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Banda larga, la via
marchigiana al digitale necessita
di strade e fibra

REGIONE - Importante incontro sulla piattaforma web quello organizzato stamane da Unioncamere ed Ali, con l'analisi e lo sviluppo del tema caratterizzato dagli interventi di tanti ospiti istituzionali
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Gino Sabatini

Il presidente di Camera Marche Gino Sabatini al webinar organizzato con Unioncamere e Ali (Associazione Autonomie Locali) questa mattina ha alzato l’asticella della sfida all’innovazione.

Sammarco, moderatore dell’incontro, ha spiegato che le Marche nel complesso mostrano un buon livello di maturità digitale, di poco superiore a quello della media italiana e crescente tendenza innovativa (dato riferito a imprese innovative, giovanili e start up), con il 96,3% delle imprese con più di 10 dipendenti connesse in banda larga fissa o mobile; la regione è agli ultimi posi per disponibilità di banda ultra larga e all’ottavo posto della classifica italiana per numero di start up innovative. Ascoli quinta assoluta in Italia, con ben 91 start up attive.

All’incontro hanno preso parte il sottosegretario del Mise, Mirella Liuzzi, l’assessore allo sviluppo economico della Regione Marche, Mirco Carloni, il sindaco di Ancona e presidente di Anci Marche, Valeria Mancinelli, il sindaco di Pesaro e presidente di Ali, Matteo Ricci, il sindaco di Porto Sant’Elpidio e presidente Ali Marche Nazareno Frechellucci, il vice segretario di Unioncamere, Andrea Sammarco e l’amministratore delegato di Infratel, Marco Bellezza.

L’assessore Carloni, che detiene la delega digitalizzazione, ha da poco illustrato il collaudo nei 19 Comuni da parte di Infratel dell’impianto di rete in fibra ottica, nell’ambito del Piano Banda Ultra Larga approvato dalla Regione Marche, annunciando il completamento della collocazione della fibra entro fine anno per il 25% dei Comuni previsti dal Piano.

Mirco Carloni

La Camera di Commercio delle Marche sta accompagnando le imprese nella sfida digitale accreditandosi come Punto Impresa Digitale, struttura di servizio e assistenza, diventate best practice italiana grazie alla collaborazione con il sistema associativo e i 5 Digital Innovation Hub sostenuti dalla Regione Marche, oltre che con un sistema universitario particolarmente vocato alle nuove tecnologie e al trasferimento tecnologico.

Obbiettivo principale, quello di stimolare e finanziare investimenti in tecnologie fortemente abilitanti e in grado di proiettare le Pmi a quelle che sono (già oggi) le fiere del futuro e gli innovativi progetti di internazionalizzazione. Concetto spiegato dal componente di Giunta camerale con delega all’innovazione Marco Pierpaoli

La via marchigiana alla digitalizzazione passa anche attraverso i progetti di digital export messi in campo da Camera e Regione Marche, orientando quel cambiamento veloce imposto dal coronavirus che impedirà per lungo tempo di fare missioni all’estero alla conquista di nuovi mercati: oggi, le nuove traiettorie si reggono sulle fiere virtuali e sulla produzione di materiali ad altissima definizione. Con il Bando B2B sono stati messi a disposizione delle Pmi del territorio, prima dell’estate, 2,6 milioni di euro cui vanno aggiunti altri 600 mila euro circa di investimenti rinnovati sul Pid Marche (appena pubblicato nuovo bando Voucher alle Pmi per implementazione Tecnologie abilitanti 4.0) : vale a dire un investimento totale di circa 3,2 milioni di euro.

Da tutti gli interventi è emerso con forza come i lunghi mesi di pandemia abbiano confermato come la banda ultralarga, in previsione il 5G e, più in generale, le tecnologie digitali siano le infrastrutture portanti per il rilancio del nostro Paese. Reti attraverso cui far passare la nostra economia e, in tempo di pandemia acuta, anche una parte sostanziale del nostro servizio sanitario, il sistema educativo e della formazione, trasporti, energia e ambiente, la pubblica amministrazione.

Non è un caso se la digitalizzazione sia al centro anche dell’agenda politica europea, tanto che il Recovery Fund la inserisce tra i progetti prioritari, anche perché è la strada che porta anche all’attuazione del modello di economia circolare che non è più rinviabile.

“Guardo alle Marche, ma la mia regione può essere tranquillamente lo specchio dell’Italia. Le nostre imprese soffrono soprattutto di un problema di produttività e hanno difficoltà a sviluppare attività innovative, anche perché scarsamente sostenute da un modello finanziario che continua a essere rappresentato in larga parte dalle banche. La digitalizzazione consentirebbe di utilizzare le risorse in modo più efficiente e di organizzare i propri processi in maniera agile, contribuendo a superare le barriere che attualmente ostacolano la crescita e innovazione nelle Pmi”, ha puntualizzato Sabatini.

 


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