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Bitcoin: in arrivo il rialzo?
Cosa potrebbe succedere dopo l’halving

CRIPTOVALUTA - Gli addetti ai lavori sono tutti alla finestra per capire quali possano essere le reazioni del Bitcoin in seguito al terzo halving della storia.
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Si tratta di una situazione che interessa un gran numero di investitori e quanti puntano su questa criptovaluta, facendone quasi un vero e proprio mantra. L’halving, in fin dei conti, è uno di quegli eventi che viene controllato con grandissima attenzione da parte di tutto il mercato. È bene sottolineare come l’estrazione della criptovaluta avvenga per mano dei miners, la cui ricompensa corrisponde proprio a dei Bitcoin. Tramite l’halving, è abbastanza facile intuire come la ricompensa subisca un dimezzamento e, di conseguenza, il quantitativo di Bitcoin che vengono lanciati sul mercato si riduca. Di contro, il valore di questi ultimi, segue un trend in netto aumento.

Fino a questo momento, nella storia del Bitcoin, ci sono stati solamente altri due eventi del genere: il primo nel 2012 e il secondo nel 2016. In seguito a queste due date, quello che è stato ribattezzato “oro digitale” ha avuto degli aumenti di tutto rispetto nel corso dei mesi successivi, pari ad un pazzesco +9000%. E sono diversi gli addetti ai lavori che hanno la convinzione che, anche questa volta, si ripeterà la medesima situazione.

Il mercato delle criptovalute, con sempre più persone pronte ad investire sui Bitcoin con Plus 500, necessita senz’altro di strumenti per fare chiarezza sulla situazione attuale, ed ecco che la volatilità comincia a dare i primi segnali della sua presenza. Al punto tale che le quotazioni di Bitcoin sono schizzate verso l’altro, andando oltre il muro dei 9 mila dollari, facendo registrare un guadagno pari a circa il 12%.

 

Il trend delle quotazioni in crescita sarà confermato o no?

È chiaro che, ora come ora, manca qualsiasi certezza in merito allo scenario post halving. L’ambiente, però, è teso, soprattutto dopo l’emergenza Coronavirus e la crisi dei mercati che non ha risparmiato il Bitcoin, e ci sono diversi addetti ai lavori che sono sicuri come lo scenario che si è verificato in seguito ai primi due dimezzamenti della produzione, in realtà non si ripeterà anche in questo caso, con le quotazioni che potrebbero, al contrario, calare in maniera impressionante.

Sotto un profilo puramente tecnico, il BTC si trova in un periodo in cui la volatilità ha la tendenza a comprimersi e poi rialzarsi in maniera sempre più rapida e violenta. La tendenza di lungo periodo, in riferimento al Bitcoin, è sulla scia rialzista. Il problema è che, ad oggi, non si può affermare con certezza se tale trend possa continuare o meno.

Se il trend dovesse confermarsi, ecco che le quotazioni saranno in grado di superare la quota tra 9800 e 10000 dollari. In caso contrario, invece, ecco che le quotazioni potrebbero fare ritorno al di sotto della soglia pari a 4800-5000 dollari. E l’inversione di tendenza sarebbe realtà, con le quotazioni che troverebbero sulla loro strada due fondamentali appigli, prima a quota 4000 dollari e poi a quota 3200 dollari.

 

Cosa è successo nei primi due halving?

Il primo evento del genere si è verificato a novembre del 2012, esattamente quattro anni in seguito al lancio sul mercato di questa criptovaluta. Nei mesi prima dell’halving, il BTC seguiva un trend tra 12 e 13 dollari, ma poi ha cominciato un aumento prima costante e poi estremamente rapido, fino a toccare, quasi dodici mesi più tardi, la quota massima di 1200 dollari.

Quattro anni fa si è verificato il secondo halving di Bitcoin, considerati ormai come bene rifugio, datato 9 luglio e lo scenario che si è delineato di fronte agli esperti è stato praticamente uguale. Nei mesi precedenti al dimezzamento della produzione di BTC, le quotazioni seguivano un trend sui 670 dollari, poi l’impennata fino ad arrivare a superare la soglia dei 20 mila dollari nel dicembre 2017. Quindi, se lo scenario fosse lo stesso, tra un anno circa i prezzi potrebbero schizzare oltre quota 30 mila dollari.

 

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