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Il chilometro zero ci salverà
“Contro il Coronavirus consegne
a domicilio e prodotti di qualità”

ECONOMIA - L'agronomo Daniele Paci, ideatore del progetto Mangia Marchigiano, ha coinvolto diverse aziende agricole del territorio per fornire un servizio a domicilio ai cittadini
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di Andrea Braconi

Dalla valle del Tenna ai Sibillini, dalla Valdaso al capoluogo di provincia, con un passaggio anche nell’Ascolano. Sono diverse le aziende che hanno aderito alla chiamata dell’agronomo Daniele Paci per una consegna a domicilio in un periodo caratterizzato da misure restrittive a causa del diffonderci del Coronavirus.

Sfruttando il suo progetto Mangia Marchigiano (partito due anni fa da Fermo con la messa in rete dei punti vendita delle aziende agricole delle Marche, grazie anche ad un finanziamento della Comunità Europea attraverso il Piano di Sviluppo Rurale sulla filiera corta e locale), Paci ha voluto dare un segnale importante per aiutare la comunità fermana e non solo. “Tramite un’applicazione, che ti geolocalizza, abbiamo sempre a portata di mano i prodotti, dal più vicino al più lontano con la logica di ridurre al minimo gli spostamenti”.

Un applicativo lanciato nell’ottobre scorso e realizzato grazie alla collaborazione dell’Università Politecnica delle Marche e l’Università di Macerata, nelle figure rispettivamente dei professori Emanuele Frontoni e Alessio Cavicchi, e che oggi si sta rivelando fondamentale per affrontare questa emergenza.

Qual è la reale opportunità di questa iniziativa?

“Finora 4.000 persone che hanno scaricato la app e in questa fase abbiamo una serie di aziende disposte a fare la consegna a domicilio. Inoltre, tutte le altre aziende sono comunque un punto per fare acquisti in modo estremamente meno rischioso rispetto ad un supermercato: non c’è mai assembramento e la possibilità di contagi, quindi, è ridotta al minimo.”

Ovviamente, anche le vostre aziende stanno rispettando tutte le misure previste dal Decreto sull’emergenza in atto.

“Fanno entrare poche persone alla volta e tenendole alla giusta distanza, non permettendo neanche di prendere i prodotti da soli. Insomma, andare a fare la spesa presso un’azienda agricola ha una certa serie di vantaggi.”

Non secondaria è la qualità del prodotto.

“Assolutamente sì. Così acquisto roba coltivata e subito venduta, senza essere messa nella filiera del freddo e fatta circolare per mezza Italia. Non è da sottovalutare anche il fatto che, specie in questo periodo, si spende meno acquistando quantitativi più grandi. Inoltre, tutti i soldi che spendo rimangono nel mio territorio e a quelle aziende che fanno anche un’opera di salvaguardia. Su alcune cose, è vero, non si risparmia, ma questa è vera economia circolare.”

C’è un elemento in più: in questo modo il cittadino arriva a conoscere, direi finalmente, le eccellenze che sono a pochissimi chilometri dalla sua casa.

“Con questo progetto volevo aiutare le aziende agricole a riprendere energia, a partire da quelle del cratere che avevano preso una mazzata pesantissima, ma anche tutte le altre che si trovano in difficoltà, dopo aver investito molto nonostante un mercato tutto spostato verso la grande distribuzione. Non riuscivo a trovare una soluzione ma poi ho pensato: invece di puntare ai mercati internazionali, difficili da aggredire, rimaniamo nelle Marche per far consumare prodotti marchigiani. Così manteniamo viva la nostra regione, che non sarebbe così bella senza le nostre aziende agricole.”

Chiudiamo proprio con le aziende del territorio: in quante hanno aderito a questo sistema di consegne a domicilio?

“Sono una decina quelle già partite, ma ne sto sollecitando altre. Ogni volta che qualcuna darà conferma della propria adesione per una consegna a domicilio, lo comunicherò sulla nostra pagina Facebook. Sull’applicativo al momento questa cosa non è visibile, se non sulla descrizione delle aziende.”


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