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Coronavirus, nella Santa Casa
acquasantiere vuote
e niente scambio della pace

LORETO - A scopo precauzionale l'arcivescovo delegato pontificio, mons. Fabio Dal Cin, ha disposto da ieri l'adozione di misure preventive a tutela dei fedeli che entrano in Basilica
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La Santa Casa di Loreto (foto Giusy Marinelli)

 

Le funzioni religiose al tempo del Coronavirus. Evitare lo scambio del segno della pace con le strette di mano durante la santa messa in Basilica ed eliminare l’acqua benedetta nella acquasantiere sono alcune delle misure disposte dall’arcivescovo delegato pontificio di Loreto, mons. Fabio Dal Cin, e adottate durante le messe celebrate nella Santa casa e nelle chiese lauretane. Misure messe in atto già dalla giornata di ieri – confermanto fonti accreditate della Delegazione Pontificia – a mero scopo precauzionale e sino a nuove indicazioni, circoscritte alle celebrazioni aucaristiche. Non  sono state invece limitate le attività aggregative a partire dal catechismo dei bambini e dalla attività degli oratori. L’ostia consacrata durante la comunione continuerà, inoltre, ad essere distribuita direttamente sulle mani dei fedeli e non in bocca, come già stabilito da Papa Francesco nel 2018. Ora però c’è un motivo igenico sanitario in più per attenersi alla regola. La città mariana meta di turismo religioso internazionale e ospitale, ogni anno accoglie centinaia di migliaia di pellegrini provenienti da tutto il mondo. Quest’anno, in particolare, Loreto celebra il ‘Giubileo Lauretano’, dedicato al 100 anni di proclamazione della Madonna patrona dei avieri, e aperto l’8 dicembre 2019. Le stesse buone pratiche di prevenzione sono state adottate ieri anche in alcune chiese della Diocesi di Ancona-Osimo e della Diocesi di Senigallia dove i sacerdoti hanno invitato i fedeli a non scambiarsi le strette di mano in segno di pace.

 

 

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