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Elicotteri in volo di notte,
ecco cosa succede nei cieli marchigiani:
“E’ l’addestramento per l’elisoccorso”

L’INTERVISTA – Il dottor Germano Rocchi spiega: "La regione verrà trasformata in una unica grande città dove gli standard assistenziali siano uniformi per tutto il territorio"
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Il dottor Germano Rocchi

 

di Francesca Marsili

Sono oramai diverse settimane che, con gli occhi puntati al cielo e attratti ed allertati dall’inconfondibile rumore, moltissimi marchigiani si chiedono il perché cosi frequentemente elicotteri volino col calar della sera. A questa domanda risponde il il dottor Germano Rocchi, direttore del servizio di elisoccorso 118: «I voli by night che vedete in giro per la regione sono di addestramento nel nostro territorio per preparare i piloti all’elisoccorso notturno. E’ una cosa seria e bisogna essere preparati nel miglior modo possibile». La risposta quindi racchiude una mission di fondamentale importanza: salvare vite umane raggiungendo anche gli angoli più impervi nel minor tempo possibile volando anche di notte. L’elisoccorso notturno è già attivo dal 16 settembre con la tecnica “a vista” ovvero con la possibilità di atterrare solo su sette piazzole illuminate riconosciute dall’Enac (Ente nazionale aviazione civile) per l’atterraggio notturno: Pesaro, Pergola, Mercatello sul Metauro, Cagli, Camerino, Macerata e San Severino. La multinazionale Babcock che si è aggiudicata l’appalto del servizio per sette anni, ha novanta giorni di tempo per distribuire ai suoi piloti quelli che si chiamano Nvg (night vision goggles) ovvero dei visori ad intensificazione di luce e addestrarne il personale all’utilizzo affinché si possa atterrare anche in piazzole non autorizzate dall’Enac. Una tecnica quella Nvg, usata finora solo in ambito militare ma di cui ora sono dotati anche gli elicotteri dell’elisoccorso marchigiano.

eliambulanza-1-225x400 «In questo modo dalla metà di dicembre, potremmo atterrare anche in zone non illuminate come i campi sportivi e parcheggi ed aumentare l’operatività in maniera esponenziale arrivando dappertutto. Con questi apparecchi si pareggia la possibilità di voli diurni e notturni – spiega Rocchi – certo, in questi tre mesi di addestramento l’operatività in notturna è bassa, il rapporto è di cinque voli diurni e di uno notturno. Ma quando saremo a regime renderemo le Marche ancora più sicure». Il direttore dell’elisoccorso ci tiene a sottolineare il perché il volo notturno non sia ancora pienamente operativo. «Nella stesura del bando, abbiamo preferito non inserire nel capitolato d’appalto l’obbligo da parte della società appaltatrice di essere immediatamente operativi per non privilegiare le società più grandi in possesso dell’abilitazione escludendo quelle minori che molto spesso non possiedono già personale preparato perché le numerose attivazioni del volo notturno in tutto il territorio nazionale lo rendono già difficilmente reperibile – spiega Rocchi che è stato anche direttore tecnico della gara per l’aggiudicazione dell’appalto – ecco perché abbiamo concesso tre mesi di tempo per l’addestramento, i cui costi – precisa – sono sostenuti dalla Babcock».

eliambulanza-2-325x244Dal 16 settembre, data in cui è ufficialmente partito l’elisoccorso notturno, la base aerea dell’elicottero del 118 è stata trasferita a Fabriano da dove il velivolo si alza in volo anche per i soccorsi diurni. Sebbene in procinto ci sia la valutazione di riportare la base ad Ancona, quella di Fabriano, definita dall’Enac una delle più belle basi di elisoccorso nazionali, è stata scelta per diversi motivi: la presenza di un hangar per il ricovero dei mezzi, la posizione strategica che permette di coprire velocemente anche le aeree più interne ed un accordo con l’Umbria per il soccorso in eliambulanza. «Mi aspetto che la regione Marche con l’elisoccorso notturno diventi come un’unica grande città dove dove gli standard assistenziali siano uniformi su tutto il territorio – commenta soddisfatto il medico anestesista con esperienza trentennale e formazione da marine – avere un soccorso di questo tipo è un privilegio. Il nostro obiettivo -– conclude Rocchi – è di arrivare ovunque ci sia la necessità di soccorso tempo dipendente da parte di professionisti rianimatori nel più breve tempo possibile per trasferirlo al Trauma center di Torrette di Ancona e salvargli la vita anche nel cuore della notte. Un percorso quello dell’elisoccorso notturno durato tre anni arrivato finalmente al termine».


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