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Scuola, sindacati all’attacco:
“Azzolina alla prova della maturità”

VIDEO CONFERENZA delle segreterie di Flc Cgil, Cisl, Uil, Snals e Gilda. Tra le richieste l'ampliamento aule per il prossimo anno e forti investimenti nel settore. Espressa contrarietà sulla didattica a distanza per il futuro. «Siamo preoccupati perché siamo a maggio e non c’è un piano neppure per la maturità»
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La video conferenza di oggi

 

di Mauro Giustozzi

L’incomunicabilità con la ministra Azzolina, i problemi da affrontare subito per gli esami di maturità e la riapertura delle scuole a settembre. I ritardi per avere un protocollo che riguarda le scuole italiane, quali investimenti sono disponibili e come programmare la riapertura degli istituti per una didattica che necessariamente non può essere ancora quella di emergenza a distanza. Con la necessità di avere più aule a disposizione per gli studenti, più docenti e più personale Ata per l’anno scolastico 2020-21. Infine assunzione dei precari non tramite concorso diretto ma semplificando le procedure evitando così rischiosi spostamenti di massa che di solito comportano i concorsi. Le segreterie nazionali di Flc Cgil, Cisl Scuola, Uil Scuola, Snals e Gilda hanno organizzato una video-conferenza stampa unitaria dei segretari generali della categoria per affrontare i principali temi in discussione in queste settimane che finora hanno visto del tutto ignorate le sigle sindacali che non sono state per nulla prese in considerazione dal Ministero dell’Istruzione. Al punto che il 13 maggio verranno organizzate delle assemblee territoriali con tutti i soggetti della scuola coinvolti.

Maddalena Gissi

«Siamo stufi degli annunci della ministra Azzolina e siamo stanchi di non incontrarla in un tavolo nazionale sulla scuola che invece deve essere aperto –ha esordito Maddalena Gissi della Cisl Scuola-. Parliamo di un comparto di 7,5 milioni di studenti, 1,2 milioni di personale, una vera e propria azienda nazionale tra le prime. Non si sa come proiettarsi sulla riapertura di settembre, non c’è un piano: considerate che la media di presenza in classe va dai 21 alunni della scuola d’infanzia, ai 19 della primaria sino ad arrivare ai 21 delle medie. Ci saranno 500 mila studenti chiamati tra poco alla maturità in classe con tanti docenti, molti dei quali ultrasessantenni, che temono il rischio di contagio del virus. Voglio dare un solo numero per la ripartenza in sicurezza in autunno delle scuole: per mascherine, guanti e dpi si calcola che servano almeno 5 milioni e 600 mila euro al giorno per far sì che le scuole operino in sicurezza. Solamente per sdoppiare le classi di infanzia e primaria, dove ci sono le condizioni, sono necessari oltre 3 milioni e mezzo di euro. Chiediamo alla ministra ci sono questi investimenti?».

Elvira Serafini

Elvira Serafini dello Snals ha ribadito l’unità delle cinque sigle sindacali per obiettivi comuni, contestando l’operato della ministra Azzolina. «La scuola brucia e il ministro invece che gettare acqua butta fuoco –ha esordito la Serafini-. Siamo preoccupati perché siamo a maggio e non c’è un piano neppure per la maturità. Far arrivare prima le decisioni e poi presentarcele al tavolo non è una procedura corretta: noi siamo per dare il nostro contributo fattivo e non per dire solo dei no. Se si va avanti cosi a settembre la scuola andrà in tilt: volevamo vedere come iniziare l’anno 2020-21 con la ministra ma ci è stato negato. Così come non si può pensare di organizzare un concorso nazionale con lo spostamento di migliaia di persone da tutta Italia. Necessario semplificare con un concorso per titoli per velocizzare e far sì che i docenti siano in cattedra a settembre, anche in vista di prevedibili doppi turni a scuola alla riapertura».

Francesco Sinopoli della Flc Cgil ha posto dei punti fermi sia sulla quantità di investimenti necessari per consentire la ripartenza della scuola che in vista della imminente prova di maturità. «Serve che il governo ponga finanziamenti che valgano almeno un punto del pil per la scuola –ha detto il sindacalista della Flc- che sia duraturo nel tempo così come serve un protocollo di sicurezza, che deve essere approntato immediatamente, altrimenti non ci sarà alcun esame di maturità in presenza come invece annunciato dalla ministra. Che cambia posizione ogni 24 ore. L’idea di un tempo scuola diviso tra presenza e distanza non è possibile così come è prioritario concentrarsi su scuola d’infanzia e primaria, dove il distanziamento è difficile da attuare. E’ indispensabile che si riprenda a parlare con i sindacati, basta una gestione in solitaria della Azzolina. Su precari noi chiediamo una stabilizzazione con modalità più semplici in modo da avere posti coperti sin da settembre».

Infine Pino Turi della Uil Scuola ha ribadito come «vada rivista la gestione degli spazi scolastici con gli enti locali per mettere mano immediatamente alle strutture per ricavarne più aule che possano accogliere i ragazzi con orari e organizzazione diversa da quella del passato. Servono più docenti e più personale Ata che significano investimenti mentre è da affrontare il tema di prevenzione e protezione attraverso presidi sanitari a scuola, come la stessa presenza di un medico negli istituti scolastici». Rino Di Meglio sindacalista della Gilda ha sottolineato come «si sarebbe dovuto pensare ad una maturità in aula differita per regioni a seconda della gravità della pandemia, e come invece il ministero non abbia fatto pressochè nulla per riaprire la scuola sia per gli esami di maturità che per la ripartenza di settembre. C’è bisogno di un piano di azione strategico e forti investimenti per il comparto della scuola pubblica: la didattica a distanza si è rivelato uno strumento utile nell’emergenza, comunque da regolamentare, ma non può essere una soluzione per il futuro. Ascolto e dialogo coi sindacati è essenziale per commettere meno errori possibili per disegnare il futuro della scuola italiana».


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