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Colpo Cobà, arriva
Massimiliano Gabaldi

SERIE A2 - Dal tradizionale calcio ad undici alla rinnovata avventura con gli Shark del direttore generale Roberto Bagalini. "Già il fatto di indossare questa maglia solo per le foto di rito mi ha dato una bella emozione. Per me è la mia città, così come nel calcio è la Sangio", le prime parole del talentuoso elemento offensivo
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Il dg Bagalini e Gabaldi

PORTO SAN GIORGIO – Colpo del Futsal Cobà ed ingresso nella rosa di uno dei giocatori più amati del panorama sangiorgese: Massimiliano Gabaldi, fratello di quell’Alessandro Gabaldi parte integrante degli organici con i quali gli Sharks hanno vinto due campionati.

Massimiliano, classe 1985, ha svariate esperienze nel calcio a 11 dall’Eccellenza alla Seconda categoria (che peraltro ha visto solo un anno con l’Olimpia Psg) ed è riconosciuto da tutti come un grande talento con spiccate doti tecniche. Lo intervistiamo quindi dandogli il benvenuto.

 

Gabaldi, dopo la carriera che sappiamo nel calcio a 11 cosa l’ha spinto a giungere al calcio a 5? 

“Veramente no, ma devo dire che l’entusiasmo di Roberto Bagalini, che conosco da anni e con il quale ho sempre avuto un rapporto di grande amicizia, è stato oltre che contagioso decisivo per farmi cambiare idea ed intraprendere questa nuova esperienza”.

 

Si aspettava di prendere questa decisione?

“Ho sempre militato, contrariamente a mio fratello Alessandro, in squadre di calcio a 11 e per me il calcio a 5 è uno sport totalmente diverso. Più complesso da interpretare, fatto tutto di schemi e con un ritmo quasi esasperato. Ogni decisione un calciatore la deve prendere in una frazione di secondo. Tutte cose alle quali non sono affatto abituato e che per la verità non mi avevano mai attratto, pur seguendo Alessandro che ha scritto per il Futsal regionale delle bellissime pagine. Ma adesso, in piena maturità, penso che allargare il mio bagaglio di esperienze e, perché no, sfidare ciò che prima ritenevo un qualcosa di lontano dai miei pensieri, sia un fatto che possa completare il mio essere calciatore”.

 

Cosa pensa di poter portare in questo gruppo e al Futsal?

“Penso di poter dare tecnica, determinazione e voglia di divertirmi, ma in modo competitivo. Sono qui per imparare, ma in fretta perché abbiamo dei traguardi da raggiungere insieme e non vedo l’ora di incominciare gli allenamenti e interagire con mister e compagni di squadra. Già il fatto di indossare questa maglia solo per le foto di rito mi ha dato una bella emozione. Per me Futsal Cobà è la mia città, Porto San Giorgio. Così come nel calcio a 11 lo è la Sangio”.


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