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Misure di sostegno finanziario
alle imprese e il ruolo dei professionisti
giuridico-contabili in tempo di Covid-19

PAROLA AGLI ESPERTI - Continua su Cronache Fermane la rubrica in collaborazione con l’Ordine dei Dottori Commercialisti ed Esperti Contabili di Fermo guidato dalla presidente Eliana Quintili. Ogni settimana i professionisti iscritti all'Ordine affrontano temi di attualità e approfondimenti sul mondo della contabilità, fiscale e del lavoro
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* di Marco Cannella 

Le misure di sostegno finanziario alle imprese e il ruolo dei professionisti giuridico-contabili in tempo di Covid 19
“Mai come ora la nostra comunità deve stringersi forte come una catena a protezione del bene più importante, la vita. Se dovesse cedere un solo anello di questa catena saremmo esposti a pericoli più grandi, per tutti. Uniti ce la faremo”. Cosi il premier Conte sabato sera si rivolgeva agli italiani preoccupandosi, giustamente, del bene più importante che è la vita e alla cui salvaguardia vede impegnati quotidianamente i nostri medici e tutti gli operatori sanitari unitamente a tutti i volontari e a tutte le forze dell’ordine a cui vanno tutti i nostri più sentiti ringraziamenti per tutto quello che, con grande sacrificio, stanno compiendo per sconfiggere l’epidemia Covid-19. Ma, parallelamente, occorre pensare che esiste anche una vita economica e sociale che poggia le proprie basi su un sistema che vede coinvolti imprenditori, professionisti, dipendenti e che va curata e salvaguardata alla stessa stregua della vita umana.
In tal senso il governo con il D.L. n.18 del 17 marzo 2000 (Decreto Cura Italia) tra i vari provvedimenti a sostegno delle imprese ha previsto anche la possibilità di salvaguardare l’equilibrio finanziario delle imprese mediante il sostegno della loro liquidità.

L’ACCESSO A FORME DI FINANZIAMENTO GARANTITE DAL FONDO CENTRALE GARANZIA P.M.I.
Tra i provvedimenti è prevista la possibilità di accedere a forme di finanziamento garantite dal Fondo Centrale di garanzia PMI previsto dalla Legge 662/96 con percentuali di copertura che si attesteranno nella misura dell’80% con possibilità di arrivare anche al 90% e la possibilità di rinegoziare finanziamenti in essere purché il nuovo finanziamento preveda l’erogazione al medesimo soggetto beneficiario di credito aggiuntivo in misura pari ad almeno il 10% dell’importo del debito residuo. La garanzia è concessa a titolo gratuito e la probabilità di inadempimento della singola impresa beneficiaria è determinata esclusivamente sulla base del modulo economico finanziario del modello di valutazione con l’esclusione del modulo “andamentale” permettendo così una migliore possibilità di accesso. Sono in ogni caso escluse le imprese che presentano esposizioni classificate come “sofferenze” o “inadempienze probabili” ai sensi della disciplina bancaria o che rientrino nella nozione di “imprese in difficoltà” ai sensi della disciplina comunitaria in materia di aiuti di Stato. Il Fondo di garanzia Pmi può, inoltre, concedere una garanzia gratuita fino all’80 per cento agli enti di microcredito (che siano Pmi) affinché gli stessi possano acquisire dal sistema bancario la provvista necessaria a operare attraverso operazioni di microcredito (a loro volta garantibili dal Fondo all’80 per cento e senza valutazione) da destinare anche ad imprese che registrano tensioni col sistema finanziario in ragione della crisi connessa all’epidemia. Si possono, inoltre, ottenere, con operazioni di microcredito, finanziamenti il cui valore è stato aumentato da 25 mila euro a 40 mila euro.
In ultimo, vi è la possibilità di avviare una linea di credito per la liquidità immediata fino a 3.000 euro con accesso senza valutazione, che si affianca alle garanzie già attive senza valutazione sul microcredito e sui finanziamenti di importo ridotto fino a 20.000 euro. Oltre ai suddetti strumenti le persone fisiche esercenti attività di impresa, arti o professioni possono accedere al Fondo PMI per ricevere una garanzia, gratuita e senza valutazione, per nuovi finanziamenti fino a tre mila euro e per un periodo massimo di 18 mesi meno un giorno. Per accedere alla garanzia è sufficiente una dichiarazione autocertificata ai sensi dell’art. 47 del DPR 445/2000 con la quale si dichiara che la propria attività sia stata danneggiata dall’emergenza Covid-19. Tutte le suddette disposizioni in materia di Fondo centrale di garanzia per le piccole e medie imprese sono estese anche al settore dell’agricoltura e della pesca, attraverso le specifiche garanzie rilasciate dal l’Istituto di servizi per il mercato agricolo alimentare (Ismea).

LE “MORATORIE” DEI FINANZIAMENTI E DEI CONTRATTI DI LEASING E LE MODALITA’ DI ACCESSO
Oltre ai suddetti benefici finanziari relativi all’accesso al Fondo PMI è prevista da parte delle imprese e dei professionisti la possibilità di ricorrere a una “moratoria” delle rate e/o ad una proroga dei debiti per finanziamenti e per contratti di leasing sino al 30 settembre 2020 (va ricompresa la rata in scadenza il 30 settembre 2020, vale a dire che la rata in scadenza il 30 settembre non deve essere pagata) unita alla possibilità di non vedersi revocati, in tutto o in parte, sino al 30 settembre 2020 gli importi accordati per aperture di credito a revoca e per anticipi su crediti (s.b.f.; anticipi italia/estero, etc.) per il valore esistente al 29 febbraio 2020 o per il maggior valore esistente alla data di entrata in vigore del Decreto(17 marzo 2020). Circostanza, quest’ultima, che risulterà molto utile laddove si dovessero presentare situazione di ritorno di insoluti. In tal caso la Banca non potrà in nessun modo revocare l’affidamento e dovrà permettere la continuità di utilizzo delle residue linee di credito accordate. La normativa, nell’ambito di tali moratorie, prevede espressamente l’assenza di nuovi e maggiori oneri per entrambe le parti. Per poter accedere alle suddette moratorie l’impresa dovrà effettuare una comunicazione alla Banca via Pec, ovvero attraverso altri meccanismi che consentano di tenere traccia della comunicazione con data certa. Tale comunicazione dovrà essere corredata da una autocertificazione attestante di aver subito in via temporanea carenze di liquidità quale conseguenza diretta della diffusione dell’epidemia Covid-19. L’impresa, al momento dell’inoltro della comunicazione, deve essere in bonis, vale a dire che non ha posizioni debitorie classificate come esposizioni deteriorate, ripartite nelle categorie sofferenze, inadempienze probabili, esposizioni scadute e/o sconfinanti deteriorate. In particolare, non deve avere rate scadute (ossia non pagate o pagate solo parzialmente) da più di 90 giorni.
Infine, per quanto riguarda il sostegno finanziario nel settore export il Governo ha disposto la sospensione dei rimborsi delle rate in scadenza nel 2020 dei finanziamenti agevolati, concessi ai sensi dell’articolo 2 del decreto-legge 28 maggio 1981, n.251 (Fondo gestito da Simest SpA) e diretti al sostegno dell’internazionalizzazione delle imprese esportatrici.

LE POLITICHE ECONOMICHE PER LA SALVAGUARDIA DELLA CONTINUITA’ AZIENDALE
Tali misure, purtroppo, ad oggi risultano insoddisfacenti in quanto difettano della componente di tempestività e prevedono un elevato grado di burocrazia. Si registra, nonostante l’impegno e l’assistenza manifestata in questi giorni da tutti gli istituti bancari e da ultimo dalla stessa A.B.I che ha emanato in data 24 marzo 2020 una circolare esplicativa, una difficoltà procedurale ad individuare le varie possibilità di accesso alle varie forme di garanzia così come sopra esposte e soprattutto si riscontrano tempi di erogazione piuttosto lunghi che non si conciliano con le esigenze finanziarie di breve termine delle imprese. In tal senso, la stessa Confindustria, per il tramite del suo Presidente Boccia, oltre ad evidenziare il fatto che ci troviamo in una sorta di “economia di guerra”, nella lettera indirizzata a Conte raccomanda interventi tempestivi ed immediati laddove afferma che “sarà determinante sciogliere immediatamente il nodo del credito e più in generale della liquidità, per evitare che questa situazione produca conseguenze irreversibili per le imprese e che gli imprenditori perdano la speranza nella futura prosecuzione delle attività. Già oggi – continua Confindustria – percepiamo la gravità dell’impatto sulla liquidità che le imprese tutte piccole, medie e grandi stanno già subendo per le misure annunciate. Occorre poi preservare l’operatività delle imprese che fanno parte delle filiere internazionali. Così come sarà importante valutare i necessari provvedimenti relativi all’operatività della Borsa e del mercato finanziario per evitare impatti negativi sulle nostre società quotate”. In questi giorni, infatti, anche le imprese produttrici del nostro distretto calzaturiero stanno ricevendo quotidianamente richieste da parte della clientela di dilazione dei pagamenti e di annullamento di ordini. Molte di queste si trovano a fare il lavoro della banca impegnandosi a fare credito ai clienti e nel contempo a sostenere i fornitori e, con molta probabilità, si troveranno ad affrontare nella prossime scadenze di fine mese numerosi e rilevanti insoluti da parte della clientela. Tale situazione porterà da qui a breve, anche nelle imprese ritenute più solide finanziariamente, ad un esaurimento delle proprie risorse determinando un processo di impoverimento che “contaminerà” anche le piccole imprese portando a far collassare l’intero sistema economico. Necessita, dunque, un intervento urgente e mirato che non passi, seppur ugualmente utili, solo per mere rinegoziazioni o proroghe di scadenze fiscali e di finanziamenti o per interventi di Cassa Integrazione, ma per una immissione rapida di liquidità che vada a supportare, in via immediata, i debiti circolanti e correnti delle imprese con particolare riferimento al pagamento dei debiti verso il personale dipendente e verso i fornitori in modo tale da mantenere viva la catena finanziaria dei pagamenti. Tale politica economica di sostegno alle imprese risulterebbe molto meno onerosa per lo Stato rispetto ad una politica di sostegno dei salari attraverso interventi di Cassa Integrazione o altri ammortizzatori sociali. Una prevalenza della politica di sostegno dei salari rispetto ad un sostegno finanziario delle imprese potrebbe portare nel breve periodo alla chiusura di molte imprese, soprattutto quelle più piccole che rappresentano il tessuto connettivo del nostro sistema economico, con la conseguenza che molti lavoratori, sia dipendenti che autonomi, si troverebbero disoccupati innescando un processo di recessione estremamente preoccupante. Da più parti e tutte le associazioni di categoria imprenditoriali e lo stesso premier Conte hanno chiesto misure straordinarie e interventi “shock” e in tal senso stanno sollecitando la concessione urgente di finanziamenti a lungo termine alle imprese (20/30 anni), con congrui periodi di pre-ammortamento, al fine di superare l’attuale stato di difficoltà. Solo in questo modo sarà possibile mantenere la “catena finanziaria dei pagamenti” e garantire la “continuità aziendale” di tutte le imprese e il conseguente mantenimento dei livelli occupazionali.
Magari seguendo il modello keinesiano, già adottato in storici periodi di crisi, si potranno ripristinare adeguati livelli dei consumi che faranno ripartire gradatamente l’economia andando, peraltro, a recuperare quei comparti essenziali e rilevanti del nostro Paese come quelli legati al mondo recettivo-turistico, della ristorazione-bar, della cultura, dello sport, etc. che oggi sono completamente fermi. Del resto tale atteggiamento risulta in linea con le incisive e aggressive politiche di intervento economico adottate dagli altri Paesi per fronteggiare la crisi economica da Covid-19 non a caso definite strumenti finanziari “Bazooka”. Basti pensare agli stanziamenti annunciati degli Stati Uniti per circa duemila miliardi di dollari o dalla Germania per cinquecentocinquanta miliardi di euro destinati in via prevalente, solo ed esclusivamente, per il sostegno finanziario delle imprese e del loro circolante.

IL RUOLO DEI PROFESSIONISTI GIURIDICO-CONTABILI (Avvocati, Commercialisti e Consulenti del Lavoro)
In tutto questo scenario, mai come in questo momento, tutte le categorie professionali giuridico contabili (Avvocati, Commercialisti e Consulenti del lavoro) devono fare fronte comune. I “professionisti” degli Ordini, in questo delicato momento possono mettersi al servizio delle imprese e dei cittadini per sostenerli e risolvere, con l’aiuto dello Stato, tutte le problematiche giuridico-finanziarie che inevitabilmente sorgeranno. L’idea è quella di avere un ruolo attivo e utile nella gestione economica e giuridica della “finanza” che arriverà come aiuto dallo Stato alle imprese, sia direttamente che indirettamente (finanziamenti garantiti; contributi, gestione ammortizzatori sociali, etc.), finalizzata alla gestione del capitale circolante e alla salvaguardia della continuità aziendale. Il ruolo dei professionisti, data la loro indiscussa professionalità, peraltro, garantita da un iscrizione ad un Ordine, potrà essere quella di vigilare sugli aspetti contrattuali e sulla destinazione ed utilizzo di tale risorse affinché vengano destinate al pagamento dei debiti circolanti correnti (fornitori, erario, etc.) e al pagamento dei dipendenti. Solo così sarà salvaguardata la “catena finanziaria dei pagamenti ” e la vita delle nostre aziende che potranno continuare, peraltro, a remunerare la forza lavoro e gli stessi professionisti che orbitano intorno alle imprese. L’attività dei professionisti sarà, senz’altro, utile per vigilare su quelle attività che in tali situazioni potranno portare al compimento di “illeciti” volti ad accaparramenti di aiuti da parte di qualche “furbetto” e a conseguenti discriminazioni finanziarie. Potranno, altresì, assicurare comportamenti omogenei e imparziali finalizzati a tutelare il patrimonio culturale ed economico delle nostre piccole e medie imprese salvaguardandole da eventuali offerte di acquisizione ostili da parte di imprese, anche internazionali, che da tale situazione di crisi abbiano potuto trovare una posizione di vantaggio contribuendo, così, a mantenere una forte “coesione sociale”. Solo così potremo essere veramente “utili” al Paese e alle nostre aziende. Solo così potremo dire di aver contribuito a risollevare le sorti del nostro Paese. Deve essere chiaro, però, nonostante gli sforzi di solidarietà e sussidiarietà che potranno mettere in campo i professionisti giuridico contabili, che serve, da parte dello Stato, l’aiuto per un intervento finanziario urgente e rilevante a favore delle imprese che non sia ostacolato da una pesante burocrazia. In questa drammatica situazione l’intervento finanziario urgente a favore delle Imprese equivale al raccomandato “restate a casa” per sconfiggere il Covid 19. Anche in questo caso, parafrasando il premier Conte, se solo un anello della catena finanziaria dovesse cedere assisteremo ad un fenomeno di recessione economica senza precedenti che vedrà soccombere numerose imprese con inevitabili ripercussioni negative di carattere sociale. Ad ogni buon conto anche noi “Professionisti” siamo convinti che “Uniti ce la faremo”.

*Vicepresidente dell’Ordine dei Commercialisti ed Esperti contabili della provincia di Fermo


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