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Porto, il presidente Marconi si presenta
“Rilanciamo la Marina in tre anni”

PORTO SAN GIORGIO - Via alle operazioni di dragaggio interne al porto turistico. Dureranno 5 giorni. "Così ripristiniamo il fondale a 3 metri e mezzo" annuncia il presidente del Cda, Renato Marconi.
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di Sandro Renzi 

Via alle operazioni di dragaggio all’interno del porto turistico. Dureranno 5 giorni e consentiranno di ripristinare un fondale di 3 metri e mezzo nel canale d’ingresso al Marina. Quanto basta per garantire un transito in sicurezza anche ai grandi yacht, costretti a migrare in altre strutture negli anni passati, a causa del frequente insabbiamento registrato proprio all’imboccatura. E’ stato l’ing. Renato Marconi, presidente del Cda e del gruppo Marinedi, maggiore azionista della struttura sangiorgese con oltre il 50% delle quote, a darne comunicazione .

“Si tratta di un primo intervento a cui ne seguirà un altro in autunno per quanto riguarda l’area di nostra competenza” ha detto Marconi. Il dragaggio che parte oggi fa il paio con l’escavo effettuato lo scorso maggio dal Comune e con un secondo intervento che si farà forse ad ottobre all’esterno dell’approdo. In totale, quindi, quattro operazioni che, nelle stime dei tecnici, dovrebbero consentire di stare tranquilli per i prossimi due anni. Ma cosa accadrà poi? Si tornerà da capo con le procedure d’emergenza e le lungaggini burocratiche se il canale dovesse insabbiarsi nuovamente?

Il Cda della Marina, di cui fanno parte oltre a Marconi anche l’avv. Antonio Bufalari e l’amministratore delegato Eugenio Michelino, sta lavorando ad un progetto che punterebbe ad ottenere una autorizzazione pluriennale per effettuare le opere di dragaggio. Insomma uno snellimento procedurale e burocratico soggetto solo all’esito delle analisi sulle sabbie prelevate durante i carotaggi. “Abbiamo avanzato una proposta in tal senso alla Regione ed al  Comune, ovvero prevedere un dragaggio di manutenzione annuale, da eseguirsi nei giusti tempi, tra febbraio ed aprile,  ed arrivare all’estate senza problemi”. Basti pensare che annualmente occorrerebbe un escavo di mantenimento da 20mila metri cubi per evitare situazioni di criticità. “Noi ci offriremmo di farlo con un minimo di rimborso spese che è comunque molto meno di quello che occorre per farlo come è avvenuto fino ad ora” annuncia Marconi.  

Se quella del dragaggio, al momento, è la questione su cui sono puntati gli occhi, soprattutto dei diportisti e degli armatori, la Marina sta lavorando intanto ad una intensa operazione di restyling dell’approdo partita prima del lockdown e proseguita anche durante i mesi più bui della pandemia. “Dopo un primo screening sulla situazione infrastrutturale e la gestione amministrativa del porto, appoggiandoci all’importante lavoro fatto dal precedente amministratore unico Gilberto Belleggia, abbiamo messo mano ad alcuni interventi come la revisione dell‘impianto antincendio, di quello elettrico, degli ormeggi, messo insomma in sicurezza il porto” prosegue Marconi. Marinedi, che conta 14 Marine in Italia, ha una strategia di medio termine per riportare la struttura sangiorgese ad essere punto di riferimento della nautica nazionale. “Lavoro in questo mondo da parecchi anni, circa 35, e da 20 anni avevo in testa che si dovesse fare qualcosa per il porto sangiorgese” svela il presidente Marconi “Paola Renzi (che detiene gran parte della quota di minoranza della società ndr) ha deciso di rilanciare la Marina facendo un accordo con noi ed ora eccoci qui“. Una piccola quota societaria è rimasta invece in mano all’imprenditore Costantino Sarnari. “Ci siamo dati tre anni di tempo ma pensiamo di riuscirci anche in due. Lo stesso tempo necessario perché si concluda la questione immobiliare. Finalmente si è trovata la quadra e ci vanno bene le volumetrie annunciate. La realizzazione di queste opere a terra migliorerà notevolmente l’accoglienza” prosegue Marconi entrando un po’ più nel merito del piano urbanistico per il porto che oggi vede solo 300 posti occupati su 850. “Stiamo rimettendo in moto la nautica a Porto San Giorgio, questo porto entra a far parte di una rete a cui aderiscono le altre 14 Marine e i clienti possono fruire di tutte le promozioni. Sono 6.500 posti barca nel complesso e 20.00 clienti quelli del Marinedi“. L’obiettivo prefissato è di arrivare ad una copertura dei posti del 65% quando nelle Marche ci si attesta al 58%. “Già abbiamo avuto segnali positivi, ex clienti sono tornati, ne stiamo contrattualizzando di nuovi. Insomma c’è fermento” chiosa Marconi.


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