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Giorgia Meloni a P.S.Elpidio per l’amico Putzu:
“Se difendiamo il marchio Italia non abbiamo rivali al mondo, tutto l’impegno per sostenere le imprese”

PORTO SANT'ELPIDIO - La leader di Fratelli d'Italia nel cuore del distretto calzaturiero:"Tutto il sostegno a chi produce, sgravi a chi assume di più, sì all'allargamento per le Marche sud del taglio sul costo del lavoro"
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Ha scelto la zona industriale di Porto Sant’Elpidio, Giorgia Meloni, “epicentro di una delle principali espressioni della manifattura marchigiana”, per l’ultima tappa della campagna elettorale per le regionali 2020. E’ arrivata, insieme a Francesco Acquaroli, nella città del candidato Andrea Putzu, cui la lega un’amicizia dai tempi dei movimenti giovanili. C’erano anche le candidate del collegio di Fermo Romina Gualtieri e Maria Lina Vitturini.

A parlare per primo, l’aspirante governatore delle Marche. “Impegniamoci fino all’ultimo minuto per un risultato storico che restituisca forza e certezze alle piccole e medie imprese troppo spesso scordate dalle istituzioni – esordisce Acquaroli – La crisi era già forte prima del Covid e ora rischia di diventare devastante. Il nostro impegno per il sostegno al credito, l’internazionalizzazione e mantenere alta la competitività delle nostre eccellenze sarà massimo. I distretti produttivi erano, sono e saranno il cuore di queste terre, oggi è difficile resistere al peso della burocrazia, delle tasse, del costo del lavoro. Ci aspetta non solo una sfida produttiva, ma la sfida di una terra intera che vuole fare in modo che i giovani possano restare qui e costruire le proprie fortune come hanno fatto i loro padri”.

Poi la parola alla leader di Fratelli d’Italia. “Sono qui per lanciare alcuni spunti sulle tematiche che ci stanno a cuore – attacca la Meloni – Noi non promettiamo 780 euro per stare a casa senza lavorare. Noi vogliamo premiare chi ogni giorno si rimbocca le maniche per costruire la grandezza dell’Italia. Qui l’epicentro di un distretto, una delle principali espressioni della manifattura, ma siamo anche vicini al distretto del cappello. Siamo in un territorio che sulla manifattura ha costruito una eccellenza tutta italiana. Parliamo di imprese abituate a produrre per lo più prodotti 100% italiani. Il 100% italiano si fa in Italia dall’inizio alla fine della produzione. Nell’epoca della globalizzazione competiamo solo sulla qualità. Se difendiamo il marchio non abbiamo problemi ad imporci nel mondo perchè facciamo le cose migliori di tutti”.

Poi la Meloni elenca le “proposte di buon senso che abbiamo presentato e non sono state ascoltate. Chiedevamo di unificare gli anni fiscali 2019-20, compensando le perdite 2020 con gli utili 2019, per pagare un fisco equo. Respinta. Abbiamo chiesto un contributo a fondo perduto, per far sì che sulle nuove fatture  le aziende potessero trattenere il 50% dell’Iva emessa fino a 100.000 euro, era un meccanismo virtuoso. Respinto. Chiediamo da tempo sostegno alle aziende con un’alta densità di manodopera in rapporto al fatturato. Non ci interessa favorire chi ha altissimi fatturati e pochi dipendenti, come i colossi del web. Per noi il principio è: più assumi e meno paghi, più hai dipendenti e meno tasse devi allo Stato. Non ci hanno mai preso in considerazione. Sulla difesa del marchio e la tracciabilità siamo sempre stati dalla parte delle imprese. Il nostro marchio è straordinariamente potente. Il terzo al mondo per riconoscibilità gli altri due sono Visa e Coca Cola. Nessuno ha un marchio nazionale come l’Italia, ci serve solo una politica nazionale orgogliosa. La vogliamo costruire qui. Noi siamo un partito produttivista, a fianco di chi lavora”.

Promette impegno, la presidente di FdI, anche sul tema, molto sentito dalle imprese marchigiane, del taglio sul costo del lavoro al 30% per le regioni del centro-sud. “Ci prendiamo un impegno. Il governo ha previsto questa misura a partire dall’Abruzzo. Per il sud delle Marche sarebbe un altro schiaffo. Abbiamo presentato un emendamento, la decostribuzione sia allargata a tutto il sud delle Marche e alle aziende colpite dal sisma. Sarebbe uno strumento fondamentale. Lo faremo in Parlamento e con Acquaroli presidente delle Marche. In questa campagna elettorale non abbiamo risposto alle provocazioni, ma parlato dei problemi della gente. Ci interessa dare risposte a tutti. Con lo sviluppo infrastrutturale possiamo fare grandi cose. Non andremo in transizione verso la povertà. Qui non mancano genio, dedizione, posti bellissimi e prodotti straordinari. Vi promettiamo che nei prossimi 5 anni ci dedicheremo solo a questo”.


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