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Maxi inchiesta su Aerdorica, Ceriscioli:
«Abbiamo salvato l’aeroporto»

IL GOVERNATORE, tra i 77 indagati per peculato dalla Procura di Ancona, commenta la tempesta che ieri si è abbattuta su palazzo Raffaello e il Sanzio: «Se mettiamo la cosa nella giusta prospettiva, può essere anche l'occasione per far conoscere di più un fatto straordinario, il salvataggio». Il presidente della commissione consiliare d'inchiesta, Zaffiri (Lega): «E' mancato completamente il controllo, alla società sono andati circa 100 milioni in 10 anni». Battistoni (FI): «Il presidente si dimetta»
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Il governatore Luca Ceriscioli

 

«In questi anni abbiamo fatto diverse cose buone tra cui mettere in salvaguardia l’aeroporto delle Marche». Commenta così, a Cronache Maceratesi, il governatore Luca Ceriscioli, l’inchiesta monstre della procura di Ancona che lo vede tra i 77 indagati per presunte irregolarità legate all’erogazione di risorse che la Regione avrebbe garantito ad Aerdorica nell’arco dell’ultimo ventennio. Nel fascicolo del sostituto procuratore Paolo Gubinelli, che coordina le indagini, sono finite quattro giunte regionali, oltre alla attuale le precedenti guidate da Gian Mario Spacca e Vito D’Ambrosio, diversi politici, funzionari e gli ex vertici di Aerdorica. Per tutti l’ipotesi di reato è peculato continuato in concorso. Un’inchiesta di cui ancora non si conoscono i dettagli, se non per la richiesta di proroga delle indagini inviata dal pm al giudice per le indagini preliminari.

«È un’indagine molto complessa, che riguarda un periodo molto lungo, ma ritengo che sia dovere dei magistrati quello di indagare. In realtà, conta la fine del percorso non questo momento. Pensiamo di aver agito bene nel rispetto delle regole e utilizzando tutti gli strumenti previsti dalla legge». Invertendo l’equazione, il numero uno della giunta regionale afferma: «Se mettessimo la cosa nella giusta prospettiva, potrebbe essere anche l’occasione per far conoscere di più un fatto straordinario: il salvataggio dell’aeroporto e l’impegno straordinario messo dalla giunta. Siamo consapevoli di aver gestito un percorso molto complesso, ma rispettando tutti i passaggi necessari: dalle comunicazioni all’Europa, il tribunale civile che seguiva la procedura, la gara per trovare un partner. Tutti passaggi complessi che abbiamo affrontato senza scorciatoie portando a casa il risultato».

Sandro Zaffiri

Molto più tranchant, come era ovvio che fosse, il commento del capogruppo regionale della Lega Sandro Zaffiri, che tra il 2017 ed il 2018 ha ricoperto il ruolo di presidente della commissione consiliare d’inchiesta proprio sul travagliato passato di Aerdorica: «In commissione era stato evidenziato che fosse mancato completamente il controllo da parte dell’azionista di maggioranza, la Regione, che negli anni ha dato i soldi, salvo poi non sapere che fine facessero. Soldi pubblici finiti dentro un pozzo senza fondo e con relazioni dei revisori dei conti molto discutibili. Sono convinto che l’inchiesta sia partita dalla nostra commissione, anche perché alla fine dei lavori abbiamo evidenziato che c’erano aspetti molto negativi ed ho detto che era ora che la Procura della Repubblica indagasse: non posso che essere soddisfatto che la giustizia stia facendo il suo corso per una vicenda poco trasparente. La Regione, nell’arco di 10 anni, ha messo circa 100 milioni per Aerdorica, e nonostante questo ha rischiato il fallimento, avendo accumulato 40 milioni di debiti».

Francesco Battistoni

Duro anche il commento di Francesco Battistoni, commissario regionale Forza Italia. Se c’è un reato che offende la dignità di tutti i cittadini è il peculato – dichiara l’esponente azzurro – Pensare che un amministratore pubblico distragga dei fondi, danneggiando un’intera comunità, è un fatto di una gravità assoluta. Le indagini sono ancora in una fase iniziale e come sempre, Forza Italia resta garantista. Spero, però, che si accertino quanto prima le responsabilità, per rispetto di tutte le parti coinvolte, a partire dagli innocenti. I cittadini delle Marche meritano di sapere la verità e che gli eventuali colpevoli paghino per le loro colpe. Chi ha contribuito ad isolare questa Regione, rendendo inefficiente un comparto così importante, come quello dei trasporti, deve renderne conto a tutti, quanto prima. Noi chiediamo le dimissioni di Ceriscioli, non per le indagini in corso, ma per la sua incapacità nell’amministrare la Regione, certificata, non da ultimo, dall’Europa, che ha declassato le Marche da regione “più sviluppata” a regione “in transizione”. E’ ora che le Marche tornino ad avere la posizione che meritano».

 

Giovanni Gostoli

Con il governatore Ceriscioli e la sua giunta si schiera, invece, il Pd. E lo fa con il suo segretario regionale Giovanni Gostoli: “Noi difendiamo l’operato della giunta Ceriscioli che ha l’unica responsabilità di aver salvato e rilanciato l’Aeroporto delle Marche, perché è un’infrastruttura fondamentale per una regione che vuole guardare al mondo, per le persone, il lavoro, le imprese e il turismo. Il fallimento avrebbe comportato un grave danno economico per i marchigiani e lo sviluppo delle Marche.
Questo stillicidio mediatico sulla stampa e sul web è assurdo: siamo di fronte ad una semplice proroga delle indagini per comprendere le vicende legate all’Aeroporto. Indagini in corso legittime e giuste. Non c’è pertanto un’accusa e tanto meno un avviso di garanzia.
Ogni provvedimento per salvare e rilanciare l’Aeroporto è avvenuto alla luce del sole, è stato vagliato dal tribunale fallimentare e dall’Unione Europea. Pertanto è un semplice atto dovuto la valutazione nelle indagini della Procura della Repubblica di Ancona rispetto all’attuale giunta. Piena fiducia nel lavoro della magistratura. Però mi auguro che le indagini si concludano in tempi rapidi considerate le elezioni regionali alle porte”.

(di Redazione CM)

 




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