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Tre Archi si tinge di ‘nero a bande rosse’:
carabinieri a caccia di droga e clandestini
Occhio alle norme anti-Covid19 (Le Foto)

FERMO - Sei pattuglie dei carabinieri della compagnia di Fermo, tra stazioni e Radiomobile, sono arrivate oggi pomeriggio a Tre Archi. Controlli a tutto campo tra palazzi, cortili e strade. Nella lista dei carabinieri le norme anti-Covid19 ma anche la repressione di reati come lo spaccio e l'immigrazione clandestina. Occhi puntati anche sulle occupazioni abusive
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di Giorgio Fedeli

Sei pattuglie schierate, due pronte a intervenire in ausilio, divise nere con le classiche bande rosse. In strada ma anche nei meandri più nascosti dei palazzoni. Identificazioni nei confronti di chi viene sorpreso in strada ma anche nei sottoscala e in appartamenti ‘sospetti. Impossibile, oggi pomeriggio, non notare le sei pattuglie, tra stazioni e Radiomobile, arrivate a Lido Tre Archi per passare al setaccio un quartiere da sempre epicentro di illegalità. Certo un’etichetta che i residenti ‘buoni’ non gradiscono, e giustamente, affinché non si faccia di Tre Archi di tutt’erba un fascio. Ma purtroppo le cronache locali raccontano di un rione troppe volte implicato, con la sua componente più cupa, o comunque base logistica per attività illegali. Ebbene oggi, dopo i pattugliamenti del 18 aprile scorso, i militari dell’Arma sono tornati a far sentire il loro pugno di ferro.

Raccogliendo le disposizioni del prefetto Vincenza Filippi, il comandante provinciale, il tenente colonnello Antonio Marinucci ha disposto un servizio teso a stabilire, o ristabilire la legalità nel quartiere. Schierati circa 20 militari dell’Arma della compagnia di Fermo, guidata dal maggiore Roland Peluso, e coordinati sul posto dal comandante del Norm, il tenente Serafino Dell’Avvocato. Appena arrivati, i carabinieri hanno subito notato la presenza di una quindicina di residenti sparpagliati tra le panchine di via Aldo Moro. Le persone sorprese nei giardini sono state invitate dai carabinieri a rientrare a casa, e così è stato. I carabinieri hanno bloccato tutti gli accessi al quartiere, sia a piedi che con le auto, dal ponte del Chienti agli ingressi dalla statale Adriatica passando per via Nenni. Contestualmente, però, la missione originaria dell’Arma, a prescindere dalle contingenze dettate dall’emergenza Coronavirus, resta. Fortissima. Ecco perché i militari hanno identificato e perquisito diverse persone, nella loro quotidiana lotta allo spaccio e a ogni tipo di attività illegale o illecita. Controlli dalle tasche di personaggi ‘noti’ alle forze dell’ordine ai nascondigli più gettonati per celare la dose pronta ad essere spacciata. Perlustrati anche diversi palazzi e androni, a volte rifugio per clandestini. Stesso dicasi per appartamenti occupati abusivamente. E, dopo la presenza d’impatto di oggi, non si esclude che i carabinieri possano tornare, in maniera massiccia si intende, a Lido Tre Archi, anche nelle prossime ore. Sì perché l’attività legata al pattugliamento routinario resta un punto fermo, una costante quotidiana per il comando provinciale e la compagnia di Fermo. Con ‘picchi’, come quello odierno che hanno tutta l’aria di diventare sempre più frequenti.

 


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