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La food economy per risollevare il Natale,
Confartigianato: “Nelle Marche
si spenderanno 375 mln di euro”

CONSUMI - Trainano i prodotti d’eccellenza. Confartigianato: "Mai come adesso #acquistiamolocale". Leonori: "Nel periodo natalizio, dove è maggiore l’acquisto di generi alimentari, è importante riporre nel carrello prodotti d’eccellenza"
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Renzo Leonori

“È forte la vocazione artigiana delle Marche nel settore della food economy. Un comportato davvero florido nelle province di Macerata, Ascoli Piceno e Fermo, che si piazzano ai primi posti in Italia per addetti nelle imprese artigiane sul totale del settore food. La food economy, del resto, è economia particolarmente strategica nel periodo di Natale”.

Sono queste le riflessioni contenute nella decima edizione della ricerca condotta dal centro studi di Confartigianato Imprese, dal titolo: “Artigianato alimentare di qualità a Natale per sostenere le imprese e il lavoro del territorio nella crisi Covid-19”.

“Le festività natalizie – spiegano da Confartigianato – modificano notevolmente le abitudini di spesa dei consumatori, con le vendite al dettaglio alimentari di dicembre che rappresentano il 9,7% delle totale annuo. Così, in Italia, si stima sempre a dicembre una spesa delle famiglie in prodotti alimentari e bevande pari a 14.837 miliardi di euro, che rientreranno in una grossa fetta nei regali di Natale.

Nelle Marche, la stima vede una spesa delle famiglie in prodotti alimentari e bevande da regalare di 375 milioni di euro (61,3% della spesa tipica del Natale). Di questi, 75 milioni di euro sono previsti nella provincia di Macerata, 50 milioni in quella di Ascoli Piceno e 42 milioni nella provincia di Fermo.

La food economy è un’economia da non sottovalutare. Le sue imprese artigiane danno lavoro in Italia a 276 mila addetti, pari al 16,1% del settore, e rappresentando l’1,6% dell’occupazione delle imprese del totale economia.

Le Marche, con i suoi 11.921 addetti, è la quinta regione con il maggior peso dell’artigianato della food economy sull’economia del territorio, e la seconda regione con la maggiore vocazione artigianale del settore (l’occupazione dell’artigianato fornisce il 26,4% degli addetti dell’intero settore). Sono invece 40.984 gli addetti nelle MPI marchigiane.

In chiave provinciale, Ascoli Piceno è in Italia tra i territori con il maggior peso occupazionale dell’artigianato della food economy sul totale dell’economia; quanto alla vocazione artigiana della food economy (percentuale addetti imprese artigiane sul totale del settore food), Fermo è quinta in Italia (31,3%), Macerata 16esima (25,3) Ascoli Piceno 19esima (24,4). Infine, il peso dell’artigianato alimentare sull’artigianato totale vede Ascoli Piceno al 7,8%, seguita da Macerata al 6,4% e Fermo al 5,9%.

In questo quadro, un ruolo strategico viene giocato dai prodotti agroalimentari di qualità (DOP, IGP e STG). Ne sono registrati in Italia 311 (14 marchigiani) e in parallelo sono censiti in Italia 5.266 prodotti agroalimentari tradizionali (154 marchigiani, che hanno un peso del 2,9% del totale).

È seguendo tale direzione che la Confartigianato Imprese Macerata- Ascoli Piceno-Fermo sta portando avanti con forza A Natale Acquistiamo Locale, l’iniziativa che rientra nella più ampia campagna #acquistiamolocale, a sostegno appunto delle produzioni locali”.

Come osserva il presidente territoriale Renzo Leonori, “la food economy è un’economia davvero focale. Nei primi dieci mesi del 2020 il volume delle vendite al dettaglio di prodotti alimentari è salito dell’1,8%, così come l’export, che registra un +2,3% rispetto ai primi otto mesi del 2019. Nel periodo natalizio, dove è maggiore l’acquisto di generi alimentari, è importante riporre nel carrello prodotti d’eccellenza. Facendo attenzione alla qualità che può essere garantita da una produzione locale. L’artigianalità si basa sul valore del lavoro, sull’ascolto del cliente e sull’utilizzo di materie prime, con lavorazioni che tengono viva una cultura secolare. Alta creatività, originalità e remunerazione dell’occupazione sul territorio. Sono solo alcuni dei buoni motivi che devono spronare una clientela sempre più responsabile”.


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