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Lavori ancora in stand by,
il Conservatorio sollecita la Provincia
Gli studenti hanno bisogno di spazi

FERMO - Le considerazioni del direttore Nicola Verzina: "Noi rappresentiamo la città di Fermo quando andiamo in giro per l'Italia e all'estero, quando facciamo concerti, quando qui vengono docenti da tutto il Paese"
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Il direttore Nicola Verzina

di Andrea Braconi

Nelle ultime settimane il Conservatorio “Pergolesi” ha provato a sollevare la propria voce. Con rispetto, “tanto delle persone quanto delle istituzioni”, ma con una determinazione necessaria per affrontare (e possibilmente risolvere con celerità) le diverse problematiche che toccano direttamente questa importante realtà formativa della città di Fermo.

Prima (eravamo ad inizio novembre) il richiamo alla Regione sulla necessità di mantenere aperta la struttura, considerata la messa in sicurezza degli spazi e l’esigenza di svolgere determinate discipline in presenza.

Poi (ed entriamo in questa prima parte di dicembre) l’invito alla Provincia nel velocizzare l’iter per lavori mai partiti ma che rappresentano un bisogno impellente per studenti e docenti.

Nicola Verzina, che del Conservatorio è il direttore, ha provato a muovere le acque, in vista di un incontro con la stessa Provincia che dovrebbe tenersi a breve. “Nessun intento polemico da parte mia, nonostante le parole decise che ho utilizzato. Voglio solo far capire che abbiamo necessità di approfittare di questa fase di stallo della didattica in presenza per fare i lavori”.

Perché, precisa, quando si rientrerà la situazione sarà difficile. “Non abbiamo abbastanza spazi, c’è tutta l’ala dei fiati chiusa da 4 anni, vale a dire 6 aule interdette con un impatto sull’uso delle altre aule in quanto a turnazione, disponibilità ed orari”.

C’è un tetto da sistemare, anzi, travi in legno (con alcune problematiche) che vanno sostituite. Ci sono i solai di quell’ala fiati da rifare, ala che si trova sopra le ex segreterie “trasferite al chiostro grazie al Comune che ci ha dato 5 stanze oggi adibite ad aule”. Infine, i due cornicioni, con un’impalcatura montata da un lato per proteggere dalle cadute di eventuale materiale dall’alto.

Alla Provincia chiede tempistiche certe, Verzina. “Siamo l’unica università di Fermo, ospitiamo studenti stranieri, e non solo, che danno un contributo economico alla città: affittano case, mangiano, comprano qui. E danno anche un contributo di carattere sociale e culturale. Parliamo di oltre 500 allievi: i lavori devono partire subito. A livello burocratico la questione va snellita, altrimenti gli anni passano facilmente e di conseguenza i disagi aumentano. Sia con il presidente Verducci, prima, che con Giostra ora abbiamo sempre cercato di dialogare, in maniera rispettosa delle persone e delle istituzioni. Speravamo in una partenza entro l’anno, invece siamo arrivati a questo punto”.

Un’azione, quella del Conservatorio, che mira a dare la giusta visibilità alla struttura e a tutto il patrimonio umano che ogni giorno qui si muove e crea. “Non dobbiamo avere un trattamento di favore ma, di fronte ad un problema, dobbiamo essere aiutati. Noi rappresentiamo la città di Fermo quando andiamo in giro per l’Italia e all’estero, quando facciamo concerti, quando qui vengono docenti da tutto il Paese. Questo è il Conservatorio di Musica di Fermo e portiamo un’idea alta di cultura di tutto il territorio”.


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