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Don Franco Monterubbianesi,
lettera ai fedeli nel giorno di Ognissanti

FERMO - Nuove e dense parole frutto di profonde riflessioni quelle espresse dal parroco nelle tradizionali festività religiose di inizio novembre, per un epilogo di missiva caratterizzato purtroppo dalla notizia della morte di Don Angelo Fanucci
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“Cari amici e cari comunitari sparsi, nella festa dei Santi ho riflettuto per tutti voi, amici e comunitari, che noi nella nostra esperienza abbiamo una forza particolare, che ci deve incoraggiare a superare ogni smarrimento, anche quello presente. Confessiamolo con sincerità, stiamo perdendo la fiducia, lo slancio, abbiamo tanta paura e incertezze, così non trasmettiamo più fede ai giovani”.

E’ questa la rinnovata lettera di Don Franco Monterubbianesi (foto) rivolta ai fedeli nel giorno di Ognissanti.

Il parroco prosegue la riflessione a voce alta affermando. “Voi lo sapete che io sto lanciando dalle Marche la fondazione <Don Franco e i giovani>, su un lavoro che io farò ancora <Con la mia Giovinezza>. Così ho chiesto al Signore di lottare con essa fino a 95 anni. Oggi ho celebrato la Santa Messa con due mamme in difficoltà per i figli, e ho detto loro che la forza che le mamme devono avere per non mollare è proprio con la festa di oggi, che ce lo ricorda. La protezione che ci danno dal cielo i nostri cari, appartenenti alla nostra storia, che hanno vissuto i nostri ideali, pur nelle difficoltà, fatti Santi dall’amore di Dio che tutti vivono oggi in cielo”.

“Fatti perfetti da Lui e noi ne siamo protetti, perché Capodarco per loro è stata la loro vita di resurrezione, con cui insieme abbiamo vissuto tante cose belle. Ieri a Tor bella Monaca con Betty di Paolo Muratore e Rosmarie abbiamo ricordato tante figure di persone straordinarie, e di eventi straordinari – ha proseguito il clericale -. Siamo forti e dobbiamo ritrovare in noi il senso di quella fede, con cui Gesù ci ha detto che il regno di Dio è anche sulla terra, se lo si vive con sicurezza insieme, nelle nostre buone volontà di seguire fino in fondo i suoi insegnamenti, nell’azione concreta, in cui affrontiamo i mali con fiducia. Lui è con noi, ogni giorno, e ci accompagna anche se siamo solo in due”.

“Allora la Comunità di Capodarco è sempre più viva, perché è unita a quelli del cielo, che ci proteggono, e se la società di oggi ha bisogno che la Comunità unita con la Fede a quelli del cielo aiuti a sostenere i giovani nella speranza. La speranza per essere vera ha bisogno di vivere come primo movimento l’indignazione dei mali che oggi sopportiamo dai bambini, ai disabili, ai disperati, agli anziani soli e i giovani ne sono capaci, se non spegniamo in loro i sentimenti, ma per affrontare i mali ci vuole coraggio che loro non hanno. Noi di Capodarco possiamo testimoniare loro l’amore nei progetti che condivideremo concretamente, territorio per territorio, attuandoli con la forza che viene anche a noi dalla nostra condivisione dei poveri, dall’amore che ci viene data dal cielo anche dai nostri Santi”, l’ulteriore approfondimento di Don Franco.

“Avevo scritto fino a qui quando mi è giunta la triste notizia della malattia di Don Angelo Fanucci. Stavo pensando alla testimonianza della vita di Don Graziano della nostra Comunità di Fabriano e affidavo Don Angelo a lui. Ma il Signore oggi, 3 novembre, alle 5 lo ha accolto in cielo. Lui, nella mitezza e amore sempre disponibile a perdonare e a capire gli altri, da buon intellettuale stava per affrontare con me, come guida, il male delle nostre divisioni. Su questa ricerca che farò sempre più per il rinnovamento della Comunità, di verità e giustizia, conterò anche sulla sua protezione non più ingenua, ma forte come lui, che saprà darmi come mi occorre per rilanciare il valore ideale di Capodarco – l’epilogo della missiva -. Il valore ideale, che da Roma a tutta Italia, con voi amici e comunitari, dobbiamo sentire per avere il coraggio di rilanciarlo, chiedendo anche a Don Angelo di darci la forza di farlo umilmente”.


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