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Federazione dei Popolari delle Marche: “Quest’anno Pasqua porti un nuovo umanesimo”

INTERVENTO - "650 anni fa Francesco Petrarca scuoteva l’Italia con l’Umanesimo, pensiero figlio anche di Boccaccio e sicuramente influenzato dell’esperienza della peste nera diffusasi in Italia nella meta’ del 1300"
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Moreno Bellesi

La crisi potrebbe portare alla fine del  Nichilismo gaio ed alla riaffermazione dell’ Humanitas“. Così Moreno Bellesi coordinatore regionale della Federazione Popolare Marche che in una nota spiega.

Poco più di un mese fa l’inizio della grave crisi in Italia per fronteggiare la diffusione della pandemia, l’inizio del cosiddetto lockdown, il “confinamento”, parola terrificante. Qualche tratto ipercritico sulle prime scelte del Governo ci fu, poi il buonsenso portò ad un tacito accordo tra tutti gli schieramenti: la crisi si affronterà insieme, si remerà tutti nella stessa direzione poi alla fine faremo i conti. Tutto è accaduto meno che questo: i beninformati raccontano che alla vigilia dell’annuncio delle nuove decisioni per le ristrettezze sociali ed economiche del paese il Premier non ha praticamente tenuto in nessuna considerazione opposizione e governatori delle Regioni, e probabilmente neanche le forze politiche di maggioranza. Sullo sfondo, la battaglia italiana in UE sull’utilizzo o meno del MES o l’emissione di eurobond per fronteggiare la crisi economica europea. Certo, Conte, la grave critica alle opposizioni in diretta poteva risparmiarsela; si è capìta tutta la tensione che lo attanaglia, ed un po’ di rancore per dover affrontare questioni che non sono nate col suo governo ma molto prima; qualcuno lo definisce giustamente un fallo di frustrazione che lo indebolisce e soprattutto pone la questione del superamento del suo Governo. Quella brutta critica basata anche su fatti non veri in quanto nel 2012 il Governo in carica era guidato da Monti e non del centrodestra. Un periodo difficilissimo anche quello. Nel giro di pochi anni abbiamo affrontato crisi fortissime, senza precedenti; ricordare questo è un bene, tenerlo presente, perché ora stiamo messi male, malissimo, ma la vera partita deve ancora arrivare: gestire la “riapertura” sociale, gestire nei prossimi lunghi mesi il commercio, il turismo, l’artigianato, le PMI solo per fare degli esempi e tutte le vite che ci sono dietro ovviamente. Il M5S con Crimi esprime tutti i suoi limiti politici (qui corretto l’uso del latino “nihil”, il nulla), prendiamo atto che il “Movimento” è morto; ma il PD fa ancora peggio se possibile: lo fa ventilando una nuova patrimoniale, una nuova tassa “di solidarietà” a partire da 80000 euro di reddito (lordi), ancora una volta sulle spalle della classe media, di chi lavora e produce e paga una miriade di tasse già. Una proposta incredibile ed irricevibile che va nella direzione opposta a quello che serve, opposta. La Federazione Popolare delle Marche e d’Italia non ha partecipato a queste polemiche, per sensibilità e rispetto verso i cittadini, per il lutto, il dolore, la solitudine di milioni di persone che invece hanno bisogno di rassicurazioni. “Tutto andrà bene” non è solo uno slogan, è una speranza, una convinzione, vista la nostra storia. Storia che sta tutta lì, e ci dovrebbe insegnare almeno a non ripetere gli errori. Alla fine del ‘900 il filosofo cattolico Augusto Del Noce sottolineava la fine del nichilismo tragico rivoluzionario e battezzava la nascita del nichilismo gaio; sempre nichilismo era, seppur peggiore, perché “addolcito”, ma in ogni caso segnava la decadenza dei valori occidentali, intendeva rappresentare la fine della ricerca della verità, del senso della vita in quanto non esisteva (il senso). Mi sembra di starci dentro proprio ora, di vivere nel “momento buio” che ha caratterizzato il medioevo, citato anche da Papa Francesco negli ultimi giorni, non a caso. 650 anni fa Francesco Petrarca scuoteva l’Italia con l’Umanesimo, pensiero figlio anche di Boccaccio e sicuramente influenzato dell’esperienza della peste nera diffusasi in Italia nella meta’ del 1300. Un pensiero che conosciamo bene, legato all’esperienza dell’umanesimo cristiano di Sant’Agostino. Ci ricordava Petrarca l’importanza della coltivazione delle arti liberali, che sole possono dare la sapienza necessaria per conseguire la pace spirituale in questa vita e la beatitudine eterna nell’altra. Ricordava il legame esclusivo di ogni singolo con Dio, sottolineava l’importanza dell’autocoscienza come equilibrio e punto di riferimento. Un pensiero che ci sta a pennello, come si suol dire, ed anche rivisitabile in chiave moderna. Verrà presto l’ora degli intellettuali per uscire da questo disastro. L’unica strada possibile“.


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