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Amandola piange
la scomparsa del suo Arciprete

AMANDOLA - Non solo un sacerdote. Don Gino Virgili ha rappresentato una vera colonna portante per l’intera comunità che, addolorata per la sua scomparsa, potrà dargli l’ultimo saluto martedì, alle 9.30, nella Chiesa del Beato Antonio.
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di Nunzia Eleuteri

Si è spento oggi, all’età di 94 anni, don Gino Virgili, per tutti “l’Arciprete”. Una vita completamente dedicata a Dio e trascorsa prevalentemente ad Amandola, dove è vissuto dal 1965 rappresentando un punto di riferimento per l’intero paese, una vera colonna portante. Originario di Rubbianello, parroco della città dei Sibillini per più di 50 anni, riservato quanto severo, era un uomo temuto ma certamente amato e rispettato da tutti. Lunghe quanto profonde le sue omelie che preparava accuratamente ritenendo che la predicazione fosse la cosa più importante dell’essere parroco. Dietro alla sua (più apparente che reale) austerità si nascondeva un uomo generoso e pronto ad aiutare chi ne avesse bisogno.

Don Gino insieme ai ragazzi dell’Acr in uno dei tanti momenti di gioco

Con lui è nata una delle realtà associative più belle e longeve di Amandola: l’Acr (Azione Cattolica Ragazzi) che ancora oggi coinvolge giovani di ogni età in attività parrocchiali significative.

Don Gino ha accompagnato per tantissimi anni l’Acr al raduno settimanale come al campo scuola estivo senza tralasciare i tanti impegni che aveva con altri cristiani come i corsisti dell’Ultreya.

Il 22 maggio 2016, nella chiesa di San Francesco, prima del terribile sisma che ne ha determinato la chiusura, don Gino ha potuto festeggiare contemporaneamente tre bellissimi traguardi: i suoi 90 anni, i 65 anni di sacerdozio e i 50 anni di parroco in Amandola. Proprio in quell’occasione ha ricordato il giorno della sua ordinazione, il 29 giugno 1951.

Iniziò come cappellano a Pedaso, poi parroco ad Amandola dove ha sempre collaborato attivamente sia con i frati Agostiniani che con i Cappuccini senza mai dimenticare le suore Benedettine.

Negli ultimi anni don Gino ha affrontato diversi momenti difficili: la morte di sua sorella che lo aveva accudito per oltre 50 anni e la malattia che lo aveva molto indebolito. Nonostante fosse andato in pensione, ha continuato ad offrire il suo contributo alla comunità come “cappellano del parroco” (si presentava così ultimamente accanto a Don Paolo De Angelis che lo ha sostituito dopo le dimissioni).

Il 14 maggio scorso, per il suo 94° compleanno, don Gino Virgili, nel suo appartamento di Amandola, ha ricevuto tantissime telefonate e messaggi di auguri: testimonianza di quanta gente gli volesse bene perché è stato un padre severo ma buono. Chi ama i propri figli non può prescindere dall’insegnare loro quelle regole che possano aiutarli nella crescita. E lui è stato di certo un buon padre per molti.

I funerali si svolgeranno nella chiesa del Beato Antonio di Amandola, martedì 8 dicembre alle ore 9.30 alla presenza dell’Arcivescovo di Fermo, Rocco Pennacchio.

 

 


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