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Porto Sant’Elpidio, la manifestazione
contro il Dpcm divide i commercianti
“Matrice partitica” “No, solo il tricolore”

PROTESTA - Esercenti, ristoratori, titolari di bar, gelaterie, pasticcerie, pizzerie e pub, ma anche di palestre, piscine e scuole di danza, si sono dati appuntamento per domenica, ore 18.30, in Piazza Garibaldi per protestare contro le misure contenute nel nuovo decreto emanato dal governo. Tuttavia, tra accuse e strumentalizzazioni, non tutti condividono questa mobilitazione.
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di Leonardo Nevischi

«No al nuovo Dpcm – Porto Sant’Elpidio manifesta!». È questo lo slogan della protesta mossa dagli esercenti colpiti dalle misure contenute nel nuovo decreto emanato dal governo che si terrà domani alle 18.30 in piazza Garibaldi. Commercianti, ristoratori, titolari di bar, gelaterie, pasticcerie, pizzerie e pub, ma anche di palestre, piscine e scuole di danza, si sono dati appuntamento per una manifestazione che ha già coinvolto numerose piazze in tutta Italia e che, ora, toccherà anche il Fermano.

«Sarà una manifestazione apartitica – dicono gli organizzatori – che si svolgerà nel rispetto delle regole del distanziamento e con le mascherine. Il nostro scopo è quello di far capire le ragioni degli effetti catastrofici che questo nuovo decreto porterà non solo sulle nostre attività ma anche a tutte le filiere collegate. Ci è stato chiesto di sanificare, di ridurre spazi, di controllare e lavorare in condizioni non ottimali. Dopo aver fatto tutto questo, ci viene detto che non possiamo lavorare: non possiamo accettarlo».

Tuttavia, quella di domani, sarà una manifestazione non condivisa dalla totalità dei commercianti elpidiensi e dall’opinione pubblica, la quale si divide tra accuse e strumentalizzazioni. «Io non posso mentire: non sapevo nulla di questa manifestazione – confessa Anna Pancotto, presidente dell’Associazione Vivi Il Centro -. Ciò nonostante posso affermare con assoluta certezza che non parteciperò. Non perché io non sia interessata ai commercianti, tutt’altro. Io già avevo sentito i nostri associati per capire se volessero organizzare una manifestazione contro il Dpcm e tra di loro solamente una persona aveva espresso il desiderio di manifestare. Sono stata contattata da un commerciante che aveva già organizzato una protesta a Civitanova e che si era proposto di aiutarmi a farla Porto Sant’Elpidio – prosegue la Pancotto -. Il problema è che io non ho avuto un riscontro positivo da parte dei miei commercianti nel volerla fare. Se la maggioranza mi avesse dato il consenso, io l’avrei potuta organizzare tranquillamente. A quella di domenica non mi sento di partecipare, perché non ritengo giusto che in qualità di presidente di un’associazione di commercianti dello stesso paese io non sia stata informata. Tuttavia se i nostri associati vorranno parteciparvi sono liberissimi di farlo. Per certi versi le manifestazioni sono importanti però in questo caso io ragiono più degli altri e forse osservo le cose in maniera diversa. Probabilmente vedo più a lungo rispetto ad altre persone e non mi faccio prendere dal momento. Non so come mai a noi, per quanto riguarda il settore politico, non ci si permette nulla ed invece altre associazioni possono avere una presidente che sia anche coordinatrice di partito».

A rispondere alla presidente di Vivi il Centro è la presidente di un’altra associazione di commercianti elpidiensi, Gioia Giandomenico, che classifica quella di Anna Pancotto come «una polemica sterile» e aggiunge che «questa manifestazione è nata nel giro di due giorni, non abbiamo avuto modo di passare in ogni negozio, bar, pizzeria o ristorante del paese: semplicemente è stata divulgata sui social in modo tale che potesse giungere a chiunque volesse aderire».

Una Gioia Giandomenico che riveste anche il ruolo di coordinatrice comunale della Lega a Porto Sant’Elpidio, ma che tiene fortemente a precisare che «la manifestazione è stata organizzata dai commercianti. Non è una manifestazione politica, bensì è stata fatta una raccolta firme tra esercenti e semplici cittadini. Sarà una manifestazione statica, non faremo alcun corteo. Sarà una protesta pacifica, senza colore politico o bandiere di partito: sarà presente solo il tricolore».

«Onde evitare inutili polemiche – seguita la Giandomenico – tengo a sottolineare che saremo attenti al distanziamento e all’utilizzo delle mascherine. Ieri mattina la Questura ci ha concesso il permesso ed in merito ho anche parlato con la Digos, per cui dal punto di vista della sicurezza è tutto sotto controllo. Sfrutteremo la parte più alta della piazza (tra “Birimbao” e l’inizio di via Cesare Battisti, ndr) in modo tale che le persone potranno allargarsi nello spazio sottostante sfruttando tutta l’ampiezza della piazza. Cercheremo di espanderci il più possibile così da non dare adito a proteste sterili riguardanti un possibile assembramento».

«Non sono d’accordo con le parole di Anna Pancotto – spiega la Giandomenico -, perché se avessi voluto organizzare la manifestazione in quanto esponente della Lega ci avrei messo la faccia in prima persona e sarei andata con il mio simbolo politico, invece in questo caso ribadisco che l’idea è nata esclusivamente da un’associazione di commercianti. Io vesto i panni di una partita iva e, così come gli altri esercenti, anche io sono contrariata perché questo Dpcm grava anche sulle attività che sulla carta non hanno chiuso. Il fatto che una cliente non possa fare aperitivo, andare a cena, al cinema e in palestra, implicitamente, crea danno anche a chi lavora nel settore dell’estetica perché la cliente rinuncia a determinati servizi. Così come i fiorai e i negozi di articoli da regalo, i quali dovranno tenersi tutto il materiale ordinato perché non verrà ritirato dopo che sono state vietate le cerimonie. Qui la politica non c’entra assolutamente nulla: domani ci saranno commercianti di ogni schieramento politico perché l’unione fa la forza. Siamo tutti contrariati da questo nuovo decreto governativo, non è una questione solo di chi è stato toccato. Noi commercianti collaboriamo e siamo tutti amici: ora più che mai serve solidarietà e per questo mi auspico che ci sia partecipazione anche da parte dei normali cittadini. Franchellucci? Io non ho chiamato nessuno. Comunque sarebbe bello averlo presente così come lo è stato Ciarapica a Civitanova. Questo Dpcm va a toccare anche i problemi dei suoi cittadini e da sindaco dovrebbe mostrare vicinanza, tuttavia ognuno è libero di fare ciò che vuole. Io non giudicherò se lui verrà o meno».

Vedute diverse non solo tra le presidenti delle associazioni di commercianti, bensì anche tra i commercianti stessi. Ad esempio c’è chi non parteciperà alla manifestazione perché «ci sono già tanti problemi a cui pensare e il rischio di assembramenti è troppo alto. Meglio chiudere alle ore 18 che dover fermare del tutto la propria attività a causa di un possibile contagio» e chi, invece, vede nella protesta di domenica «un’ottima chance per far sentire la propria voce e mostrarsi compatti agli occhi di chi ci governa».

Molti altri, come Piero De Santis, titolare del Gambero e di Sette Mari, sono sì contrariati al nuovo decreto governativo ma non vedono nella manifestazione in piazza il miglior modo di agire. «Queste proteste non si dovrebbero fregiare di un colore politico, ma se già si parte dal presupposto di andare “contro il governo” la strada sembra pressoché tracciata – commenta De Santis che si fa portavoce del pensiero di molti ristoratori e commercianti del settore -. Noi come associazioni (Cna, Confcommercio e Confartigianato) abbiamo espresso i nostri dissensi nelle sedi opportune, ma non abbiamo ricevuto indicazioni precise in merito alla manifestazione di domani, alla quale comunque sia chi vorrà sarà libero di partecipare».

«Lo scorso 29 aprile abbiamo fatto una protesta davanti al comune con la consegna simbolica delle chiavi delle nostre attività, ma in quel caso fu assolutamente apolitica. Questa volta, invece, la manifestazione assume per forza di cose uno specifico orientamento partitico. Io condivido in pieno la protesta contro il dpcm – seguita De Santis -, ma non agirei così. In questo momento invece l’unica possibilità per noi è quella di chiedere al presidente regionale Acquaroli di allargare l’orario di chiusura dalle ore 18 alle ore 24 e, almeno per la domenica, di dare la possibilità ai ristoranti di tornare al vecchio dpcm, il quale prevedeva cerimonie fino ad un massimo di trenta persone. Noi ristoratori non possiamo fare più i ricevimenti di celebrazioni come comunioni, cresime, nozze d’oro, nozze d’argento, pranzi di laurea, compleanni. Se si ha il locale adeguato, se si possiedono sufficienti spazi, perché non farlo?».

«Queste sono le problematiche da portare sul tavolo di Francesco Acquaroli, diversamente dall’andare in piazza contro il governo e fare casino. Io avevo proposto un sit-in difronte al Comune in rigoroso silenzio, perché in questo momento non possiamo fare molto di più. Alla parrocchia Sacro Cuore di Gesù (alla Faleriense, ndr) sono state annullate tutte le cresime programmate per novembre. Ciò comporta che noi non lavoreremo, i fotografi altrettanto, stessa cosa per i fiorai e le parrucchiere dimezzeranno la clientela prevista per quelle date. Queste sono tutte attività concatenate che con il nuovo dpcm si trovano in difficoltà. Ribadisco: il potere di cambiare la situazione ce l’ha solo il governatore regionale».

 


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