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ELEZIONI COMUNALI
Interlenghi: ”Lavoro, ambiente e
territorio, sarò un sindaco concreto”

POLITICA - Il candidato sindaco del centro sinistra, appoggiato dal Partito Democratico e dalle liste civiche Fermo Capoluogo, Fermo Coraggiosa ed Agire Locale stamane ai microfoni di Radio Fermo Uno. "Da un primo cittadino ci si aspetterebbe più attenzione ai problemi che le pacche sulle spalle ai cittadini per ottenere consenso. Questa sera la chiusura della mia campagna elettorale in piazza del Popolo", le parole dell'aspirante primo cittadino fermano
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Dopo il succulento confronto tra candidati sindaci andato in onda nella prima serata di ieri, Renzo Interlenghi è tornato stamane ai microfoni di Radio Fermo Uno per l’intervista, nell’ultimo giorno di campagna elettorale, con Paolo Paoletti.

Supportato dal Pd e dalle liste collegate Agire Locale, Fermo Capoluogo e Fermo Coraggiosa, Interlenghi si è ripresentato ai microfoni siti nella rinnovata sede di corso Cefalonia forte di un primato, quello di essere a capo della coalizione più giovane in campo. Tema inaugurale del confronto, e non poteva essere altrimenti, il caso Romanella, con la fuga di una serie di messaggi WhatsApp, conditi da retroscena privati, diventati di dominio nazionale.

“Quando mi è stata proposta la candidatura sono stato lusingato e fiero di poter concorrere ad un ruolo di tale prestigio. Il rispetto per le istituzioni dovrebbe imporre una certa sobrietà nei modi che negli ultimi anni sono mancati – l’approccio analitico del candidato alla poltrona di sindaco appoggiato dalla sinistra fermana -. Chi occupa o intende rivestire un ruolo pubblico sa di essere sotto i riflettori, costantemente esposto all’occhio di molti. La vicenda in questione non fa bene alla città di Fermo ed al suo quartiere di San Tommaso, fa risaltare tutti noi come caricature di una cultura minoritaria. Una questione brutta e squallida. Un passo indietro di Romanella? – la sollecitazione di Paolo Paoletti – Bisogna fare leva sul libero arbitrio. Per la Lega ed il suo candidato sindaco Giacobbi non è di certo un bel biglietto da visita”.

“Come centrosinistra ci presentiamo con l’elemento centrale, strutturato, che è il Partito Democratico, attorno ci sono altri movimenti d’area. – Ha illustrato Interlenghi tornando a discutere della sua visione di città – I partiti, a mio avviso, sono l’elemento centrale delle democrazia, mentre il civismo esprime bisogni personali. Credo dunque che i partiti debbano rientrare al centro dei progetti politici, testimonianza viva di ciò che affermo è incarnata dalle risorse che sono giunte sul nostro territorio, anche da assi istituzionali esterni, arrivate a Fermo proprio grazie all’azione dei partiti in altri livelli istituzionali. Non di certo con l’espressione civica”.

“La nostra campagna elettorale, come visto da tutti, è stata sobria per scelta. No a manifesti giganti, ok invece a tanti incontri tra cittadini e categorie di lavoratori. Le richieste che ci sono arrivate? Lavoro, abitazioni, sicurezze sul lavoro, infrastrutture materiali ed immateriali. A tutto ciò abbiamo risposto in maniera decisa, con programmi specifici e credibili, tanto che negli occhi dei nostri interlocutori vedevamo già la loro fiducia per il voto. Non era neanche necessario chiedere ed andare oltre per riscontrare un fattivo consenso elettorale. Invito tutti questa sera in piazza per la chiusura della campagna elettorale, dalle 21 alle 23. Siamo partiti ascoltando le periferie, chiudiamo il cerchio avendo tastato in corso d’opera tutta la città e arrivando così al centro della stessa. Un punto su cui abbiamo insistito è stato l’ambiente. Crediamo infatti che la natura vada assolutamente rispettata e tutelata. Non a caso abbiamo puntato molto sulle scogliere di Marina Palmense in queste settimane, problematica lasciata abbandonata da anni”.

“Il nome delle liste altrui tradisce il carattere poco rispettoso delle istituzioni – l’apertura di Interlenghi al resto del panorama politico locale – Noi non chiameremo mai un progetto come <Piazza Pulita>, non si può fare piazza pulita della democrazia, tra l’altro si tratta di una lista piena di scarti, politici ed ideologici naturalmente, del passato. E’ un nome vuoto, i nostri nomi rispecchiano invece una Fermo locale ma che pensa ed è protagonista nel globo, con richiami ecologici e vicina a progetti simili già in campo in altri angoli d’Italia. Fermo capoluogo significa fare rete e creare sinergia tra tutti gli attori fermani, singoli e di categoria, allacciandosi quindi ed aprendo l’azione a colleghi e situazioni simili. Prendiamo ad esempio gli artigiani protagonisti nei confinanti centri provinciali. Ecco così, l’Area di Crisi Complessa, oltre che investire denaro nel merito vanno studiati problemi e soluzioni extra Fermo. L’amministrazione uscente è stata scarna in tutto ciò, prevedendo progetti poco dinamici e che hanno reso non protagonisti i destinatari delle azioni politiche”.

Sul tema molto sentito del sociale Interlenghi ha risposto affermando che “gli ammortizzatori sociali e la relativa Naspi, con licenziamenti bloccati dal governo, ci daranno respiro fino a gennaio. Dopo potremo purtroppo assistere ad una moria di aziende che non riusciranno a galleggiare sul mercato. Un’amministrazione deve affiancare una crisi aziendale, non solo limitarsi a trionfare alle inaugurazioni di giardinetti ed opere simili, tra l’altro a ridosso del voto, come fatto da Calcinaro. Sarebbe stato bello vedere un sindaco inaugurare una fabbrica o una grande impresa, stringere accordi con imprenditori esterni che potevano scegliere Fermo come sede produttiva importante. Sono pochi i brand che hanno messo le radici in loco. L’area della calzatura, il distretto del cappello, l’agroalimentare sono del Fermano. Abbiamo artisti, attori e personalità di spicco nella nostra terra, ma tutto questo non è stato mai messo a sistema ed esportato fuori provincia, fuori regione, in Italia e nel mondo. Un sindaco dovrebbe essere l’ambasciatore di tutto ciò, non incontrare i cittadini per pulsare in loro richieste di consenso”.

“Amministrare significa pensare al plurale e collettivamente – ha proseguito Interlenghi -, non dare la pacca sulla spalle. Consiglieri, assessori e non eletti della lista dovrebbero fare questo tipo di lavoro sulla città, non il sindaco, che a mio avviso deve puntare dritto alle carte ed alle soluzioni. E’ un paradosso che non ci si accorga altrimenti di una fabbrica che chiude, trascinando con se numeri importanti. Certo, una giusta comunicazione potrebbe celare lacune performanti, ma andrebbe utilizzata almeno dicendo la verità ai cittadini, non mistificando la realtà. Vanno esposte le idee con serietà, poi una volta eletti per il popolo che ci ha elevato finisce il tifo da arena, purtroppo tipico della campagna elettorale, ed inizia il nostro lavoro, serio, per tutti i cittadini”.

In coda, l’analisi sulla celebre vicenda legata alla terza corsia autostradale. “Possiamo immaginare miglioramenti del trasporto su gomma, con l’arretramento delle corsie in modo tale da avere un ridotto impatto ambientale limitato. Solo chi non va in autostrada non riesce a capire quanto sia importante avere maggiore spazio sull’asfalto, per confort di viaggio e smaltimento del traffico. Fermo ha perso un’opportunità nel merito, e risolvere una lacuna simile è quanto mai impellente. Un aspetto, quello del trasporto, che richiama le necessità di potenziare anche il resto dei percorsi tra mare ed entroterra, naturalmente muovendosi in base alle risorse a disposizione. Idee chiare ed investimento dei fondi che, come sappiamo, sono disponibili già dall’Europa ma con una visione programmatica di lungo termine”.

Spazio elettorale a pagamento, committente responsabile Arianna Granatelli

 


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