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Nuovo centro pastorale, posata la prima pietra: “Siamo davvero uomini quando stiamo insieme”

PORTO SANT'ELPIDIO - Anche l'arcivescovo Pennacchio per la cerimonia che segna l'avvio dei lavori al quartiere San Filippo: un progetto partito nel 2007
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di Pierpaolo Pierleoni

Tanti fedeli, autorità, gruppi parrocchiali, scout, il vescovo mons. Rocco Pennacchio, questo pomeriggio, per la posa della prima pietra per il nuovo centro pastorale San Filippo, all’omonimo quartiere di Porto Sant’Elpidio. Un momento molto atteso, il culmine di un percorso iniziato nel lontano 2007. Se ne sono andati 60 anni dall’inaugurazione della parrocchia del Sacro cuore, poco meno di mezzo secolo dalla costruzione della chiesa alla Faleriense e poi dalla realizzazione di spazi di preghiera ed aggregazione. Oggi, in un tempo nuovo, il centro pastorale vuole offrire alle future generazioni spazi e possibilità per vivere il tempo e sviluppare i talenti.

“I giovani sono i primi destinatari a cui questo centro si rivolge – le parole del parroco don Tarcisio Chiurchiù – Oggi abbiamo un campo brullo che ha bisogno del nostro lavoro per diventare accogliente. Si conclude una lunga gestazione durata oltre 10 anni. Grazie all’architetto Castignani, progettista e tessitore dell’opera. Grazie all’ufficio amministrativo della Curia. Questa non è un’opera semplice. Quello che era un rione classificato riduttivamente con un numero, 167, è diventato un quartiere da quasi 10.000 abitanti ed ha cambiato volto. Il nuovo centro dovrà aiutare tutti a realizzare i loro sogni. E’ quasi spontaneo dedicare il centro a San Filippo Neri, per la sua figura profetica: fu inventore degli oratori e dedicò la sua vita ai giovani”.

Il sindaco Nazareno Franchellucci ripercorre ” anni di grande attesa, a volte anche di esasperazione, nel chiederci quando sarebbe partita questa riqualificazione. Siamo testimoni del lavoro di chi ha creduto fortemente nella realizzazione del progetto in un’area che si sta sviluppando in modo straordinario. Questo non è solo uno dei quartieri più popolosi, ma anche dei più giovani, con tante famiglie e bambini. Il fatto che si pensi al futuro della città è un segnale bellissimo. Ricordo quando l’architetto Castignani in un’assemblea disse che si sarebbe partiti nel 2020, sembrava un sogno, invece siamo qui. Possiamo sognare ad occhi aperti il giorno dell’inaugurazione”.

Tocca al progettista e futuro direttore dei lavori, Pompeo Castignani: “Ho quest’opera in testa da tanti anni, siamo partiti nel 2007. L’idea è nata pensando ad alcuni concetti: accoglienza, apertura, accessibilità, connessioni, condivisioni. E’ quell che si concretizzerà nel fabbricato che sarà aperto verso la nuova piazza in costruzione, ma con uno spazio suo ed una corte interna, in una sorta di abbraccio. Noi architetti dovremmo far parlare le opere e io mi auguro che questo nuovo centro dica qualcosa. Lo immagino come un hub, un porto, un incrocio, un luogo dove trovarsi, strutture che mancano al quartiere. Ringrazio tutti i colleghi che hanno collaborato con me in questi anni”.

Per ultimo interviene mons. Pennacchio: “Quando questa struttura sarà completata avremo un centro dell’attività pastorale. La vita pastorale rappresenta l’attenzione alle persone di don Tarcisio e di tutti i suoi collaboratori. Qui si radunano tutti i fedeli per crescere nella formazione e nelle attività di svago e di preghiera. Sarà il punto di riferimento anche per gli scout e per tutti quelli che si cibano della vita quotidiana per annunciare il Vangelo. Siamo veramente uomini quando ci raccogliamo insieme”. L’arcivescovo entra anche nelle questioni più ‘materiali’:”Credo che da quando vedrete le prime ruspe in azione, passerà circa un anno e mezzo per il completamento dei lavori. E’ giusto dire anche chi pagherà quest’opera: sarà finanziata con i fondi dell’8×1000 alla Chiesa, in più la parrocchia del Sacro cuore investirà circa mezzo milione di euro, che reperirà attraverso le donazioni finalizzate a questo importante progetto”.


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