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Trasporto scolastico, i privati fanno chiarezza: “Pronti a mettere a disposizione tutti i nostri mezzi, ma ci venga garantito un prezzo equo

TRASPORTO - I privati spiegano come, da parte loro, ci sia la piena disponibilità  a fornire i 30 mezzi necessari ad ottimizzare il trasporto scolastico se solo venisse garantita una tariffa che ruota attorno ai 200 euro al giorno, ovvero una media di circa 2 euro a chilometro per 100 chilometri al giorno
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di Paolo Paoletti

“Una tariffa equa per coprire almeno il rientro dei costi, in questo modo saremo in grado di fornire tutti i mezzi necessari”.  I gestori privati delle autolinee del territorio intervengono per fare chiarezza in merito alla messa a disposizione dei loro pullman a supporto della Steat in materia di trasporto pubblico scolastico.

Una precisazione che arriva come chiarimento alle parole del presidente Fabiano Alessandrini che, in merito alla gara pubblica indetta per reclutare nuovi pullman in grado di garantire il distanziamento per gli studenti, aveva detto: “E proprio l’esito di quella procedura di evidenza pubblica per il servizio ha certificato come la quota di 30 mezzi privati necessaria per garantire gli ingressi non scaglionati sia al momento irraggiungibile. Abbiamo avuto a disposizione soltanto 9 pullman, con aziende da San Benedetto a Macerata, a fronte ad una necessità ben superiore. Nella regione, se anche requisissimo tutti i mezzi a disposizione, stiamo intorno ai 400, ma questi non ci sono. Altro problema è quello delle risorse: i privati ci dicono che se non fanno almeno 100 chilometri non mettono a disposizione il mezzo, quindi grazie alla Regione abbiamo aumentato il corrispettivo ma la risposta dall’evidenza pubblica è stata quella di un’offerta di soli 9 mezzi. E questo è un dato incontrovertibile”.

Da qui la presa di posizione dei privati che spiegano come, da parte loro, ci sia la piena disponibilità  a fornire i 30 mezzi necessari ad ottimizzare il trasporto scolastico se solo venisse garantita una tariffa che ruota attorno ai 200 euro al giorno, ovvero una media di circa 2 euro a chilometro per 100 chilometri al giorno. 

“Siamo stati consultati circa tre settimane fa – spiegano i privati – e ci è stato chiesto quanti chilometri minimi volevamo percorrere al giorno per il trasporto studenti ad una cifra indicativa di 2 euro e 25 centesimi a chilometro.  Abbiamo risposto tutti 100 chilometri, con differenze minime tra un privato e l’altro. Un conteggio fatto per rientrare semplicemente nelle spese, consapevoli dell’importanza di questo servizio in un momento così delicato. Una volta raccolte tutte le informazioni è stata indetta la gara ufficiale in cui venivano garantiti solo 60 chilometri al giorno. Ci aspettavamo che il costo chilometrico venisse alzato a fronte delle riduzione dei chilometri e così è stato, ma solo di 40 centesimi, ovvero da 2 Euro e 25 centesimo a 2 Euro e 60 centesimi. Tutti possono fare un calcolo per capire come ogni ditta avrebbe preso all’incirca 145 euro per un giorno di autobus. Per noi significa non rientrare con le spese. Basti pensare al pagamento dell’autista, gasolio, assicurazione, senza contare i leasing per il pagamento dei mezzi“.

Aziende di trasporto privato che si dichiarano disponibili ad un tavolo di confronto con la Steat per arrivare ad una soluzione condivisa che renda possibile lo sblocco dei 30 autobus necessari per un trasporto scolastico ancora più adeguato: “Se la gara fosse stata fatta su una quota di 100 chilometri giornalieri a 2 euro e 25 centesimi, con i ribassi del caso, tutti avrebbero dato la disponibilità e ci sarebbero stati subito i mezzi necessari ad un prezzo equo. Questo da parte nostra significava non guadagnarci, ma avere almeno la possibilità di coprire i costi e le spese magari per il cambio di una gomma.  Considerando invece i 60 chilometri proposti nel bando ufficiale, a cui si aggiunge la variante del dieci per cento in più o in meno, che porterebbe la copertura da un massimo di 66 chilometri assegnati al giorno ad un minimo di 54, il pagamento dei nostri mezzi oscillerebbe dai 150 ai 139 euro, cifre che significherebbero per noi non rientrare nei costi del servizio”.

Aziende private che lanciando dunque un invito al confronto:” Quanto detto dalla Steat in conferenza stampa è corretto, ma la situazione è tale non perchè noi privati non abbiamo voluto fornire i pullman, ma semplicemente perchè a quelle condizioni è per noi impossibile fornire il servizio. Tutti abbiamo offerto qualcosa e abbiamo messo da parte i guadagni, ma almeno ci venisse garantita una cifra equa per coprire i costi dei singoli autobus. In Umbria ad esempio, la Regione offre 180 euro fisse per 80 chilometri a cui si aggiungono 1 Euro e 20 centesimi per ogni chilometro extra percorso dai mezzi. Perchè le Marche non seguono questo modello? Potrebbe rappresentare una valida soluzione intermedia“.

 

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