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L’uso dei Social: “Quando
il commento sfocia in offesa”

PORTO SANT'ELPIDIO - L'assessore Ferracuti: "Stasera alle ore 21 sarà possibile collegarsi gratuitamente per discutere, insieme alla dott.ssa Erika Belelli, psicoterapeuta esperta in dipendenze tecnologiche - spiega l'assessore alle Pari Opportunità del comune di Porto Sant'Elpidio, Emanuela Ferracuti - dell'uso ed abuso dei social nei quali è quotidianità leggere 'facili' offese"
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“L’uso dei Social: Quando il commento sfocia in offesa”. Questo il tema del prossimo incontro gratuito promosso dall’assessorato e dalla Commissione Pari Opportunità di Porto Sant’Elpidio. Siamo al terzo appuntamento del ciclo di webinar denominato “Interviste al Femminile” disponibili ogni mercoledì sera (fino al 23 dicembre) alle ore 21 per approfondire tematiche legate alla figura femminile nei vari ambiti della società.


“Stasera alle ore 21 tramite la piattaforma Zoom al link https://us02web.zoom.us/j/82761165580 o inserendo il Codice ID 82761165580 sarà possibile collegarsi gratuitamente per discutere, insieme alla dott.ssa Erika Belelli, psicoterapeuta esperta in dipendenze tecnologiche – spiega l’assessore alle Pari Opportunità del comune di Porto Sant’Elpidio, Emanuela Ferracuti – dell’uso ed abuso dei social nei quali è quotidianità leggere ‘facili’ offese, soprattutto verso donne che ricoprono ruoli istituzionali.
Il webinar segue all’incontro svolto lo scorso mercoledì con Daniela Barbaresi, segretaria generale Cgil Marche, la quale ha focalizzato il dibattito sul tema Donne-Lavoro e Smart working, descrivendo una fotografia attuale. Nonostante il numero di donne dipendenti occupate si avvicini al numero di uomini occupati, negli anni è tornata a salire la curva delle donne disoccupate soprattutto durante i periodi di crisi come quello che stiamo vivendo. Le donne ottengono mediamente più titoli (diploma, laurea, corsi post lauream, ecc.) ciononostante, arrivano a ricoprire ruoli dirigenziali in percentuale drasticamente inferiore rispetto ai colleghi uomini.
Le leggi, fin dagli articoli della Costituzione italiana – continua Ferracuti – sono andate via via migliorando negli anni, mirando al raggiungimento della parità di genere, ma il dato più allarmante, ancora oggi, è la differenza di salario lordo di 7.161 euro in meno (-32%), tra lavoratrici e lavoratori dipendenti, che tra lavoratrici e lavoratori a tempo indeterminato si riduce a 4.460 euro di differenza (-16%): problema che non viene evidenziato quanto dovuto.
Le donne lavoratrici scelgono per il 65% il lavoro part-time, e solo il 35% il lavoro full time, percentuale diametralmente opposta alla situazione dei colleghi uomini. Studiando questi dati è evidente che, oltre alla scelta volontaria, molte donne siano “costrette” a rinunciare al lavoro o al lavoro full-time per vari motivi, come la mancanza di una adeguata rete di servizi (asili nido, assistenza ai neo genitori, ecc..) o la responsabilità familiare in capo alla figura femminile.
Si è discusso di questa problematica sia con le donne che con gli uomini collegati, portando vari esempi “di vita quotidiana” e di situazioni che rappresentano esattamente le percentuali sopra descritte. Rinnoviamo quindi l’invito a collegarsi questa sera alle ore 21 per parlare dell’uso e abuso dei social che riguarda tutti noi”.

 


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