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Riconoscimento area ‘Appennino Alto Fermano’, l’assessore Baldelli: “Necessario un cambio di passo per le zone interne”

AREA MONTANA - "Ritengo che non si possano discriminare territori sulla base della popolazione aggregata e, soprattutto, non si possa chiedere ai Comuni che vogliono rientrare nella progettazione Snai di sostituire i servizi primari, come ad esempio quelli ospedalieri, con servizi secondari"
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Occorre un cambio di passo, secondo l’assessore Francesco Baldelli, per arginare lo spopolamento dell’entroterra. Spopolamento che non ha visto alcun rallentamento, nemmeno dopo l’adozione della Strategia nazionale per le Aree interne (Snai). Per questo l’assessore, nel rispondere ad una interrogazione in consiglio regionale, ha specificato che, parallelamente al lavoro per il riconoscimento di nuove aree nell’ambito della Snai, sta elaborando anche una strategia più ampia ed efficace.

“Sosterremo il riconoscimento delle aree ‘Montefeltro e alta Valle del Metauro’ e ‘Appennino Alto Fermano’ nella Strategia nazionale delle Aree interne (Snai) – ha assicurato in aula l’assessore Baldelli -. Ma le candidature non possono essere presentate al Comitato tecnico nazionale fino al 2021 per due precise ragioni. In primo luogo, perché le risorse statali stanziate per il periodo programmatico in corso sono già state integralmente utilizzate per finanziare le prime 72 aree pilota a livello nazionale, così come sono già integralmente impegnate le risorse comunitarie. Quindi, perché non sono ancora state definite dal Comitato nazionale le regole di individuazione delle nuove Aree interne, che potrebbero essere diverse rispetto a quelle adottate per la programmazione in corso. Proprio per avere chiarimenti in merito, abbiamo già in programma un incontro con il coordinatore del Comitato tecnico delle Aree Interne (Ctai), Francesco Monaco. Non appena il nuovo periodo di programmazione prenderà il via – ha aggiunto l’assessore – avvieremo la procedura per chiedere il riconoscimento delle due aree. Al contempo, stiamo lavorando ad una strategia che ci consenta di affrontare in maniera sistematica e concreta le politiche delle aree interne. Sono infatti molto preoccupato e critico nei confronti degli attuali accordi di programma per tali aree. Ritengo infatti che non si possano discriminare territori sulla base della popolazione aggregata e, soprattutto, non si possa chiedere ai Comuni che vogliono rientrare nella progettazione Snai di sostituire i servizi primari, come ad esempio quelli ospedalieri, con servizi secondari. Negli accordi di programma infatti si auspica espressamente che, nelle aree interne, l’ospedale per acuti vada sostituito con servizi sanitari secondari. Da qui la necessità di rivedere la Strategia, perché non si può pensare di invertire il processo di spopolamento dell’entroterra tramite l’erogazione di micro contributi economici ai Comuni coinvolti. Si sarebbe invece dovuto chiedere al governo – e la nuova amministrazione regionale lo farà – il mantenimento, nelle aree interne e nell’entroterra, dei servizi primari, di ospedali filtro per i nosocomi principali, di infrastrutture stradali e ferroviarie moderne e sostenibili. Solo in questo modo – ha concluso Baldelli in aula – si potranno risollevare, concretamente e non a parole, i territori dell’entroterra. Non certo chiedendogli di rinunciare a servizi primari e proponendogli di sostituirli con qualche servizio secondario come sino ad oggi previsto dal Governo negli accordi di partenariato”.


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