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LETTERE AL DIRETTORE
Spostamento dell’asse ferroviario adriatico: trasporti decisivi per la competitività di un territorio

LETTERA - "Certamente l’opera ha i caratteri del lungo termine, ma oggi una visione di sviluppo reale richiede questa dimensione temporale per poter incidere realmente sullo sviluppo futuro di un territorio"
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di Massimo Valentini, Presidente Fondazione San Giacomo della Marca

A circa 15 anni da una similare proposta che fece l’imprenditore Alvaro Cesaroni torna di attualità il tema dello spostamento dell’asse ferroviario adriatico da Pesaro a Termoli nella zona attigua alla rete autostradale con contestuale conversione del vecchio tracciato ferroviario in una pista ciclo pedonale di 500 Km.

Lo scorso primo giugno il Ministro Franceschini dalle colonne del Corriere della Sera ha lanciato questa proposta soprattutto in considerazione delle progettualità strategiche necessarie per attivare i fondi europei previsti dal Recovery Fund. La proposta è estremamente interessante perché risponde a due esigenze del nostro territorio. La prima è quella di liberare la costa dall’inquinamento acustico e ambientale prodotto dalla attuale linea ferroviaria che passa a ridosso dei centri costieri.

La seconda è quella di utilizzare il vecchio tracciato da dismettere per una ciclo pedonale lunga ben 500 km con una bellissima vista mare che valorizzerebbe il nostro territorio in chiave turistica, sarebbe infatti una opera unica nel mondo ed avrebbe un grande appeal sui mercati turistici internazionali rilanciando fortemente tale vocazione turistica e quindi lo sviluppo connesso. Il terzo effetto che produrrebbe la realizzazione dell’opera sarebbe la possibilità di portare l’Alta Velocità ferroviaria nelle Marche.

Sappiamo tutti come il tema trasporti sia uno dei fattori decisivi per misurare la competitività di un territorio e l’alta velocità sarebbe una spinta formidabile per recuperare il gap che attualmente abbiamo e che penalizza le nostre imprese. Dal punto di vista ambientale ci sarebbe un chiaro vantaggio in quanto si andrebbe a liberare tutta la costa da una infrastruttura che da sempre crea gravi problemi di inquinamento ai vari livelli. L’ubicazione della nuova rete ferroviaria a fianco dell’attuale tracciato autostradale si inserirebbe in un’area già compromessa per il passaggio dell’attuale infrastruttura e il danno ambientale non sarebbe minimamente paragonabile ai benefici che si otterrebbero con lo spostamento dell’attuale tracciato della ferrovia.

Rispetto al dibattito in ordine alla realizzazione della terza corsia autostradale mi sembra che si imponga la valutazione che la vera opera compensativa accettabile sarebbe proprio lo spostamento della rete ferroviaria a fianco dell’attuale tracciato autostradale. In ordine alle obiezioni che potrebbero insorgere faccio presente che la proposta arriva da un autorevole membro dell’attuale governo e che il contesto è particolarmente favorevole in quanto gli ingenti fondi europei che arriveranno con il Recovery Fund hanno come condizionalità quello della realizzazione di importanti progetti di sviluppo strategici e questa opera ne ha tutte le caratteristiche. Altri territori sono già all’opera per avere quei grandi progetti in grado di intercettare questi fondi che verranno indirizzati a chi sarà in grado sostenerli e svilupparli.

Certamente l’opera ha i caratteri del lungo termine, ma oggi una visione di sviluppo reale richiede questa dimensione temporale per poter incidere realmente sullo sviluppo futuro di un territorio. Una visione competitiva è quella che tiene presente il futuro delle generazioni future e non quella del breve termine che è destinata ad essere sempre più marginalizzata da una competizione tra territori, nazioni e continenti. A livello popolare la proposta sta incontrando un grandissimo favore in quanto i benefici sono evidenti, a livello istituzionale per il momento mi sembra che solo il Sindaco Ricci di Pesaro ha preso una chiara presa di posizione pubblica auspicando un coordinamento di tutti i comuni interessati per sostenere il progetto. Il prossimo passo potrebbe essere una autorganizzazione dei cittadini per formalmente sostenere la proposta e una pubblica presa di posizione di sindaci e consigli comunali per coordinare l’azione di pressione nei confronti del governo al fine di inserire questa opera all’interno di quelle definite strategiche per il Recovery Fund. Si attende inoltre una presa di posizione sul tema da parte dei candidati Presidenti alle prossime elezioni regionali.

 


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