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“Degrado urbano a partire dal centro”
Catalini rilancia la battaglia
contro le barriere architettoniche

PORTO SAN GIORGIO - Il presidente del Consiglio sangiorgese e socio fondatore dell'associazione 'Zerogradinipertutti' interviene in occasione della campagna di sensibilizzazione di domani per la diciottesima giornata nazionale per l'abbattimento delle barriere architettoniche
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“Le richieste dei nostri concittadini sono anche le loro esperienze quotidiane, che diventano pure le nostre, sebbene da una prospettiva totalmente diversa: vivendo, allora, quello che per noi ‘autonomi nei movimenti’, è un disagio alla nostra libera mobilità, la barriera architettonica, fissa o temporanea, invece può diventare drammaticamente un ostacolo per chi non sia altrettanto libero di muoversi. Chi, tutti i giorni, soprattutto nell’emergenza, si confronta con questo tipo di problematiche ed impedimenti è il più delle volte vittima della mancanza del senso civico e del non rispetto della Libertà di coloro che lo circondano”. Così il presidente del consiglio di Porto San Giorgio, e socio fondatore dell’associazione ‘Zerogradinipertutti’, Giuseppe Catalini, nel pronunciarsi su ‘Per me il lockdown non è finito’, alla campagna di sensibilizzazione di domani per la diciottesima giornata nazionale per l’abbattimento delle barriere architettoniche.

“Dal passeggino al bastone, nel corso di un’intera vita, ci si trova spesso in condizioni di ridotta mobilità, specie se pensiamo ad un infortunio che ci costringe a non essere autonomi e liberi nel nostro movimento. Così anche una buca sul marciapiede, come una rampa di accesso ostruita da un’auto in sosta, oppure il restringimento della superficie di un marciapiede per via di una transenna piuttosto che di un palo della segnaletica stradale, una scala o un bidone dell’immondizia, non solo riducono il passaggio ma diventano anche barriere fisiche insormontabili nei percorsi cittadini come nei viali oppure lungo i marciapiedi appunto. Condizione aggravata dalla quarantena. Per molte persone con disabilità, il lockdown non è mai finito.

Ne parlo da presidente del Consiglio comunale sangiorgese, ne parlo da socio fondatore dell’associazione ‘Zerogradinipertutti’, ma soprattutto ne parlo da cittadino che girando per Porto San Giorgio quotidianamente rileva il degrado urbano che una complice latitanza dei controlli arreca in primo luogo ad un centro città che si volle riqualificare proprio per l’accessibilità, ma che non si è saputo tutelare mai fino in fondo.

Sui nostri marciapiedi segnali stradali, transenne, biciclette parcheggiate e poi auto che con la scusa di essere rimosse in pochi minuti bloccano i passaggi attrezzati per carrozzine e passeggini, costringendo i loro occupanti a lunghi e talora molto pericolose manovre sulla carreggiata stradale se non proprio in mezzo al traffico. Nelle emergenze le persone fragili hanno maggiori difficoltà. Si pensa in generale alla popolazione, però non si vanno a vedere quelle peculiarità di essa per le quali sono stati creati dei diritti, che all’atto pratico non vengono tuttavia garantiti.

Con disabilità permanenti oppure temporanee, per promuovere una cultura dell’ambiente costruito, ristrutturato, rispondendo ai bisogni della comunità, domani quando saremo in giro a passeggiare oppure a parcheggiare la nostra auto, ricordiamoci di chi non avrà come noi quella facilità di movimento per aggirare l’eventuale ostacolo che incontriamo, oppure che noi stessi creiamo. Ricordiamoci che come noi oggi creiamo ostacoli, magari ad un certo punto della nostra vita saremo noi a trovarne. La richiesta è quella di perseguire insieme una qualità di vita adeguata e di maggior senso civico al fine di abbattere anche le barriere culturali oltre che quelle architettoniche.
Ciò che oggi nel vivere quotidiano è invisibile come una scalinata, un gradino, un ostacolo che aggiriamo senza neppure pensarci, domani potrebbe essere qualcosa di insormontabile, un ostacolo che anche se piccolo, in certe condizioni, potrebbe sembrare immenso.


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