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Cna, l’allarme: “Mercato in calo,
il nemico è la paura, nessuno
se la sente più di investire”

FERMO - Preoccupazione per il calo di aziende e di occupazione, per il presidente Cna Silenzi "l'unica via è abbassare il costo del lavoro per le imprese"
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di Pierpaolo Pierleoni

Una crisi che spaventa, tante incertezze sui prossimi mesi, dati economici che fotografano la profonda difficoltà delle imprese. La Cna di Fermo ha voluto tirare le somme, stamattina, sul lavoro svolto durante e dopo il periodo di lockdown, sulle allarmanti prospettive per le aziende da qui al futuro. Un ‘occasione anche per ribadire, una volta di più, “quanto sia essenziale tagliare il cuneo fiscale: un costo del lavoro più leggero libererebbe risorse e consentirebbe un reshoring importante di aziende contro la delocalizzazione”.

Per il presidente Paolo Silenzi, “affrontiamo una crisi sistemica che ha messo tutti a dura prova. Lo staff di Cna ha lavorato in modo efficiente per rispondere alle tante richieste, abbiamo avuto più di 1000 contatti tra marzo e aprile. C’è stata una politica di ristoro da governo e regione, le varie forme di indennità sono servite a portare avanti le aziende nella fase critica, ma ora la sfida è creare uno scenario. Le nostre istanze le abbiamo presentate anche ai due principali candidati alle elezioni regionali”.

“Tutti siamo stati colti impreparati, ma è nell’ottimismo e nell’organizzazione nei momenti critici che si riconosce chi sa fare impresa – aggiunge il direttore di Cna Fermo, Alessandro Migliore – Abbiamo promosso 30 webinar gratuiti dal 14 aprile in poi,inoltrato 110 domande di bonus da 600 euro e 32 per la piattaforma 210 della Regione. Abbiamo rilasciato 123 corsi Covid e creato 212 nuove sottoscrizioni. Ora dobbiamo prepararci ad un autunno difficile. Che accade quando finiscono emergenza ed ammortizzatori sociali? Cosa si farà dei miliardi del Recovery Fund, il mercato ne usufruirà e in che modo? Abbiamo bisogno di risorse messe a terra, come è stato ad esempio per il bonus vacanze. Se ci sono risorse da investire, debbono servire per abbassare le tasse alle imprese ed alzare le buste paga, la strada è quella”.

Massimiliano Felicioni, responsabile Cna per i servizi legati alla sicurezza, evidenzia che “è stato compiuto un grande sforzo per interpretare, spiegare e poi calare le normative nelle esigenze del nostro tessuto. Abbiamo svolto un servizio importante alle imprese, ad esempio dissuadendo dall’investire fondi, se non obbligatorio, per interventi di sanificazione talvolta proposti da aziende nemmeno titolate. Si sono spesi tanti soldi per attività non necessarie. Abbiamo fornito 2000 cnsulenze telefoniche in 3 mesi. Abbiamo affiancato le aziende per gestire leprescrizioni anti-Covid nelle aziende. Oggi la principale difficoltà è la paura. Le aziende non investono più, c’è il terrore di un nuovo blocco e il disorientamento di chi nella propria attività deve rispettare mille prescrizioni, poi esce e tutti fanno come vogliono”.

Migliore analizza anche lo studio pubblicato ieri dalla Camera di commercio delle Marche. “Il dato peggiore riguarda il calo di iscrizioni di attività rispetto alle cessazioni. E’ chiaro che senza nuove imprese ci sono anche meno occupati. Le Marche, sulle assunzioni, fanno segnare un calo del 60% negli ultimi 3 mesi, peggio solo la Lombardi. C’è un calo di occupazione molto elevato sotto i 30 anni, dato molto allarmante. Solo il 6% delle aziende ha mantenuto un fatturato stabile”. Di fronte ad un quadro del genere, per il presidente Silenzi la ricetta è quella che Cna propone da anni:”Denunciamo da sempre che il cuneo fiscale e l’eccesso di burocrazia stritolano le aziende. Paradossalmente sono aumentati i depositi bancari, anche le aziende che hanno liquidità, quindi, attendono uno scenario favorevole. Tocca alla politica fornirlo e intraprendere percorsi virtuosi. Gli studi dicono che basterebbe un abbassamento del 20% dei costi per le imprese e non sarebbe più conveniente delocalizzare, avremmo un reshoring che potrebbe dare occupazione a quasi 10mila persone”.


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