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LA DROGA NON PERDONA
Gli effetti negativi sui ragazzi:
il Montani porta i carabinieri in cattedra

FERMO - Questa mattina al Montani è partito il ciclo di incontri tra carabinieri e studenti, voluto dalla preside Bonanni e dagli insegnanti. Argomento del giorno: tutte le conseguenze del consumo e dello spaccio di sostanze stupefacenti
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di Maria Vittoria Mori

Le conseguenze fisiche dell’assunzione delle droghe, tra internet, video educativi, moniti dei genitori, degli insegnanti e, più in generale, degli adulti responsabili che li circondano, i ragazzi di oggi le conoscono. Ma forse non tutti sanno i rischi che si corrono nel farsi sorprendere con degli stupefacenti in tasca: dal ritiro della patente a un futuro compromesso che spazia dai limiti ai paletti in assunzioni varie, partecipazione a concorsi pubblici. E via con una lunga scia di limitazioni dettate da un errore di gioventù che potrebbe avere conseguenze decisive per il futuro dei giovani. Ecco perché l’istituto Montani, con in testa la dirigente Margherita Bonanni, ha voluto fortemente lanciare un ciclo di incontri per informare, prima ancora di allertare, gli studenti. E dall’altra parte della cattedra sono stati chiamati i carabinieri del comando provinciale di Fermo che, infatti, questa mattina hanno incontrato gli studenti delle prime classi, un’ottantina di ragazzi che dalle 9 alle 12 hanno seguito con attenzione la ‘lezione di vita’.

A salutare gli alunni il comandante provinciale dell’Arma, Antonio Marinucci che ha poi lasciato il ‘microfono’ al comandante della Compagnia di Fermo, il maggiore Roland Peluso e a quello del Radiomobile, il maresciallo Paolo De Angelis. L’Arma, con una lezione per così dire ‘multilevel’ e interattiva, ha trattato gli effetti e le conseguenze, le più svariate, dell’assunzione di sostanze stupefacenti e anche dello spaccio di droghe. Insomma un vademecum sulle conseguenze amministrative, penali e sanitarie delle droghe. Dal consumo, con il rischio segnalazione alla macchia sulla fedina penale e allo spaccio con il conseguente arresto, tra video e passaggi sanitari e normativi di certo non petulanti, anzi, dal linguaggio diretto, schietto. Un approccio utile sicuramente anche ad abbattere quella barriera che ancora fa da divisorio, troppo spesso, tra la divisa e il giovane. “Abbiamo davvero apprezzato la disponibilità dei carabinieri, e di questo io e i professori li ringraziamo, a partecipare all’incontro – le parole della dirigente Bonanni – propedeutico a migliorare la percezione del rispetto delle regole e delle leggi nei nostri ragazzi. Abbiamo avviato un percorso sulla legalità. Coinvolgerà altre classi con uno o due incontri al mese“. Nei prossimi appuntamenti l’Arma tratterà anche il cyberbullismo, codice della strada e il rispetto a tutto campo delle leggi.


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