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Scoperti dalla polizia il ragazzo
dai mille alias e la base
di spaccio ‘work in progress’

PORTO SANT'ELPIDIO - Dalla questura: "L'uomo è stato segnalato all'autorità giudiziaria, la sostanza stupefacente e gli oggetti per il confezionamento delle dosi sono stati sequestrati e gli amici che lo ospitavano sanzionati per l’omissione della comunicazione dell’ospitalità all’autorità di pubblica sicurezza"
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di redazione CF

Una lotta continua, incessante, allo spaccio. E la polizia gioca anche d’anticipo. La Squadra Mobile e la sezione Volante della questura di Fermo, infatti, hanno proceduto alla denuncia in stato di libertà di un ragazzo di origine libica, provvisoriamente ospitato da amici a Porto Sant’Elpidio. “Questi – spiegano dalla questura – stava certamente organizzando una base di spaccio provvisoria, rilevando le attività ed i clienti degli spacciatori colpiti dalle importanti attività di contrasto condotte anche recentemente dalle forze dell’ordine nel territorio fermano.
Infatti, i poliziotti, dopo essere riusciti a localizzare la nuova base, sono intervenuti all’interno dell’abitazione nella quale  hanno rinvenuto prima un panetto del peso complessivo di 37 grammi di hashish, dal quale lo spacciatore stava predisponendo le dosi per la vendita, come riscontrato dalla presenza di numerosi involucri ‘a paracadute’ per il confezionamento e successivamente un involucro termosaldato contenente due grammi di eroina.


Lo straniero, accompagnato per accertamenti in Questura, è risultato avere precedenti di polizia, aver utilizzato diversi alias per sottrarsi ai controlli delle forze dell’ordine ed avere già a proprio carico un recente decreto di espulsione emesso da una Prefettura del centro Italia.
A seguito degli accertamenti l’uomo è stato segnalato all’autorità giudiziaria, la sostanza stupefacente e gli oggetti rinvenuti e utilizzati per il confezionamento delle dosi sono stati sequestrati e gli amici che lo ospitavano sono stati sanzionati amministrativamente per l’omissione della comunicazione dell’ospitalità all’autorità di pubblica sicurezza”.


© RIPRODUZIONE RISERVATA


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