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Background, sceglie il silenzio
il principale accusato, l’avvocato
Alessandrini: “Chiederemo la revoca dell’arresto”

FERMO - Si è avvalso della facoltà di non rispondere il 46enne montegranarese considerato il dominus del sodalizio criminale, il legale:"Serve tempo per esaminare 7000 pagine di atti dell'indagine"
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di Pierpaolo Pierleoni

Giornata di interrogatori, quella di oggi, da parte del gip di Ancona, per la maxi indagine Background condotta dalla Guardia di finanza, che ha portato ad inizio settimana all’arresto di 9 persone ed ai domiciliari per altre due. Erano già stati sentiti mercoledì il finanziere, accusato dalla Procura della Repubblica di Ascoli Piceno di aver violato il segreto istruttorio ed aver rivelato particolari sulle indagini penali in corso, e l’uomo che avrebbe fatto da mediatore tra l’esponente delle fiamme gialle e il vertice del sodalizio su cui pendono accuse di riciclaggio, autoriciclaggio, bancarotta fraudolenta ed associazione a delinquere.

Stamattina, al carcere di Montacuto dove è detenuto, è stato sentito dal gip M.C., l’uomo di Montegranaro ritenuto dagli inquirenti il “dominus” dell’organizzazione che conta ben 146 indagati, 90 capi d’accusa ed un giro d’affari stimato in circa 130 milioni di euro. L’imprenditore calzaturiero, difeso dagli avvocati Roberta Alessandrini e Stefano Diamanti, si è avvalso della facoltà di non rispondere. Un doppio interrogatorio di garanzia per lui, che concerneva sia l’indagine principale, condotta dalla Procura di Ancona, che quella sul versante ascolano per violazione del segreto istruttorio e corruzione.

“Occorrerà tempo per esaminare tutti gli atti dell’indagine – commenta l’avvocato Alessandrini, parliamo di circa 7000 pagine depositate dagli inquirenti unitamente alla richiesta di misure cautelari. In questa fase ricostruiremo le varie operazioni oggetto di investigazioni per dimostrarne la liceità. Nei prossimi giorni depositeremo richiesta di riesame al tribunale della libertà per la misura cautelare applicata, che appare a nostro avviso sguarnita di presupposti. La stessa istanza di riesame sarà proposta anche contro la misura dei domiciliari disposta dalla procura di Ascoli Piceno ed attualmente assorbita dall’altra ordinanza di custodia cautelare in carcere. Impugneremo inoltre i sequestri posti in essere al momento dell’arresto”.

Sono iniziati ieri, intanto, le verifiche sui computer sequestrati nell’ambito dell’operazione. Gli inquirenti cercano nei supporti informatici conferme delle attività illecite su cui è incentrata l’accusa. La procura distrettuale ha affidato ad un tecnico un incarico di consulenza per esaminare la documentazione presente negli hard disk e ricostruire nel dettaglio le operazioni finanziarie, che vedono coinvolto un ampio giro di persone ed aziende in ben 9 regioni italiane.


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