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Il ministro Bonetti a Fermo: “Questo territorio
esempio di connessione responsabile
di vite ed esperienze” (Le Foto)

FERMO - Il ministro per le Pari opportunità e la Famiglia accolto dalle istituzioni del Fermano, con in testa sindaco Calcinaro e prefetto Filippi, alla Sala dei Ritratti. Al centro dell'incontro, la casa rifugio e i centri estivi
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di redazione CF (foto Simone Corazza)

Educazione dei più piccoli, contrasto alle violenze, a partire da quelle di genere, e valorizzazione della persona. Sono questi i punti cardine su cui fare leva, per il ministro Elena Bonetti, da cui ripartire, sì, anche nel post-emergenza Covid, per rilanciare il Paese e riscoprirsi sempre più comunità forte, coesa, compatta. Al ministro l’amministrazione comunale, con in testa il primo cittadino Calcinaro ha presentato “i progetti, le azioni e – come anticipato dal Comune di Fermo – le buone pratiche in campo sociale, portate avanti dall’amministrazione comunale di Fermo e dall’Ambito Sociale XIX”.

Il ministro Elena Bonetti

Questa mattina il ministro per le Pari opportunità e la Famiglia ha fatto visita a Fermo. Ed è stata accolta dalle istituzioni della provincia nella rinata sala dei ritratti di Palazzo dei Priori. Ad accoglierla, si diceva, il sindaco paolo Calcinaro e il prefetto Vincenza Filippi. Con loro le forze dell’ordine, la sanità e l’associazionismo. Insomma tasselli di un puzzle comunitario che il ministro non ha perso occasione di elogiare. “Ho ricevuto una bellissima accoglienza, a partire da quella concessami dal sindaco e dal prefetto. In questa comunità vi è un segno bellissimo, ossia di aver saputo interpretare la sfida più grande per il nostro Paese: connettere vite ed esperienze con responsabilità. Il Paese ha retto sulla capacità di farsi comunità nelle famiglie, rivelatesi la rete più solida, e con una rete più strutturata, fatta dalle forze dell’ordine, dei sindaci, nostri eroi, e dei rappresentanti territoriali del Governo, i prefetti, che hanno rappresentato nel modo più alto il significato dello Stato nell’incontro con i territori. Una dimensione di servizio dura, condivisa negli ospedali, con tanti eroi ed eroine della sanità dinanzi a un’incognita iniziale nel male. A voler fare una sala dei Ritratti di chi maggiormente ha investito tempo e passione, la maggior parte di quei ritratti ha volti di donne. Il nostro Paese ha bisogno di una necessaria riconciliazione di ruoli ed alleanze anche nelle diversità di genere con l’obiettivo di liberare le donne nel loro essere persone che possono contribuire al bene comune. Credo, infatti – le parole della Bonetti – che la libertà più grande per noi sia sentirci chiamate a un esercizio di responsabilità per il bene di tutti. Le nostre comunità hanno interpretato al meglio la dimensione di prossimità. Serve comunque coraggio in questa fase di ripartenza, bisogna intuire che c’è un progetto che vale la pena portare avanti. Aprire una casa rifugio è stata una scelta coraggiosa ma anche inizio di un processo di salvezza. Se vogliamo investire in umanità dobbiamo metterla in gioco,  un’umanità fatta di soggetti diversi che si mettono insieme in cammino.

E’ questa la rete profonda che dobbiamo costruire. Mi piace la connessione tra i due grandi temi, l’educazione dei giovani nel contesto delle famiglie e la violenza contro le donne. Sull’educazione avevamo dato troppe cose per scontate, e il Covid ce lo ha dimostrato. Una, ad esempio? La scuola.  E’ il luogo delle pari opportunità per tutti, è luogo dell’incontro, dell’alleanza, della convivialità. Ma c’è una comunità tanto più ampia di contesti che si fanno protagonisti che, con la scuola, diventano il progetto educativo del nostro Paese. Con la chiusura delle scuole abbiamo voluto offrire progetti educativi altri, ad esempio i centri estivi. Poi c’è il progetto che vuole promuovere programmi innovativi e pedagogici nella collaborazione tra enti territoriali, istituzioni, associazioni, volontariato, Terzo settore. Parliamo anche degli invisibili: non c’è nulla di invisibile. Siamo noi che li rendiamo invisibili se non riconosciamo dignità piena. Sulla violenza sulle donne per tanto tempo non c’è stato il coraggio di riconoscerla come tale. Nel lockdown è aumentata nel nascondimento delle case. Il primo elemento che ostacola una donna è il sentirsi sola. Molte di loro, però, hanno chiesto aiuto perché hanno acquistato la fiducia in una comunità a cui potersi rivolgere, ed è questo che abbiamo voluto sui territori. No alle violenze fisiche, ovviamente, ma ci sono anche violenze subdole, psicologiche, economiche e anche in questa direzione viaggia il nostro progetto sul micro-credito per le donne.
Tra i poli dell’educazione dei bambini, le fragilità, il contrasto alle violenze e la valorizzazione delle persone c’è un filo rosso comune, unico possibile per ripartire. Coraggio, speranza che si fanno concretamente scelta progettuale di connessione nei territori in cui tutti ci dobbiamo sentire accomunati. Se così sarà potremo offrire una prospettiva nuova anche a chi verrà dopo di noi, magari con qualche strumento in più rispetto a quelli che abbiamo avuto noi, e magari anche in un contesto migliore rispetto a quello che ci è stato consegnato”.

A ringraziare il ministro per la sua presenza a Fermo il prefetto Vincenza Filippi: “Quello che abbiamo vissuto è stato un periodo drammatico per tutto il Paese in cui però sono emerse le capacità e il know how di un popolo. Siamo finalmente, con grande sforzo e lacrime, potuti arrivare comunque all’inizio di una riapertura. Il rispetto delle regole è necessario, e cerchiamo di monitorarlo costantemente con le nostre forze dell’ordine. Il ministero della Bonetti ha promosso interventi e iniziative importantissime per una realtà aggregativa che purtroppo non sempre è riconosciuta: la famiglia. E i fondi stanziati sono preziosissimi. E contro la violenza di genere siamo orgogliosi del nostro protocollo”.

“Grazie all’impegno del nostro associazionismo e delle istituzioni, nel nostro territorio – le parole del sindaco Calcinaro – possiamo vantare una rete molto forte. Sono emozionato nell’accogliere il ministro. E’ un momento particolare per le nostre comunità e avere una presenza dello Stato così vicina è un segno fortissimo. Lo Stato, con la nostra prefettura, con la sanità, con le forze dell’ordine, è sempre presente. Oggi nella nostra città possiamo parlare di un lavoro fuori dall’ordinario, ma anche nella quotidianità, del ministero con le sue rappresentazioni territoriali. Possiamo fare il punto sulle nostre esperienze partendo dalla capacità di aver saputo dare risposte immediate con, ad esempio, i centri estivi. Ne abbiamo quattro nel comune di Fermo. Una risposta forte che avrà prosecuzione anche con voucher per chi ha più di un figlio, o sul trasporto scolastico. Ma c’è stato un grande lavoro anche su un altro tema, e ringrazio i sindaci della provincia: l’investimento fatto su una casa rifugio per donne vittime di violenza. Oggi è una realtà funzionante. C’era una possibilità di finanziamento da parte della Regione e noi l’abbiamo colta. Ed è una di quelle cose che danno significato a un mandato amministrativo”.


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