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Fa domanda per il permesso
di soggiorno ma ha ‘copiato il compito’:
la Polizia se ne accorge e lo denuncia

FERMANO - L'uomo, un cinese di circa 50 anni, nel presentare la documentazione, non ha capito le domande degli agenti della Questura. Il permesso di soggiorno di lungo periodo è stato negato per mancanza delle condizioni previste dalla legge
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di redazione CF

Si presenta in Questura, documenti in mano, per chiedere il permesso di soggiorno di lungo periodo. Ma non capisce le domande del poliziotto che ha davanti. E così si scopre che ha copiato il test per conseguire l’attestato di conoscenza della lingua italiana. Morale della favola: denunciato e domanda respinta.

Nell’ambito delle molteplici attività svolte dall’Ufficio Immigrazione della Questura risulta, infatti, predominante quella di servizio ai numerosi cittadini stranieri residenti nella nostra provincia per il rilascio ed il rinnovo dei permessi di soggiorno finalizzati a permettere agli stessi di vivere stabilmente in Italia e di garantire agli stranieri, alle loro famiglie ed ai datori di lavoro la serenità necessaria anche in questi difficili momenti causati dalla pandemia in corso che ha comportato importanti riflessi negativi anche sull’occupazione lavorativa.
Le procedure di rinnovo, sebbene ormai standardizzate, richiedono comunque l’impegno e l’attenzione degli operatori della Polizia di Stato dell’Ufficio Immigrazione per evitare che ‘furbetti’ possano tentare di ottenere illegittimamente titoli di soggiorno non spettanti.

“È il recentissimo caso – fanno sapere dalla Questura di Fermo – accaduto ad un cinese il quale aveva richiesto il rilascio di un permesso di soggiorno cosiddetto “di lungo periodo”, quindi senza scadenza e ordinariamente presupposto per l’ottenimento della cittadinanza italiana, il quale aveva presentato alla Questura anche il previsto attestato di conoscenza di base della lingua italiana ottenuto presso una Università della Repubblica.
L’uomo, un cinquantenne residente sul litorale fermano, è stato convocato in Questura per la verifica della documentazione presentata ma il personale della Polizia di Stato si è subito accorto che lo straniero non era in grado di rispondere in italiano alle domande relative alle minime informazioni che gli erano richieste, compresi i sui dati anagrafici. Per riuscire ad ottenere le notizie necessarie, si è reso indispensabile ricorrere ad un parente dello straniero, presente sul posto, che ha tradotto in lingua cinese le domande e le risposte. Approfondendo la situazione lo straniero ha, con difficoltà, ammesso che effettivamente non era in condizione di capire la nostra lingua e che l’attestato di conoscenza della lingua italiana che aveva conseguito era stato determinato dalla copiatura del test di un suo vicino di banco. Acquisite formalmente tali informazioni, lo straniero è stato denunciato all’Autorità Giudiziaria e, chiaramente, il permesso di soggiorno di lungo periodo è stato negato per mancanza delle condizioni previste dalla legge”.


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