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La biblioteca Spezioli
si arricchisce delle opere di
Gino Del Zozzo

FERMO - L'ente ha infatti acquisito la donazione dell’archivio privato e di una copiosa raccolta di disegni del noto artista fermano, conosciuto per le sculture e in più ambiti artistico-letterari
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Soddisfazione per la Biblioteca cittadina R. Spezioli: è stata acquisita, infatti, la donazione dell’archivio privato e di una copiosa raccolta di disegni di Gino Del Zozzo (1909-1989), noto artista fermano, conosciuto soprattutto per le sue sculture, ma versato in più ambiti artistico-letterari e, soprattutto, personaggio al centro di quella felice stagione di risveglio culturale che, nel dopoguerra, ha visto operare, incontrarsi, confrontarsi e produrre nel Fermano e nelle Marche artisti come Dania, Cantatore, Licini e Ciangottini, tra i quali sorse vera amicizia e la cui produzione ha segnato la storia delle avanguardie novecentesche.

La sua copiosa produzione comprende poesie, ricordi autobiografici, disegni, sculture in legno, in cemento, in bronzo e le sculture in sasso, per le quali è maggiormente noto e in merito alle quali, apprezzate in tante mostre e rassegne d’arte, diceva: “Quando il sasso, scelto per l’emozione, entra a far parte della mia anima, l’opera d’arte procede così facilmente come sbrecciare una noce”.

Ad esprimere gratitudine il sindaco Paolo Calcinaro e l’assessore alla cultura Francesco Trasatti: “L’amministrazione comunale nel ringraziare per il generoso gesto degli eredi, che onora la memoria dell’illustre artista ed arricchisce il patrimonio culturale fermano, auspica che la biblioteca possa continuare ad essere, come dalle sue origini a questa parte, depositaria e custode di sempre nuovi tesori artistici e bibliografici che possono al suo interno essere tutelati e valorizzati come memoria collettiva e trasmessi alle generazioni future”.

“Facendo seguito a due donazioni precedenti, relative appunto alla scultura l’una e ad una prima selezione di disegni l’altra, il lascito incamerato in questi giorni dalla biblioteca fermana non solo incrementa il fondo delle opere donate – ha dichiarato la direttrice della biblioteca, Maria Chiara Leonori – ma mette a disposizione della città, degli studiosi e dei ricercatori uno strumento prezioso per la lettura unitaria della produzione artistica dell’artista, vale a dire il suo archivio privato, ricco di documenti, fotografie ed attestazioni di stima da parte del mondo dell’arte a lui contemporaneo”.

Il fondo Del Zozzo, che con questa donazione si struttura ulteriormente, si inserisce così a pieno titolo tra quelli di marcato interesse locale che la Biblioteca conserva e della cui valorizzazione, dove possibile, si fa garante attraverso occasioni espositive e di studio.


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