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Confartigianato: “Dal Fondo di Garanzia
poche risorse alle piccole imprese,
serve una cambio di passo”

AZIENDE - Il presidente Leonori: "Irrisoria percentuale del totale di erogazione avvenuta nella nostra Regione: una media di 19 mila euro di finanziamenti garantiti con 7421 domande per la provincia di Macerata, 4356 per la quella di Ascoli Piceno e 3961 per Fermo"
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Renzo Leonori

“Dal Fondo di Garanzia poche risorse alle piccole imprese, serve una cambio di passo” è quanto sottolineano dalla Confartigianato.

“L’emergenza epidemiologica – afferma il presidente Leonori – ha fatto emergere la necessità di supportare le imprese soprattutto sotto il profilo della liquidità. Il lockdown e la conseguente riduzione del fatturato hanno paralizzato le imprese che, non potendo fronteggiare la gestione ordinaria, hanno dovuto cercare canali alternativi di approvvigionamento delle risorse finanziarie per non rischiare la chiusura della loro attività, ahimè avvenuta per molti. L’azione messa in campo dal Governo, presentata come una ‘potenza di fuoco’, ha riguardato lo stanziamento di 400 miliardi di euro dei quali però, dall’inizio della pandemia ad oggi, solo 85 sono stati impiegati effettivamente in garanzie a favore delle imprese.
Ciò risulta ancora più grave se si considera che delle oltre 900.000 domande pervenute per le richieste fino a 30.000 euro, solo una minima percentuale degli 85 miliardi già disponibili sono arrivati a garanzia dell’imprese.
Il dato dello scarso utilizzo delle risorse disponibili risulta ancor più allarmante se si considera l’irrisoria percentuale del totale di erogazione avvenuta nella nostra Regione: una media di 19 mila euro di finanziamenti garantiti con 7421 domande per la provincia di Macerata, 4356 per la quella di Ascoli Piceno e 3961 per Fermo (tutti i dettagli sul sito www.fondidigaranzia.it).
È facile dunque capire che la fetta più grande di risorse del Fondo di Garanzia messo a disposizione dal Governo, è andata a beneficio delle medie e grandi imprese e non delle micro e piccole, che rappresentano invece gran parte del tessuto imprenditoriale del nostro territorio. Per evitare tali inaccettabili sperequazioni, soprattutto nel contesto emergenziale in corso che impone di prestare attenzione prioritariamente alle piccole attività imprenditoriali, occorre che la strategia governativa sia attuata attraverso strumenti e meccanismi capaci di drenare in favore delle imprese la liquidità necessaria per fronteggiare l’emergenza e assicurare la continuazione delle attività. A tal proposito, di fondamentale importanza risulta il ruolo dei Confidi regionali, nello specifico per la nostra regione del confidi Uni.Co, chiamati a fare da intermediari tra le imprese e il sistema bancario, utilizzando criteri che tengano in considerazione la situazione effettiva delle attività produttive e proponendo strumenti che possano agevolare e non impedire l’accesso al credito. In questo senso bisognerebbe quindi rafforzare ancora di più il ruolo del Confidi in termini di consulenza finanziaria per consolidare la forza contrattuale delle piccole imprese nei confronti del sistema bancario. Dunque, serve un cambio di passo. La ‘potenza di fuoco’ per risultare effettiva, necessita di un’attenuazione dei numerosi vincoli che impediscono alle imprese di poter fruire in modo agevole delle risorse stanziate, evitandone l’inutile dispersione”.


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