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Telefoni ‘roventi’ al Pronto soccorso,
Ciucani: “I familiari dei pazienti chiamino solo
negli orari ad hoc per informazioni”

FERMO - Pioggia di telefonate di ogni tipo. E il sistema rischia il collasso. Le raccomandazioni del direttore ff del Pronto soccorso: "Non chiamare immediatamente dopo l'ingresso del familiare al Pronto soccorso, attenersi alle fasce orarie dalle 7 alle 8, dalle 13 alle 14 e dalle 19 alle 20. E telefonare una persona per paziente"
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di Giorgio Fedeli

Non bastavano i pazienti che arrivando con il sospetto di essere affetti da Covid senza aver seguito il percorso sanitario che parte dal medico di famiglia, o magari proprio con il medico di famiglia a spedirli al Murri, vanno a sommarsi alle urgenze quotidiane. Ora ci si mettono anche le telefonate, a tutte le ore, per avere informazioni su familiari ricoverati. E al Pronto soccorso di Fermo i telefoni squillano continuamente. Che c’è di problematico? Semplice: i medici non arrivano a rispondere e sono costretti a dividersi tra le visite, le urgenze e, appunto le telefonate. Che spesso e volentieri non vanno come potrebbero. Sì perché se si chiama il Pronto soccorso poco dopo la fine del turno, il medico che ha preso servizio da poco difficilmente ha sotto mano le informazioni del paziente di cui il familiare vuole informazioni sul suo stato di salute. I tempi di risposta medico-sanitaria si allungano, i pazienti si spazientiscono (con un gioco di parole in questo caso tristemente lecito), i familiari si innervosiscono, i medici sotto stress tra stetoscopi e telefoni. Ed ecco che la macchina va inesorabilmente, e inevitabilmente, in tilt. A nocumento di tutti.

A lanciare l’allarme è il primario facente funzioni del Pronto soccorso, Antonio Ciucani che si appella al buonsenso dei familiari dall’altra parte della cornetta. D’altronde la possibilità di chiamare c’è, come pure quella di parlare direttamente con gli ambulatori dei medici, dunque con i camici che hanno assistito in prima persona il paziente in questione. Ma se non si rispettano le fasce orarie, salta tutto il sistema. E, giusto per farsi un’idea della mole di chiamate, al Pronto soccorso, ogni giorno, arrivano dalle 250 alle 300 telefonate, per ogni medico, di familiari. Ah, come se non bastasse, molte telefonate sono anche ‘fuori tema’. Sì perché c’è anche chi chiede, tanto per fare un esempio, dove e come fare un tampone, oppure come procedere in caso di tosse e febbre, con lo spettro del Covid.

Il direttore ff del Pronto Soccorso, Antonio Ciucani

“Siamo letteralmente tempestati di telefonate – ammette Ciucani – di familiari di pazienti ricoverati. Così non va. Io ho dato precisa direttiva a tutto il personale di non staccare mai il telefono. Credo che non ci sia nulla di più fastidioso e ingiusto, per un cittadino, di trovare un telefono di un ente pubblico off-line. Per avere informazioni abbiamo stabilito precise fasce orarie, ossia dalle 7 alle 8, dalle 13 alle 14 e dalle 19 alle 20. E non sono state scelte a caso. Coincidono infatti con i fine turno che da noi sono dalle 8 alle 14, dalle 14 alle 20 e dalle 20 alle 8. Se chiamano, ad esempio, alle 8,30 il medico che ha iniziato il turno mezz’ora prima difficilmente ha sotto mano il quadro clinico del paziente di cui si chiedono informazioni. Così proprio non ce la facciamo. Dobbiamo lavorare e non riusciamo anche a rispondere continuamente al telefono. Che lusso sarebbe poter disporre di un medico-centralinista. O lavoriamo, facciamo i medici, o rispondiamo. Cosa chiedo? Semplicemente collaborazione da parte di tutti, ossia che i familiari, perché solo loro possono chiamare, rispettino le fasce orarie. Certo, magari trovano occupato. Ma se insistono, un buco lo trovano. E chiamando allo 0734-6252263/65 (numeri riservati esclusivamente a familiari di pazienti ricoverati al Pronto soccorso) possono parlare direttamente con gli ambulatori, dunque con i medici, senza passare da centralino, portineria o triage. E’ il metodo migliore e più diretto per avere informazioni. Ma se non lo si rispetta, salta tutto. E invece c’è chi chiama fuori dalle fasce orarie e si arrabbia anche, perché magari il medico non ha immediatamente risposte. C’è chi chiama addirittura dopo pochi minuti dall’ingresso del familiare al Pronto soccorso, quando il paziente-codice verde è ancora in attesa o è in visita. E ovviamente c’è chi chiama per avere informazioni sui tamponi o come comportarsi in caso di sintomi da presunto Covid, tipo febbre o tosse. Per queste ultime informazioni ci sono i percorsi ad hoc attivati dall’Av4. Dobbiamo collaborare tutti insieme per far funzionare al meglio la macchina del soccorso. Noi ce la mettiamo tutta ma anche i cittadini ci diano una mano. In altre parole? Non chiamare immediatamente dopo l’ingresso al Pronto soccorso, attenersi alle fasce orarie dalle 7 alle 8, dalle 13 alle 14 e dalle 19 alle 20. E chiamare una persona per paziente. E poi magari quel familiare passa le informazioni agli altri familiari”.

 


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