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Realizzato un tratto di ‘camminamento’
in via del Crocifisso: dopo la raccolta
firme i cittadini ringraziano

FERMO - Erano state raccolte più di 500 firme a supporto della richiesta al Comune di Fermo. Via del Crocifisso, Santa Caterina: i cittadini ringraziano per la realizzazione di un tratto del camminamento dall'Area verde S. Croce a via Trieste
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I cittadini ringraziano. E’ bello poterlo dire quando si realizzano opere utili e attese per aumentare la sicurezza dei pedoni e migliorare la qualità della vita dei residenti”. E’ quanto si legge in una nota stampa diffusa da Elvezio Serena per conto del presidente dell’Area Verde S. Croce di Fermo Guglielmo Abbruzzetti.

“Stiamo parlando – si legge nella nota – di via del Crocifisso, quartiere Santa Caterina, a Fermo, strada utilizzata da molte automobili in transito tra la Valdete, l’Autostrada, i Comuni collinari del territorio e il capoluogo. Automobili che sfrecciano indisturbate a velocità elevata, creando serio pericolo per i pedoni. Così, giorno e notte, residenti di via Parete/contrada Storno e di altre vie prossime al Crocifisso, rischiano di essere investiti quando raggiungono a piedi viale Trieste e via Pompeiana, dove sono presenti numerosi servizi essenziali, (fermata Bus Steat, Farmacia, ferramenta, forno, supermercato, edicola, banca, tabaccheria, bar, ecc.). Arteria stretta, utilizzata spesso da mezzi dei Vigili del Fuoco e ambulanze per raggiungere le zone interne della provincia di Fermo, ma anche da veicoli pesanti come autobus e camion.

Dopo una partecipata assemblea di quartiere, un anno fa, a cui erano intervenuti l’assessore all’Urbanistica Francesco Nunzi, il dirigente Lavori Pubblici del Comune Alessandro Paccapelo e il geometra Geremia Iommetti, si è passati alla raccolta delle firme, oltre 500 in poche settimane. I rappresentanti del Comune si erano dimostrati subito sensibili a studiare soluzioni per intervenire efficacemente, e a reperire fondi per migliorare la mobilità pedonale della zona. Il progetto mirava a facilitare lo spostamento in sicurezza tra le zone indicate di anziani, giovani, diversamente abili, mamme con bambini, persone con cani al guinzaglio, altrimenti costretti a utilizzare l’auto anche solo per tragitti di decine o qualche centinaio di metri, non avendo alternativa.

Così, in questi giorni l’impresa appaltatrice ha terminato i lavori dell’opera, realizzata a regola d’arte. E’ stato creato un bel camminamento, con apposita segnaletica, della lunghezza di circa 200 metri, protetto da un cordolo, e posti dissuasori in corrispondenza delle strisce pedonali, centrate ora rispetto al lampione stradale, consentendo così una maggiore sicurezza nell’attraversamento. Aspetto molto interessante è che, lungo alcuni tratti della passeggiata, si può anche apprezzare lo splendido paesaggio delle colline fermane fino ai Sibillini”.

Si dicono molto soddisfatti Guglielmo Abbruzzetti, presidente dell’Area Verde S. Croce, ed Elvezio Serena, residenti entrambi in zona, che ringraziano i sottoscrittori della petizione, l’amministrazione comunale, l’impresa Avio Moretti di Monte Giberto e i fratelli Lanciotti per la disponibilità.
E ribadiscono: “Di questo c’è bisogno nella nostra città, di piccoli interventi, con costi abbordabili, che migliorano la fruibilità dei quartieri e facilitano i residenti negli spostamenti pedonali quotidiani. Utilizzando meno possibile l’auto si incrementa l’economia cittadina evitando di fare acquisti in lontani centri commerciali, conseguentemente si risparmia e non si inquina, con benefici pure per l’ambiente.

Ma è importante proseguire e completare il camminamento, sia per arrivare in viale Trieste, sia per collegare i due centri sportivi, Area verde S. Croce e centro Usa di via Guarnieri, sotto ai palazzi Santarelli. A questo punto i numerosi cittadini, che hanno creduto subito alla fattibilità del percorso, aspettano fiduciosi: i soldi si trovano, le soluzioni tecniche pure.

Si confida, infine, nel buon senso e responsabilità degli automobilisti per il rispetto del limite di velocità a 30 km/h, in modo da non compromettere lo sforzo, anche economico, sostenuto per il benessere della collettività”.


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