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Storie di imprese e positività:
Maurizio Croceri e la joint venture con
Liu Jo Spa

PORTO SANT'ELPIDIO/CIVITANOVA MARCHE - L’intervista all’imprenditore elpidiense che, in soli 4 anni dalla nascita della sua impresa, ha visto il fatturato crescere fino ad arrivare a 36 milioni attuali. Una storia di positività in un momento così particolare per il settore moda.
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Maurizio Croceri, CEO e Shareholder Eli Srl

 

di Nunzia Eleuteri

Abbiamo conosciuto l’imprenditore Maurizio Croceri durante l’emergenza Covid per la sua prontezza e generosità nell’aiutare la sua città, Porto Sant’Elpidio, attraverso la donazione di materiali sanitari (leggi articolo). La sua impresa, Eli S.r.l., è a Civitanova Marche e, pur appartenendo ad un settore in forte crisi, il calzaturiero, presenta dati più che positivi ed un trend di crescita che non poteva non incuriosirci. Lo incontriamo oggi nel suo quartier generale per approfondire la conoscenza e raccontare al nostro territorio una storia di successo e positività di cui in questo momento c’è tanto bisogno per tenere alta la speranza che tutto possa andar bene.

 

Di che cosa si occupa esattamente la Eli S.r.l.?

E’ una joint venture con Liu Jo Spa nata nel 2016, interamente dedicata alle calzature. Unisce il brand e lo stile inconfondibile di Liu Jo all’expertise imprenditoriale e produttiva del territorio marchigiano. Un sodalizio fortunato, quello tra me e Marco Marchi (presidente & head of style di Liu Jo S.p.A.), che lavora sulla sinergia profonda tra gli headquarters di Liu Jo e la Eli, che ha in capo il design, lo sviluppo della collezione e la gestione della filiera delle calzature.

 

Possiamo conoscere qualche numero?

In due anni (dal 2016 al 2018) Eli ha raggiunto 24 milioni di euro di fatturato, ha chiuso il 2019 a 36 milioni di fatturato ed un milione di paia prodotte, per il 2020 il previsionale di chiusura è di 40 milioni di fatturato. Il progetto Liu Jo Shoes vede il canale wholesale come principale (85% del totale), e si sviluppa sia sul mercato italiano (più di metà del fatturato) sia all’estero (Francia, Germania, Benelux, Spagna e Portogallo le aree di maggiore interesse). Il focus sull’estero è sottolineato anche dalla presenza nelle maggiori fiere di settore europee, Micam a Milano e Premium a Berlino, e dalla volontà di crescita in Far East attraverso collaborazioni con player in Corea, Cina e Giappone.

 

Una curiosità: come nasce il nome Eli?

Da mia figlia Elena, che per noi in famiglia è “Eli”. Quando ho creato la Eli S.r.l. ho scelto di chiamarla come la cosa più bella ed importante a cui potessi pensare: mia figlia. E’ lei che mi ispira ogni giorno a fare il meglio.

 

Come siete organizzati riguardo la rete di partner? E quale strategia adottate per renderla efficiente e vincente?

Costruire una rete di partners affidabili in grado di garantire le migliori performance progettuali, produttive e logistiche non è semplice. Ma è il cuore di ogni business di successo. In Eli ho cercato di trasmettere al mio team interno la passione e l’entusiasmo per il mondo degli accessori, la stessa passione ed il medesimo entusiasmo che contraddistinguono il network di collaboratori esterni che abbiamo scelto.

 

Quali sono le caratteristiche di un buon prodotto in un momento in cui l’attenzione si focalizza soprattutto sul prezzo?

Un buon prodotto è il risultato di un connubio essenziale tra un’idea vincente, persone competenti e capaci che siano in grado di realizzarla e materiali di ottima qualità. Un buon prodotto è alla base di qualsiasi business. A partire dalla sua creazione fino alla distribuzione, ciò che conta è che il cliente trovi il prodotto che desidera.

 

Come vede il prossimo futuro considerata l’emergenza Covid che ci ha colpito?

Quello che vedo è un futuro digital first. Ma con una marcia in più. È quello che stiamo disegnando per il mondo trade a partire dalla prossima SS21, stagione che prende avvio in queste settimane per tutti gli addetti al settore e i professionisti impegnati nelle prossime campagne vendite. “Cambiamento” fa rima con personalità; ed è quella stessa personalità che Liu Jo traduce oggi in un connubio inedito per il mondo trade, quello tra online ed entertainment, con un’evoluzione importante che ha l’obiettivo di coinvolgere al meglio la forza vendita fornendole nuovi strumenti da mettere in campo. Un nuovo approccio che ha preso avvio il 10 giugno. Non un semplice “sales meeting” virtuale ma un vero e proprio show digitale intitolato “Liu Jo Dream On”, fruibile da un sito creato per l’occasione e costruito in stile giornalistico con tanto di sigla originale e voice over ad accompagnare i servizi. Lo show, della durata di circa mezz’ora, ha visto susseguirsi presentazioni tecniche ed unboxing speciali, ma anche e soprattutto personalità del settore, come lo stylist Simone Guidarelli che ha svelato la prossima collezione e l’imprenditrice digitale Chiara Ferragni, che – forte della propria esperienza – ha preso parte ad un’inedita intervista raccontando le evoluzioni delle dinamiche digitali. Uno show accattivante che ha traghettato gli “spettatori” verso la prossima campagna vendita, supportato dalla visione online delle collezioni SS21 grazie anche ad un nuovo showroom digitale.

 

Come pensa evolverà il mercato degli accessori moda nei prossimi anni? Alcuni cambiamenti stanno già avvenendo: prototipazione virtuale, automazione, personalizzazione, logistica, distribuzione (online?)…

Il mercato degli accessori moda è in continua evoluzione e per stare al passo e competere a livello globale occorre essere preparati e accelerare i tempi, per essere sempre più performanti. Per fare ciò è fondamentale accorciare la filiera produttiva, monitorare il sell out e puntare su un modello di business in continua evoluzione. Abbiamo appena lanciato Liu Jo Shoes Private Showroom, un’area virtuale tailor-made nella quale ogni cliente potrà accedere e costruire una proposta ad hoc per le consumatrici. È una nuova modalità di interazione con il prodotto, che può essere visto e analizzato nel dettaglio e un nuovo rapporto con il brand dai tempi ottimizzati, grazie ad un sistema utilizzabile comodamente in azienda, da casa, ovunque. Senza dimenticare un altro vantaggio essenziale, uno dei valori più forti e pervasivi per la nostra azienda oggi: la sostenibilità. Di sicuro anche il Made in Italy, ed i valori che lo caratterizzano, tra cui creatività, design, scelta dei materiali e lavorazioni, garantiscono competitività in fatto di estetica, qualità e performance permettendo di distinguerci ed essere riconosciuti a livello globale. È per questo che abbiamo creato la linea My Liu Jo Essential, proposta Made in Italy premium e qualitativa, che oggi arriva a significativi numeri di paia prodotte in continua crescita, forte di un modello di business che prevede un riassortimento continuo sulle rotture di stock: si compone di modelli passe-partout che “vivono” a prescindere dalla stagione e che sono declinati in un’ampia palette di colori e materiali.

 

I prossimi passi?

Per il futuro Eli è già al lavoro su progetti di collaborazione a tutto tondo con Youtuber ed Influencer. In sinergia con loro e nel rispetto dei valori del brand stiamo lavorando a capsule di prodotto dedicate ai loro followers, nelle quali essi possano riconoscersi e sentirsi parte del progetto stesso. Vogliamo regalare a tutte le consumatrici, grandi o piccole che siano, un’esperienza unica di brand.

 

L’imprenditore Maurizio Croceri dona materiale sanitario, Franchellucci: “Solidarietà più forte del Covid19”

 

 


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