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“Eri un esempio di gioia, uniti nel dolore
della famiglia Kazazi” l’ultimo saluto
di Petritoli al piccolo Kristian

PETRITOLI - Don Umberto: "Perché una vita viene stroncata a 10 anni? Non esiste una risposta umanamente possibile. Però possiamo dare una risposta di fede. Abbiamo un Dio che non ci abbandona e che non ci lascia mai soli, soprattutto in questi momenti". Il sindaco Pezzani: "Oggi Petritoli ha dimostrato di essere una grande comunità, facendo del dolore della famiglia di Kristian il nostro dolore". Straziante il grido di disperazione della mamma
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Il piccolo Kristian Kazazi

di Serena Murri

L’ultimo abbraccio a Kristian Kazazi. In tantissimi, oggi alle 16, in chiesa e in un sagrato gremito di persone, per dare l’ultimo saluto al bambino di 10 anni scomparso sabato, nell’incidente durante il quale il padre ha perso il controllo dell’auto sulla SP 66 per Petritoli. Straziante l’addio da parte della comunità di Petritoli al bambino, conosciuto da tutti in paese. Restano gravissime le condizioni del padre, Toni, ricoverato d’urgenza al Torrette di Ancona.

“Tanti si chiedono il perché di questa morte prematura. Dopo 6 funerali di bambini non so ancora rispondere a questa domanda. Qualsiasi parola è perfettamente inutile. La morte è una grande ferita, non solo per la famiglia ma per tutta la comunità. La morte è sempre difficile, figuriamoci a 10 anni. Di fronte al mistero della morte non riusciamo a capire. Perché. Perché una vita viene stroncata a 10 anni. Non esiste una risposta umanamente possibile. Però possiamo dare una risposta di fede. Abbiamo un Dio che non ci abbandona e che non ci lascia mai soli, soprattutto in questi momenti. Il Signore non dà risposte. Chiede di affidarsi a lui, tra le braccia del suo amore. L’amore -l’omelia del parroco don Umberto – e il sostegno alla nostra vita. Ad un padre che ci sostiene come un figlio. L’amore del Signore è per i deboli, ci sostiene nelle piccole e nelle grandi battaglie di tutti i giorni. Gesù in questo momento premia la vita gioiosa di Kristian, con il suo ricordo continuerà a vivere nelle vite di tutti quelli che lo hanno conosciuto. Era un esempio di gioia. Era stato educato all’amore e al rispetto degli altri. Legatissimo ai suoi genitori. Inserito in questa comunità. Non ci sono parole per descrivere questa tragedia. Ecco perché mi affido all’amore di Dio che premia l’impegno di Kristian in questa comunità. Kristian ora vive nella luce di Dio. Ringraziamo il Signore per avercelo donato. Ora – ha concluso il parroco – ci sarà un angelo in più in paradiso che veglierà sulla sua famiglia e su questa comunità”.

Il saluto da parte di tutta la comunità è stato tradotto in parole dal sindaco, Luca Pezzani che ha tentato di rassicurare al contempo la famiglia, inconsolabile, e una comunità sgomenta: “Ho portato il mio saluto e quello dell’amministrazione molte volte ma oggi è diverso, c’è da salutare un piccolo angelo volato in cielo. Le vostre lacrime sono le nostre lacrime. Ho negli occhi il tuo volto Kristian, il primo giorno in cui fu istituito il consiglio comunale baby, eri in prima fila a cercare di capire come amministrare un paese e a metterti al servizio della comunità. Spero che i tuoi amici sapranno portare avanti le tue idee. Oggi Petritoli ha dimostrato di essere una grande comunità, facendo del dolore della famiglia di Kristian il nostro dolore”.

Straziante il grido della mamma del bambino all’uscita dalla chiesa: “No! Kristian no! -ha ripetuto- Non portate via Kristian”. Tutta la comunità si è stretta attorno alla famiglia del bambino. Tanti i compagni di scuola che durante la messa hanno espresso il ricordo ricordo per il compagno scomparso prematuramente. In centinaia hanno accompagnato il feretro a piedi nel vicino cimitero per l’ultimo saluto a quella piccola bara. Per salutare il giovane angelo salito in cielo.

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