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Aggressione a don Mario, l’avvocato Ciarrocchi:
“Nessuna premeditazione, ho consigliato
al mio assistito di confessare”

FERMO - Il legale che difende l'aggressore del parroco di San Giorgio: "Gli ho consigliato di affrontare la situazione assumendosi le sue responsabilità, soprattutto per chiarire che si trattava di una sciagurata reazione ad un banale sinistro e non di un’aggressione premeditata o programmata. In Questura ho incontrato don Mario Lusek. Mi è parso molto sollevato da questa notizia"
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Alessandro Ciarrocchi

“Il ragazzo mi aveva già chiamato domenica dicendo che aveva bisogno di parlarmi. Ieri mattina è arrivato in studio abbastanza turbato e mi ha raccontato che la polizia lo aveva contattato per indagini sull’accaduto”. L’avvocato Alessandro Ciarrocchi parla del giovane che il 21 agosto scorso, a seguito di un incidente stradale lungo la ss210, per uno scatto di rabbia, dopo un piccolo incidente stradale, ha aggredito il parroco di San Giorgio, don Mario Lusek. E ieri, lo stesso Ciarrocchi lo ha accompagnato in Questura per confessare le sue responsabilità.

“Quando mi ha narrato con sincerità l’accaduto, gli ho consigliato di affrontare la situazione assumendosi le sue responsabilità, soprattutto al fine di chiarire che si trattava di una sciagurata reazione ad un banale sinistro stradale e non di un’aggressione premeditata o programmata. A quel punto mi sono recato in Questura per riferire al dirigente della Squadra Mobile che il ragazzo nel tardo pomeriggio mi avrebbe raggiunto perché intendeva rendere spontanee dichiarazioni confessorie. Fatalità al mio arrivo ho incontrato don Mario Lusek al quale ho anticipato la volontà del ragazzo di palesarsi, di chiarire la vicenda e di porgere scuse personali, soprattutto per rassicurarlo del fatto che nella storia non c’era alcun collegamento con la sua funzione o la sua persona. Don Mario mi è parso molto sollevato da questa notizia.

Va infatti specificato che il ragazzo non aveva mai visto né conosciuto Don Mario Lusek e non si era minimamente potuto rendere conto che aveva aggredito un sacerdote, circostanza che egli ha appreso dalla stampa. Quando ha saputo, appunto, dalla stampa delle conseguenze fisiche patite da don Mario, il ragazzo aveva anche contattato il sacerdote della sua parrocchia per confessare l’accaduto, non riuscendo però a trovare la forza di dare seguito a tale gesto, spaventato dall’eco mediatica del caso.

Per quel che concerne l’accaduto, che non è stato ripreso dalle telecamere, il ragazzo ha riferito che il motivo del deplorevole gesto è connesso ad uno stato d’ira conseguente ad un piccolo sinistro stradale. Egli ha detto di aver perso la testa perché a causa dell’urto con la vettura del sacerdote, la sua bambina che viaggiava in macchina aveva subito una lesione allo zigomo e piangeva, e quando l’altro conducente gli ha detto che non aveva colpa nel sinistro nella brevissima discussione conseguente all’incidente, egli ha reagito d’impulso, non controllandosi.

E’ chiaro che il ragazzo patirà le conseguenze del suo gesto violento, è pentito ed ovviamente spera come tutti noi che don Mario guarisca quanto prima dalle lesioni. Il suo auspicio è che il sacerdote lo autorizzi a portargli le sue scuse di persona, ma quello che più interessa è aver chiarito che non si tratta di alcun giallo, men che meno di un’aggressione pianificata”.

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Picchiato a sangue don Mario Lusek: un uomo sale nella sua auto e lo colpisce: la Polizia a caccia dell’aggressore


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