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“Io sarei razzista? Accusa inaccettabile,
Mancini è un cliente del nostro studio”,
la replica di Morroni al Comitato 5 Luglio

FERMO - La replica del neoeletto consigliere comunale: "L'alto senso di democrazia che ho mi spinge ad essere ben convinto del fatto che chiunque possa pranzare con chi vuole. E per quanto mi riguarda, una persona che ha espiato la sua pena è da considerarsi assolutamente e totalmente riabilitata, come nel caso di Amedeo Mancini"
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Andrea Morroni

“Io sarei razzista solo perché sono in una foto con Amedeo Mancini, che oltretutto è un cliente del nostro studio? Assurdo e inaccettabile”. E’ la replica decisa del neoeletto consigliere comunale Andrea Morroni all’attacco, con tanto di richiesta di dimissioni, del comitato 5 Luglio. Pomo della discordia, foto, con commenti annessi, circolata su Facebook in cui vengono ritratti proprio Morroni e Amedeo Mancini.

“Ripeto, Amedeo Mancini è un cliente del nostro studio di contabilità, la Apima, ed è un contribuente esemplare. Fa anche la busta paga dei suoi dipendenti qui da noi. Un cliente esemplare sia nel pagamento dei suoi contributi che di quelli dei suoi dipendenti. E tutto quello che dico è comprovabile da documentazione a disposizione di chiunque”.

Da qui la conoscenza, dunque, tra Mancini e Morroni che, però, non si ferma al solo scatto fotografico. Anzi, non accetta da nessuno di essere tacciato di razzismo. “La mia storia umana e politica lo dimostrano. Ho una chiarissima idea di democrazia e di rispetto per il prossimo. Nessuno mi ha mai apostrofato come razzista. Anche la lista che ho rappresentato alle ultime elezioni comunali ha ben chiari questi ideali. Sono, siamo, assolutamente distanti da qualsiasi forma di razzismo. E proprio l’alto senso di democrazia che ho mi spinge ad essere ben convinto del fatto che chiunque possa pranzare con chi vuole. E per quanto mi riguarda, una persona che ha espiato la sua pena è da considerarsi assolutamente e totalmente riabilitata, come nel caso di Amedeo Mancini”.


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