifiche territoriali per i presidi dei Vigili del Fuoco.

“Nessuno – si legge nella nota della capogruppo azzurra – tocchi i nostri Vigili del Fuoco. Anzi, la loro presenza sul territorio va potenziata. Nelle diatribe che stanno imperversando in questi giorni sulla dislocazione di un bene inestimabile della collettività, come sono i Vigili del Fuoco, non permetterò che il territorio montano, con Amandola, subisca l’ennesimo scippo. I sindacati di categoria sottolineano l’importanza di una sede a Servigliano o sull’Alta Valtenna. Benissimo e condivisibile. Ma quella di Amandola non va toccata. Avere una presenza ancor più capillare dei Vigili del Fuoco non può che essere un bene per tutti. Ma la discussione mi spinge a un’altra riflessione, nodo cruciale per il Fermano, e sul quale non mollerò mai la presa fino a risultato ottenuto. Parlando del “Progetto Italia, soccorso in 20 minuti” del Ministero mi preme rimarcare ancora una volta la latitanza dell’Amministrazione regionale in merito alle infrastrutture viarie che collegano il nostro territorio.

Hanno scippato 12 milioni della Monti-Mare per destinarli al nuovo ospedale di Fermo. 20 minuti? Bene. Ma che incidenza nei soccorsi possono avere strade fatiscenti, vie di collegamento come mulattiere? Una terza corsia A14 ancora ferma alle letterine al ministro. Nessun investimento serio, si pensa solo a promettere bandierine senza creare una rete in grado di sostenere e rendere efficienti le attuali e le nuove strutture richieste. Tutto ciò è frutto di una politica miope, fatta solo di promesse elettorali senza una visione d’insieme di un territorio, senza una spinta amministrativa in grado di fare da collante all’aggregazione territoriale, oggi più che mai gap per il Fermano. E la Soprintendenza ne è un esempio lampante”.

 


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