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Bargoni e Bernabei: ”Berretti,
un’esperienza fantastica”

CORONAVIRUS - In piena emergenza da covid 19 i giovani della Fermana rimangono in contatto, e lavorano, in remoto via tecnologia informatica. L'occhio sulla stagione disputata con i due dirigenti canarini
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I due dirigenti della compagine giovanile gialloblù

FERMO – Berretti ferma al palo ma sempre in contatto con lo staff tecnico e dirigenziale per rimanere sempre sul pezzo.

Tra gli elementi principali il dirigente gialloblù Francesco Bargoni, sempre in prima linea e al fianco dei ragazzi per ogni bisogno, anche in questo momento di difficoltà.

 

Bargoni, come si vive il rapporto con i ragazzi a distanza in questa clausura forzata dopo una stagione intera vissuta intensamente con loro?

“All’inizio non è stato facile. Passare da un rapporto quotidiano fatto di frequenza costante per via degli allenamenti ma anche e soprattutto di rapporti per lo studio ha creato qualche problema. Una sorta di vuoto interiore. Poi pian piano ci siamo organizzati e grazie alla tecnologia (computer, telefoni e I-pad, ndr) ora siamo in costante contatto e stiamo cercando di recuperare quanto perso nel rapporto umano”.

 

Cosa dicono i ragazzi? Come stanno vivendo questo periodo particolarissimo?

“Ai ragazzi dispiace non essere insieme, non assaporare il campo e lo spogliatoio ma hanno anche capito che è un periodo particolare che, speriamo, possa passare al più presto. Pur consci che non sarà tutto come prima e che bisognerà in futuro rispettare certe regole di comportamento sociale”.

 

Il rapporto con lo staff e con il mister prosegue regolarmente? Come vi siete organizzati?

“Il rapporto con il mister e lo staff è prettamente in piattaforma “work out” dove proseguono gli allenamenti guidati per non a abbassare la forma fisica e mantenere il tono muscolare ed eventualmente farsi trovare pronti ai prossimi impegni se ci saranno”.

 

Fino a questo momento che esperienza è stata questa stagione nel girone E della Berretti?

Un’esperienza fantastica. Dopo diversi problemi iniziali si è’ fortificato un gruppo granitico tra i migliori in Italia nella categoria, tanto da conquistare l’accesso in Primavera con due gare da recuperare. Peccato per le fasi finali. Ma e’ stato ottenuto un risultato importante per la Fermana. Permettetemi, di porgere un ringraziamento a tutta la dirigenza ed, infine, fare un ringraziamento particolare al dirigente Gianfranco Bernabei: dalla sua grande esperienza nel mondo del calcio professionistico, pur non conoscendomi, ha creduto in me e mi ha voluto al suo fianco al seguito di questo gruppo meraviglioso con grande stima e soddisfazione”.

 

Proprio con Gianfranco Bernabei abbiamo piacevolmente scambiato quattro chiacchiere: da diversi decenni è al seguito del calcio giovanile, in lungo e in largo per le Marche. Pochi meglio di lui conoscono il mondo giovanile.

 

Bernabei, almeno fino alla sospensione forzata come giudica questa sua esperienza canarina?

“Sono venuto a Fermo con grande voglia, conoscevo da tempo personalmente sia Fabio Massimo Conti che il presidente e devo dire che mi sono trovato molto bene. E’ stato sviluppato un lavoro importante e c’è grande voglia di crescere e migliorarsi. Qualche problema con la questione campi c’è stato ma si stava lavorando anche per superare tutto questo, prima che purtroppo qualcosa di imponderabile ci abbia fatto fermare”.

 

Cosa le manca della vita quotidiana di campo e spogliatoio?

“Manca il contatto con i ragazzi quando venivo a Fermo per seguire le sedute di allenamento dalla panchina, seguirli e vederli crescere. Manca la tensione, il sabato le gare e anche le lunghe trasferte. Essere relegati in casa non è affatto piacevole soprattutto nell’incertezza di sapere che futuro ci aspetta”.

 

Come vede il futuro del calcio dopo questa pandemia?

“La vedo difficile perchè contornato da una grandissima incertezza, non solo sanitaria ma anche economica. E’ chiaro che il calcio vive di non solo di emozioni e aspetti sportivi, ma anche di sostegno economico che inevitabilmente potrà avere una brutta battuta d’arresto in un prossimo futuro, è inevitabile. Dal punto di vista tecnico è un peccato perchè abbiamo iniziato un discorso che andava approfondito, ma ora si è realmente bloccato tutto. Per programmare seriamente occorrono almeno 2-3 stagioni ma il Covid ci ha negato bruscamente questa possibilità. Ci sentiamo spesso con Andrea Tubaldi e Gianluca De Angelis perchè avevamo già iniziato a parlare di quello si sarebbe dovuto fare, ma ora si è realmente bloccato tutto: programmazione, raduni e anche altre situazioni di lavoro in prospettuiva hanno lasciato il campo all’incertezza. Speriamo sinceramente, l’augurio è quello, di vederci al campo quanto prima”.

 

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