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Forzata due volte la lastra d’acciaio
a protezione dell’appartamento occupato
Intanto tornano in libertà
i quattro arrestati dai carabinieri

FERMO - La polizia municipale e gli operai del Comune sono tornati due volte, ieri, nell'appartamento occupato nei giorni scorsi in via Tobagi per delle effrazioni alla lastra fissata a protezione dell'ingresso dopo il blitz di venerdì. Operazione che ha condotto all'arresto di quattro uomini tornati ieri pomeriggio in libertà
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di Giorgio Fedeli

Due effrazioni della lastra posta a protezione dell’appartamento occupato in via Tobagi. Ieri mattina il Comune ha ricevuto una segnalazione per un’effrazione della lastra che gli operai dell’ente avevano fissato per sbarrare l’ingresso della casa occupata in via Tobagi, occupata ma liberata da un blitz dei carabinieri e della polizia locale, con l’ausilio dei vigili del fuoco e della Guardia di Finanza. L’operazione era scattata all’alba di venerdì scorso e ha portato all’arresto di quattro uomini, tre dei quali sorpresi proprio all’interno della residenza.

Ricevuta la prima segnalazione, in mattinata, sul posto sono arrivati gli agenti della polizia municipale di Fermo e gli operai del Comune. Un sopralluogo per verificare la fondatezza della segnalazione. E infatti le divise del Comune, con l’ausilio di tre pattuglie dei carabinieri della compagnia di Fermo e di una della Guardia di Finanza, hanno effettivamente trovato la lastra forzata. A quel punto hanno provveduto a stringere le viti che la tengono fissata al telaio della porta di ingresso. Ma da lì a poche ore una nuova, seconda segnalazione, sempre per quella lastra forzata nuovamente, a tal punto da consentire l’accesso alla residenza diventata in queste ore il simbolo di una delle piaghe del quartiere: l’occupazione abusiva di appartamenti. E così operai del Comune, polizia municipale e carabinieri sono nuovamente tornati in via Tobagi, questa volta per saldare le viti della lastra d’acciaio e cercare di rendere del tutto impenetrabile la dimora.

Un appartamento simbolo dell’occupazione abusiva, si diceva. Sì perché quella casa oggetto di due segnalazioni nel giro di poche ore, è stata proprio quella nel mirino dei carabinieri con un’operazione a conclusione di un’attività investigativa curata dai militari dell’Arma della stazione di Porto Sant’Elpidio, guidati dal luogotenente Corrado Badini. Un blitz dei carabinieri elpidiensi, con l’ausilio dei colleghi di Porto San Giorgio, a dir poco rocambolesco, e conclusosi con l’arresto di quattro persone. E proprio quei quattro individui finiti in manette, oggi pomeriggio sono tornati in libertà. L’avvocato che li difende Giuliano Giordani, non rilascia dichiarazioni ma conferma: “Sono stati scarcerati tutti e quattro”. Ora quegli uomini sorpresi nell’appartamento i via Tobagi, venerdì scorso, sono oggetto di accertamenti da parte dell’ufficio immigrazione della Questura di Fermo che sta verificando la loro regolarità su territorio nazionale. A ricostruire quei concitati momenti che hanno preceduto la liberazione dell’appartamento dall’occupazione abusiva e gli arresti, venerdì erano stati gli stessi carabinieri della compagnia di Fermo.

Alle prime luci dell’alba (di venerdì) – il report ufficiale della compagnia di Fermo – a Lido Tre Archi i carabinieri della stazione di Porto Sant’Elpidio insieme a quelli di Porto San Giorgio ed altro personale della Guardia di Finanza del Comando Provinciale di Fermo, personale della Polizia Locale e personale veterinario dell’Asur, hanno dato esecuzione ad un decreto di perquisizione emesso dalla Procura della Repubblica presso il Tribunale di Fermo. Precisamente le varie forze in campo si sono portate in via Tobagi dove sapevano di poter rintracciare il destinatario del provvedimento, emanato poiché elementi investigativi avevano dato esiti positivi nella ricerca di materiale informatico rubato, più precisamente telefoni cellulari. Insieme ad una squadra di vigili del fuoco di Fermo, e dopo essersi (i carabinieri) tutti qualificati,  gli occupanti si sono rifiutati di aprire per evitare che si compisse la perquisizione. Gli stessi più volte sollecitati, hanno lasciato intendere  che non avrebbero aperto la porta d’ingresso ed anzi, hanno iniziato ad inveire ed insultare le divise.
Entrati in azione, i carabinieri, insieme al personale dei vigili del fuoco di Fermo, hanno proceduto all’apertura della porta e nel momento in cui i militari si apprestavano ad accedere, i tre occupanti dell’appartamento hanno iniziato un fitto lancio di oggetti e suppellettili, quadri in vetro, piatti in ceramica ed altri oggetti contundenti che andavano in frantumi, brandendo inoltre un piede di porco e una lunga canna da pesca, con l’intento di ostacolare l’ingresso.
In aggiunta i tre soggetti hanno aizzato contro i militari due cani di grossa taglia di razza Rottweiller. Solo dopo un’ora di trattativa, i tre giovani si sono spostati sul balcone, dove hanno iniziato un fitto lancio di pesanti oggetti come ringhiere in ferro e altre suppellettili, che sono finiti sopra le vetture del servizio Veterinario dell’Asur Area Vasta 4 di Fermo, danneggiandole.

Si è riusciti finalmente a fare accesso nell’appartamento e così sempre con molta fatica, sono stati immobilizzati i tre soggetti, che sono stati successivamente identificati in tre nordafricani già colpiti da precedenti di polizia. Sottoposti ad immediata perquisizione personale, in particolare uno è stato trovato in possesso di un’ingente somma di denaro, nascosta nei pantaloni. Nel corso della perquisizione domiciliare, sono stati rinvenuti sostanza stupefacente, una katana, coltelli e telefoni cellulari, oltre che altro materiale di dubbia provenienza.

Gli oggetti sequestrati dai carabinieri venerdì scorso nell’appartamento

Durante le operazioni, è giunto sul posto un loro connazionale che oltre essere destinatario del provvedimento di perquisizione per cui i militari erano giunti presso l’abitazione, ha iniziato ad inveire contro i presenti con minacce e ingiurie di vario genere e quando sottoposto a perquisizione personale, si è opposto con forza ai carabinieri, spingendoli ripetutamente e tentando di darsi alla fuga. A fatica è stato contenuto ed immobilizzato e successivamente arrestato per resistenza.

Tra gli oggetti sequestrati è risultato da un successivo controllo un telefono Nokia, provento di furto perpetrato a Civitanova Marche il 21 aprile dello scorso anno. Tutti e quattro gli extracomunitari irregolari – la relazione dei carabinieri – sono stati tratti in arresto e dopo le operazioni di identificazione, tradotti al carcere di Fermo su disposizione del Pm di turno.
Essendo l’appartamento stato occupato abusivamente, è stato d’intesa con il Comune di Fermo, chiuso, per impedirne future occupazioni da parte di malavitosi e senza tetto.
I cani affidati al servizio veterinario dell’Asur di Fermo sottoposti a controlli ed accertamenti per verificarne la provenienza e la regolare detenzione.
I reati contestati sono resistenza, ricettazione, ingiuria e minaccia a pubblico ufficiale, occupazione abusiva, porto abusivo di oggetti atti a offendere, detenzione ai fini di spaccio di sostanza stupefacente.  Al termine delle operazioni tutti i carabinieri hanno ricevuto il plauso della cittadinanza scesa in strada, e del sindaco di Fermo, Paolo Calcinaro, intervenuto sul posto“.

Blitz dei carabinieri all’alba Dalla casa occupata scagliano di tutto e aizzano i Rottweiler contro le divise: 4 arresti (Foto e Video)


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