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Il Montani nella sala di Rianimazione
dell’ospedale Santo Spirito di Roma

FERMO - Dall'istituto: "Grazie alla disponibilità della professoressa di biologia Elena Andrenacci, la classe seconda B dell'indirizzo trasporti e logistica, ha potuto efficacemente sviluppare l'unità didattica interdisciplinare pianificata durante il periodo di lockdown scolastico grazie ad una lezione online con un collegamento in diretta da un reparto di Anestesia e Rianimazione"
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“Il Montani nella sala di rianimazione dell’ospedale Santo Spirito di Roma”. E’ quanto fanno sapere proprio dall’istituto fermano guidato dalla dirigente Margherita Bonanni.

“Tale modulo didattico incentrato sul Covid 19 – spiegano dal Montani – è stato affrontato grazie alla collaborazione didattica della professoressa di biologia Elena Andrenacci che ha svolto lezioni di microbiologia e fisiopatologia legate all’agente infettante, dalla professoressa Ersilia Ferretti che, durante il corso di chimica ha focalizzato lo sguardo sulle leggi dei gas, e dai professori di fisica che hanno spiegato il funzionamento dei ventilatori polmonari. Ha inoltre partecipato a questo collegamento online la classe terza B dell’indirizzo Biosanitario accompagnata dalla professoressa Paola Vallesi.

L’unità didattica svolta dalla classe seconda è stata quindi coronata dalla spiegazione online del dottor Gucciardino Pierluigi, anestesista dell’ospedale Santo Spirito, fratello del marito della professoressa Andrenacci, che dalla sala di rianimazione, durante lo svolgimento del proprio lavoro, ha mostrato e spiegato il complesso funzionamento dei sistemi di respirazione forzata in sala di rianimazione, utilizzati anche per i pazienti affetti da Covid 19 che necessitavano di tali supporti. Il dottore ha evidenziato con un linguaggio chiaro e semplice le problematiche patologiche a carico degli alveoli polmonari mettendo in luce come la ventilazione polmonare risponda a leggi chimico-fisiche precise. I ragazzi, che per la prima volta hanno fatto un’esperienza simile, sono rimasti affascinati dai progressi tecnologici in campo medico, che come ha ripetuto più volte il dottore, sono il frutto di un concerto di innovazioni biologiche, tecnologiche ed ingegneristiche”.


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