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ELEZIONI COMUNALI
Il sindaco Calcinaro: “Fermo è rinata, ho voglia di completare il lavoro”
(VIDEO INTERVISTA)

FERMO - "La priorità sarà il lavoro. Abbiamo tre strade: lo sviluppo connesso al nuovo ospedale, la crescita turistica, l'Università che porta 700 studenti a vivere in città"
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Paolo Calcinaro

 

Nel 2015 fece “Piazza pulita”, conquistò il ballottaggio nonostante avesse solo 2 liste ad appoggiarlo, per poi ricevere un plebiscito al secondo turno. Cinque anni dopo, Paolo Calcinaro, con una coalizione molto più robusta, ben 5 liste (Piazza pulita, La città che vogliamo, Fermo si muove, Fermo forte, Non mi Fermo) chiede alla cittadinanza di rinnovargli fiducia per un secondo mandato in cui ultimare l’opera. “Quando siamo arrivati – esordisce – Fermo era una città sfiduciata, erano rimasti sul tappeto problemi grandi e piccoli che non venivano affrontati. L’obiettivo è stato in primis restituire convinzione alla città che deve essere viva e vivibile, anche per i tanti visitatori che sono cresciuti costantemente in questi anni, non solo d’estate ma anche per il periodo natalizio che ci ha visti ormai diventare un punto di riferimento”.

Ripercorrendo il mandato che volge al termine, Calcinaro ricorda di aver “messo mano a fantasmi che si agitavano da tanto tempo. Faccio qualche esempio. Il contenimento della variante del Ferro che veniva chiusa ad ogni pioggia abbondante. Penso a una cosa piccola ma simbolica, la viabilità vergognosa davanti al cinema multisala di Campiglione, esempio di come non si affrontassero neanche le piccole cose. La centrale a biomasse era un tema molto sentito e temuto, oggi in quell’area invece abbiamo un insediamento produttivo importante. Si sono risolti tanti problemi legati agli ex: ex mercato coperto, dove si è appena aggiudicato il concorso di progettazione, ci sono 3,5 milioni per una struttura nuova. Penso alla Casina delle rose, martedì approveremo il progetto che inizierà il lavoro di recupero. Poi l’ex Fontevecchia, l’ex Consorzio agrario ora sede fondamentale di protezione civile e vigili urbani. E’ in fase di realizzazione il ponte ciclopedonale a Marina Palmense, c’è la difesa della costa che era fortemente richiesta”.

Andando avanti, il primo cittadino cita “i problemi risolti nei quartieri. Il Tirassegno che non poteva essere rilevato dal Demanio e invece ci abbiamo investito, il recupero del Cocs, che era diventato giaciglio di tossici e senzatetto, ora luogo di incontro della cittadinanza. Abbiamo dato una funzione al Terminal, per decenni un oggetto misterioso. Se parliamo di edilizia scolastica, questo tema non era mai stato trattato sulla sicurezza e qualità delle strutture. Abbiamo effettuato numerosi lavori, adeguamenti sismici e nuovi plessi”.

L’eterogeneità del territorio cittadino secondo Calcinaro “è la nostra forza, ma può anche diventare una fragilità. La parcellizzazione sul territorio fa sì che ci si possa sentire estranei e indifferenti ai problemi di quartieri distanti e con criticità molto differenti. Questo rischio di disgregazione del tessuto comunitario c’è. Ecco perché abbiamo puntato da subito sul centro storico, come cuore comune in cui tutti potessero riconoscere la propria città e l’importanza di essere parte di un’identità condivisa. Parallelamente abbiamo lavorato sulla qualità della vita dei quartieri, migliorando gli spazi di vivibilità. I campi e le piattaforme polivalenti, recuperati o realizzati ex novo, sono punti di riferimento per tanti giovani. L’edilizia scolastica e gli ambienti delle scuole di quartiere, questo è un fronte su cui si è lavorato molto. I centri sociali sono stati potenziati. Sulla viabilità abbiamo realizzato camminamenti attesi”.

Ora si apre un nuovo capitolo e secondo il sindaco uscente “c’è ancora tanto da fare perché tante sono le esigenze. Vorrei continuare a lavorare ascoltando sempre i fermani, mantenendo il dialogo e la presenza tra la gente. Quanto fatto negli scorsi 5 anni ci permette di concentrarci su alcune sfide per lo sviluppo. Il problema vero sono le opportunità di lavoro. Tanta gente lo ha perso. Abbiamo 3 possibilità di sviluppo economico. La più importante è legata all’insediamento del nuovo ospedale. C’è una ditta seria e dobbiamo tifare affinché si faccia e si faccia presto, io lotterò per avere l’emodinamica h24. Nel tempo che ci separa dalla realizzazione della struttura dobbiamo immaginare urbanisticamente tutta la zona, portando servizi, commercio, ricettività, per generare possibilità economiche per la collettività. Penso anche a infrastrutture importanti, come un ponte tra Campiglione e Molini Girola. La seconda strada è il turismo. Abbiamo tanta possibilità di investimenti leggeri, sia sulla costa che nelle colline e fuori dal centro storico. Urbanisticamente dobbiamo dare possibilità ad uno sviluppo diverso da quello edificativo su cui si puntava anni addietro. La terza opportunità è l’università, la Politecnica delle Marche ci ha assegnato un altro corso. Oggi abbiamo 700 studenti che vengono a vivere a Fermo, oltre a quelli del Conservatorio. Questa è economia reale ed è vita.”.

Chiude, Calcinaro, con un invito ai fermani “ad andare a votare, è importante per la città dove si vive e lo dico in primis ai giovani. Un’amministrazione può cambiare la vivibilità di una città, in questi 5 anni lo abbiamo visto. Credo servano esperienza, concretezza, competenza. Cinque anni non bastano ancora per conoscerla a fondo anche se sono stati una bella lezione. Vorrei andare avanti, magari senza dover chiudere ancora le scuole, speriamo che l’emergenza Covid non imponga misure drastiche”.

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