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L’allarme di Cna Fermo: “Dati drammatici:
serve un patto per la ripresa,
il Fermano deve avere gli aiuti per il Sud”

FERMANO - Il presidente della Cna Silenzi: "Un patto a medio e lungo termine per la ripresa”. I dati del 2020 sono drammatici, soprattutto per il manifatturiero. L’associazione chiede collaborazione tra categorie, enti e politica per un progetto di rilancio complessivo. Urgente l’inserimento dell’area di crisi complessa fermano-maceratese negli aiuti previsti per il Sud
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di Federica Broglio

In quest’anno difficile, caotico, incerto, dettato dai ritmi di una pandemia che non sembra abbandonarci, le piccole e medie imprese del Fermano hanno cercato di resistere, di mostrare coraggio, tenacia, resilienza, ma se la politica, le associazioni di categoria, gli enti pubblici non sapranno unirsi in una concertazione attiva per ridisegnare uno scenario di ripresa fattibile a medio e lungo periodo sarà la fine. Questo il monito di fine anno del presidente della Cna Paolo Silenzi che, nella conferenza stampa intitolata “2020, un anno troppo lungo dalle prospettive troppo corte”, ha spiegato come ci sia da parte delle imprese l’impegno ad investire in riqualificazione e innovazione, viste le manifestazioni di interesse – 300 le domande – arrivate in Regione in occasione di un bando. Le aziende sarebbero pronte, servono ora anche progetti infrastrutturali e aiuti economici. “Rischiamo però di rimanere fermi per sempre – ha detto Silenzi – se restiamo fuori dai benefici di perequazione fiscale e tributaria di riequilibrio con normative di vantaggio per il sud”. Il nodo sembra essere proprio questo, l’esclusione dell’area del fermano-maceratese dai benefici dell’area di crisi complessa, per la quale la Cna chiede un impegno concreto da parte della politica locale affinché venga proposto e accolto un emendamento. “Lo abbiamo detto a gran voce, sono ore queste in cui la politica deve assumersi la responsabilità dei riequilibri – ha avvertito Silenzi – non degli impoverimenti e delle concorrenze tra debolezze e territori”.

Su questo, Gino Sabatini, presidente della Camera di Commercio delle Marche, ha rimarcato la necessità di ragionare tutti insieme su un sistema di collaborazione a favore delle imprese, del processo di lavoro, della promozione all’estero, cercando di agganciare tutta la filiera produttiva. “Mi auguro – ha evidenziato Sabatini – che il Governo tenga conto delle criticità del settore calzaturiero del Fermano, considerato che per alcuni Comuni ha un’incidenza del 43 – 44% sull’economia locale, con oltre 20mila dipendenti. Come Cciaa abbiamo messo in campo bandi e misure a sostegno, ma serve un aiuto per la ricapitalizzazione e patrimonializzazione per poter sopravvivere”.

In effetti il distretto della calzatura, confrontando i dati dei primi tre mesi di quest’anno rispetto al 2019 ha perso 55 imprese attive, con una diminuzione annua dell’intero comparto manifatturiero dell’11,4%, il dato peggiore degli ultimi 10 anni. Male anche l’agricoltura e il commercio, mentre hanno tenuto le costruzioni beneficiando dei bonus e dei contributi del post sisma. Cresce parzialmente il terziario del 2%, mentre segno negativo del 25% sul fronte delle nuove imprese, in linea comunque con l’andamento regionale. Dal punto di vista occupazionale Fermo registra un aumento del 59,5% dei contratti a tempo determinato e indeterminato, evidente segnale comunque di fiducia. “Temiamo però il periodo in cui si sbloccheranno i licenziamenti – mette in allerta il direttore della Cna Alessandro Migliore – perché le imprese non ce la fanno più e ci saranno dei cambiamenti. Non si capisce perché i ristori siano stati previsti solo per il commercio e non per la manifatturiera. Se non si vende, non si produce, bisognerebbe tenere conto dell’intera filiera. Ora ci auguriamo che per il Ristori 5, in cui si dovrebbero prevedere ulteriori fondi per la perdita di fatturato del 2020, si faccia riferimento ancora ai codici Ateco, il modo più semplice per la distribuzione delle risorse ”.

A margine della conferenza stampa si è poi ricordata l’iniziativa “Compra le Marche”, un’iniziativa della Cna di promozione dei prodotti locali, in cui si invita la popolazione a fare acquisti nei negozi del territorio. Già quasi 200 ceste natalizie sono state confezionate per le festività (www.cnafermo.it/compralemarche/).


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