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Servigliano e i 30.000 profughi giuliano-dalmati: il campo si apre per il Giorno del Ricordo

EVENTI - Una domenica speciale con visite al campo e al museo. Lunedì mattina gli studenti delle scuole incontreranno lo scrittore Diego Zandel
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di Andrea Braconi

Nuovo Open Day per la Casa della Memoria di Servigliano, questa volta in occasione del Giorno del Ricordo. Domenica 9 febbraio, dalle ore 14.30 alle 17.30, ogni trenta minuti partiranno visite guidate al Campo e al Museo a cura dei volontari dell’associazione.

Lunedì mattina, alle 9.30, sarà invece ospite Diego Zandel, scrittore fiumano nato proprio nel Campo di Servigliano quando la sua famiglia era ospite della struttura in qualità di profughi. “Diego è nostro amico e torna sempre volentieri a Servigliano – commenta Giordano Viozzi, presidente della Casa della Memoria -. Incontrerà le terze medie locali per spiegare come la sua famiglia ha vissuto la profuganza, quali furono le cause dell’esodo Giuliano-dalmata e quali erano le condizioni di vita nel Centro Raccolta Profughi di Servigliano, che dal 1947 al 1955 ospitò circa 30.000 profughi”.

A partire dalla fine del 1944 gli italiani abitanti nella Venezia Giulia e nella Dalmazia subirono violenze di “pulizia etnica” che si prolungarono anche dopo la fine della guerra. “Tali violenze, per decenni, furono taciute per ragioni di politica internazionale – sottolinea Paolo Giunta La Spada, direttore scientifico di Casa della Memoria -. Tra i molteplici fattori, a segnare la triste sorte degli italiani, contribuì anche la politica di alleanza temporanea e accordo della Gran Bretagna, e degli Usa, con il Maresciallo Tito: in funzione anti-nazista prima, e in funzione anti-sovietica poi. Migliaia di innocenti furono uccisi e 300.000 persone furono forzate ad abbandonare i luoghi dove avevano, da sempre, vissuto. Il Giorno del Ricordo ci permette di ricostruire la loro storia”.


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